Agenzia Entrate, quando l’ingiustizia è legalizzata
Denuncia sbagliata, importo triplicato: negato al cittadino il diritto di difesa

agenzia entrate
di Alessandro Bettelli
15/2/2017 – Immaginate di essere costretti, per motivi di lavoro, a restare all’estero per alcuni mesi.
E, al vostro rientro, vi ritrovate nella cassetta della posta, una bella letterina di Equitalia che, seppur “bonariamente”, vi avvisa che dovete pagare 567 euro per un mancato versamento effettuato all’Agenzia delle Entrate. Vien spontaneo chiedersi il motivo. Quindi recarsi all’Agenzia delle Entrate, dove scoprite che relativamente alla denuncia dei redditi riguardante il 2011 avete pagato in ritardo una parte dell’imposta sul reddito.
Sia chiaro, quella parte di imposta l’avete pagata, solo che la avete onorata in ritardo (fra l’altro non per colpa vostra, ma del Caf al quale vi eravate rivolti per la compilazione della denuncia).
 Ma veniamo ai numeri: la quota di Irpef pagata in ritardo ammontava a 189,30 euro, triplicatasi, nel frattempo, nella cartella Equitalia, che rivendica, invece, la bellezza di 567 euro. Cifra comprensiva dell’importo versato in ritardo, aumentato di sanzioni e interessi di mora.
«La lettera di Equitalia mi è arrivata appena qualche mese fa – spiega N.S., protagonista della paradossale vicenda – ecco perché l’importo che mi viene richiesto è triplo rispetto a quello iniziale. Certo, se avessi ricevuto per tempo l’avviso di liquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate avrei avuto modo di recarmi presso gli uffici e pagare la differenza di importo senza incorrere in ulteriori sanzioni. Peccato che della notifica dell’avviso nei miei confronti da parte dell’Agenzia delle Entrate non ci sia traccia. Perché non è mai arrivata, in quanto mai partita, perché “si è trattato di un accertamento svolto in automatico (quindi non da una persona fisica) e dunque non le è mai stato notificato” spiegano dal front office dell’Agenzia delle Entrate».
Dunque un accertamento mai notificato che, decorso il termine previsto per legge, diventa esecutivo passando per Equitalia».
N.S. si è dunque rivolto a Federconsumatori di Reggio Emilia che ha provveduto ad “opporsi” alla cartella Equitalia, contestando «che l’assenza della notifica di contestazione dell’Agenzia delle Entrate, rendeva nullo il titolo esecutivo di Equitalia».
«Abbiamo prontamente agito seguendo il protocollo dell’autotutela del consumatore – spiega Federconsumatori – producendo una memoria documentale dalla quale si evinceva che il nostro assistito non aveva avuto modo di potersi tutelare non avendo ricevuto alcuna notifica dall’Agenzia delle Entrate circa l’accertamento effettuato, ma anche da parte di Equitalia che ha depositato la prima cartella alla casa comunale, essendo il nostro assistito “irreperibile relativo” (era all’estero, del resto)».
Quindi?
«L’Agenzia delle Entrate ha “bocciato” il reclamo. Abbiamo quindi parlato direttamente col responsabile dell’Agenzia medesima, Stefano Zoni – continua Federconsumatori – il quale sotto il profilo sostanziale non ha potuto che darci ragione, pur non potendo accogliere la nostra contestazione per ragioni formali. Adesso provvederemo con la rottamazione della cartella, così il nostro assistito, almeno, non sarà costretto a pagare sanzioni e interessi di mora su quanto dovuto a Equitalia».
Qual è la sua opinione su questa vicenda?
«Mi pare abbastanza palese che al nostro assistito non sia stato riconosciuto in alcun modo, seppur seguendo quanto prescritto dal diritto (Statuto del contribuente) e dalla giurisprudenza, il sacrosanto diritto costituzionalmente garantito alla difesa. Nonostante la Cassazione si sia pronunciata sul punto nel senso della nullità della cartella non preceduta dalla notifica del relativo avviso di liquidazione».
«E’ triste – commenta N.S. – dover constatare come il rapporto fra cittadino e pubblica amministrazione non sia improntato alla fiducia e alla collaborazione reciproca, ma alla diffidenza e alla consapevolezza che lo Stato abbia sempre il coltello dalla parte del manico e che possa decidere delle sorti di un cittadino senza dover rendere conto di ciò che impone, per quanto senza una ragionevole logica e giustizia. Come dire: che tristezza quando il primo nemico del cittadino è lo Stato»
(DALLA VOCE DI REGGIO EMILIA)
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