Affaire Lime Theater, scontro frontale con Meglioli
La Bussola spara sul manager e passa alle vie legali

26/2/2017 – Scontro al calor bianco tra  la cooperativa La Bussola – che gestisce le Fiere di Reggio in liquidazione e vuole buttare fuori il Lime Theater dal padiglione D – e Roberto Meglioli, patron della Medials e inventore del Lime Theater, che difende a spada tratta la sua creatura.
Meglioli ha tirato in ballo il consigliere Pd Pierluigi Saccardi (è nel cda della Bussola con Marco Barbieri ) il quale  avrebbe assicurato un interessamento presso l’avvocato Tiziana Volta, liquidatore delle Fiere; ha parlato di accordi stipulati con una stretta di mano il 17 gennaio, per poi concludere in modo lapidario: «Ci pare evidente che l’intenzione fosse sin dall’inizio quella di tentare di uccidere il Lime Theater attraverso una trattativa inconcludente, impegni presi e poi smentiti, appuntamenti concordati e rimandati. Le ragioni che stanno dietro questa deliberata volontà – e non sono ragioni economiche – ci sfuggono».

Vittorio Sgarbi e Roberto Meglioli al Lime Theater

Vittorio Sgarbi e Roberto Meglioli al Lime Theater

Ieri la Bussola- Fiere di Reggio Emilia ha reagito con un duro comunicato nel quale annuncia di voler procedere per le vie legali: «Considerata l’assenza di un regolare contratto sottoscritto, le parole di Meglioli sono da considerarsi destituite di ogni fondamento e lesive dell’immagine della cooperativa La Bussola che si troverà costretta a difendersi nelle dovute sedi».
«A proposito di presunti “parti”, “accordi”, “intese” con le Fiere circa la permanenza del Lime Theater nel padiglione D»,  La Bussola accusa Meglioli di «giocare con le parole e diffondere false informazioni».

La cooperativa riconosce che, dopo aver vinto l’appalto per la gestione di via Filangieri – «ha avuto per un mese e mezzo colloqui con Meglioli nel tentativo di instaurare una proficua collaborazione considerato che nessuno era contrario alla celebrazione di spettacoli, men che meno alla valorizzazione della cultura».
Ma aggiunge: «Ribadiamo che nessun accordo è mai stato raggiunto. A seguito delle condizioni poste da Meglioli per lo svolgimento della propria attività e quelle richieste dalle Fiere al fine di non arrecare ulteriore danno economico a un ente (Ref-Reggio Emilia Fiere) che, com’è noto, è in concordato preventivo, non è seguito alcun contratto».

E conclude: «Considerata quindi l’assenza di un regolare contratto sottoscritto, le parole di Meglioli sono da considerarsi destituite di ogni fondamento e lesive dell’immagine della cooperativa La Bussola che si troverà costretta a difendersi nelle dovute sedi».
La sostanza è che la Medials Live, oltre che ad andarsene, dovrà fronteggiare un attacco in sede giudiziaria.
Ma per il momento la Medials non intende andarsene, ritenendo di essere nel giusto diritto. Ieri sera Meglioli ha confermato che c’è stato un accordo, sancito da una stretta di mano anche se non firmato sulla carta, ma non ha voluto controreplicare, confermando in tutto e per tutto la ricostruzione contenuta nel comunicato diffuso giovedì (vedere La Voce di Venerdì 24 febbraio). Intanto  sarà La Bussola a dover fronteggiare un attacco in consiglio comunale, pare già nella seduta di lunedì. Si prepara un documento urgente, con firma trasversali: potrebbe essere una seduta non semplice  per il consigliere Pierluigi Saccardi, che è anche amministratore della Bussola e per questo sua posizione potrebbe mettere in imbarazzo il Pd.

ola

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