Cyberbullismo, a Reggio 21 querele in un anno

6/2/2017 – Nel 2016 la Polizia postale e delle Comunicazione di Reggio Emilia ha raccolto 21 querele da parte di minorenni visti vittime di episodi di cyberbullismo, molestie, divulgazioni di materiale pedopornografico o diffamazione sul web, in particolare nei social network. Parte di queste querele si sono concluse con il deferimento di ragazzi minorenni all’Autorità Giudiziaria.

Lo rivela la sezione reggiana della Polizia delle Comunicazioni in occasione del Safe Internet Day. Domani, martedì 7 febbraio, incontro dalle 9 alle 13 con gli studenti dell’Istituto comprensivo Emilio Lepido di Reggio Emilia.

 L’incontro coincide con il Safer Internet Day, all’interno di un programma di appuntamenti, ben 23 da settembre a oggi, negli Istituti scolastici della provincia reggiana. Incontri ai quali hanno partecipato sia il comandante attuale della Sezione, sovrintendente capo Luigi Quaglio, sia l’ex comandante commissario  Mario Scarapellini, oggi in pensione. Senza scordare l’attività svolta in aiuto ai ragazzi in età scolare che a vario titolo hanno avuto diverse problematiche con il web e che si sono pertanto rivolti alla sezione. Infatti, nel corso dell’anno 2016, sono state raccolte 21 querele da parte di minorenni che li hanno visti vittime di episodi di cyberbullismo, molestie, divulgazioni di materiale pedopornografico o diffamazione. Parte di esse si sono concluse con il deferimento di minori all’Autorità Giudiziaria.

Nell’ambito delle iniziative promosse per celebrare il Safer Internet Day , la Polizia postale e il Miur hanno organizza un’edizione speciale di “Una vita da social”, con workshop in contemporanea il 7 febbraio nelle scuole di 100 capoluoghi di provincia italiani. Gli operatori della Postale incontreranno circa 60mila ragazzi.

“L’obiettivo delle attività di formazione -sottolinea un comunicato della polizia- è insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi al cyberbullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé o per gli altri.

La formazione sui temi della sicurezza e dell’uso responsabile della rete è un impegno quotidiano della Polizia di Stato e la collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca è assolutamente determinante”.

 

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