Artoni Trasporti, ancora sciopero e blocco dei magazzini

Anche oggi, 17 febbraio, i dipendenti della Artoni e dei lavoratori delle imprese d’appalto sono in sciopero e presidiano i magazzini. La vertenza del gruppo deitrasporti di Guastalla si è inasprita perché è saltato l’accordo di fusione con la Fercam di Bolzano e, nella difficile situazione finanziaria in cui versa la Artoni, ciò mette a rischio ben tremila posti di lavoro tra dipendenti diretti e indotto.

L’agitazione che coinvolge tutte le sedi italiane del gruppo è stata decisa dalle segreterie nazionali del sindacati trasporti Cgil, Cisl e Uil che accusano la Fercam e il gruppo Artoni di aver diffuso notizie “distorte” e “non corrispondenti al vero”. Accusano la Fercam di un “bieco tentativo” discaricare la responsabilità della situazione sui sindacati, che invece avevano “accettato tutte le richieste” dell’azienda acquirente. E’ stata la Fercam -insistono le segreterie nazionali – a disertare l’incontro di mercoledì 15  al ministero del Lavoro.

FERCAM

La questione assume un particolare rilievo sul piano delle relazioni sindacali, perché il presidente di Fercam Thomas Baumgartner è anche il presidente di Anita, l’associazione che riunisce le imprese di trasporto di Confindustria.

Ieri i sindacati hanno chiesto una nuova  convocazione delle parti al  ministero del Lavoro “per determinare un percorso condiviso, salvaguardare i livelli occupazionali e la condizione sociale delle maestranze interessate”.

Anna Maria Artoni

Anna Maria Artoni

IL COMUNICATO SINDACALE

“Filt CGIL, Fit CISL e UILTrasporti Nazionali apprendono da note stampa della società Fercam/Artoni notizie distorte e non corrispondenti al vero. Occorre fare chiarezza rispetto al reale svolgimento degli eventi, richiamandosi alla verità dei documenti ufficiali e non alle chiacchiere.

Le Segreterie Nazionali ribadiscono che vi è stato un solo incontro, per avviare la procedura di affitto di ramo d’azienda attivata da Fercam e Artoni, il giorno venerdì 10 febbraio. Tale incontro non ha concluso la procedura prevista dall’art. 47 della Legge 428/90.

Le  Segreterie Nazionali ribadiscono che vi è stato un solo incontro, per avviare la procedura di affitto di ramo d’azienda attivata da Fercam e Artoni, il giorno venerdì 10 febbraio. Tale incontro non ha concluso la procedura prevista dall’art. 47 della Legge 428/90.

Le aziende si sono poi incontrate al Ministero del Lavoro, martedì 14 febbraio, per verificare la possibilità di attivare la CIGS per i lavoratori non soggetti al passaggio d’azienda. Mercoledì 15 febbraio è stato convocato il secondo incontro per esperire la procedura. Le Segreterie nazionali non hanno svolto nessun’altra delle riunioni cui fa riferimento la nota stampa di FercamArtoni.

Fercam non si è presentata all’incontro di espletamento della procedura di mercoledì 15 febbraio, in totale spregio della normativa e di corrette relazioni industriali.

Nonostante ciò le Segreterie Nazionali hanno presentato, il giorno stesso, a Fercam una proposta che accoglieva tutto quanto richiesto dall’impresa il venerdì precedente. Questo è stato possibile grazie alla disponibilità di Artoni a mantenere aperta una parte delle attività non cedute, affinché si potesse attivare la CIGS nei confronti dei lavoratori non soggetti al passaggio. Tale disponibilità, già richiesta il venerdì precedente, è stata comunicata all’incontro del 15 febbraio.

A tale proposta, formulata a soli tre giorni dalle richieste di Fercam e che accoglie totalmente quanto dichiarato vincolante per realizzare l’operazione da parte aziendale, non è ancora pervenuta formale risposta. Questo comportamento di Fercam evidenzia chiaramente la pretestuosità delle richieste stesse.

Filt CGIL, Fit CISL e UILTrasporti Nazionali rigettano il bieco tentativo di far ricadere sul sindacato la mancata realizzazione dell’operazione.

I 3000 posti di lavoro, tra lavoratori Artoni e lavoratori indiretti, sono stati compromessi unicamente dal comportamento scellerato di Fercam, FercamArtoni e Artoni.

Il sindacato si è mosso, come sempre, con grande senso di responsabilità e, in soli tre giorni ha reso possibile accettare quanto richiesto da Fercam, mettendo a nudo le vere intenzioni dell’impresa.

Le Segreterie Nazionali si stanno attivando per coinvolgere i ministeri competenti al fine di affrontare questa delicata e drammatica situazione e per stigmatizzare comportamenti imprenditoriali che, con la massima leggerezza, mettono in crisi l’occupazione in un settore che necessita di tutele, regole e legalità, quale quello della logistica.

Anche Confindustria non può restare indifferente in quanto i comportamenti inaccettabili citati sono stati attuati dal presidente di Fercam nonché presidente di Anita, associazione dell’autotrasporto di Confindustria.

Filt CGIL, Fit CISL e UILTrasporti Nazionali dichiarano lo sciopero per l’intera giornata di venerdì 17 febbraio del personale di Artoni e delle imprese in appalto promuovendo azioni di visibilità e mobilitazione presso i siti Fercam” . Le Segreterie Nazionali Filt CGIL, Fit CISL e UILTrasporti

I CONSIGLIERI REGIONALI PD: FOPRTEMENTE PREOCCUPATI, SCONGIURARE ESITI DRAMMATICI

“Siamo fortemente preoccupati per le conseguenze sociali ed economiche di questa crisi perché le attività del Gruppo Artoni rappresentano un settore strategico sia a livello locale che nazionale, occupando direttamente o indirettamente oltre 3.000 persone.” “Per non disperdere un simile patrimonio di risorse umane e professionali è necessario attivare tutti gli strumenti utili a superare lo stallo che si è creato dopo la rottura delle trattative con la Fercam.”

Così dichiarano i consiglieri regionali PD di Reggio Emilia Roberta Mori, Silvia Prodi, Andrea Rossi e Ottavia Soncini, appellandosi prioritariamente a chi ha già manifestato interesse ad acquisire la Artoni, ma in senso più ampio all’intero sistema imprenditoriale e territoriale, in forza della strategia che ha ispirato il Patto per il Lavoro regionale sottoscritto nel 2015 e che, come certificano gli ultimi dati, ha prodotto già buoni risultati in termini economici e occupazionali. “Siamo solidali con i lavoratori impegnati nella tutela dell’occupazione – sottolineano i consiglieri – e consideriamo l’unità di intenti e la collaborazione di tutte le rappresentanze sociali, territoriali e produttive la leva più efficace per traguardare la crisi, mantenere e produrre nuovi posti di lavoro”.

“Ora il nostro impegno per il Gruppo Artoni – annunciano- sarà di monitorare e sostenere l’azione dell’Assessorato regionale ai fini dell’attivazione immediata del tavolo di salvaguardia presso il MISE, ritenendo che il percorso di risoluzione di questa crisi richieda – sottolineano gli esponenti PD in Regione – un’azione congiunta e coordinata di istituzioni e rappresentanze per scongiurare le conseguenze più drammatiche per l’azienda, le famiglie e per tutto il territorio.”

 

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