Aemilia, Pagliani contro il pm Mescolini
“Macchina del fango contro chi è assolto”

3/2/2017 – “Una macchina del fango vergognosa e scorretta”. Così Giuseppe Pagliani commenta, con una dichiarazione diffusa questa mattina, l’andamento dell’udienza del processo Aemilia di ieri, in cui per ore sono state ascoltate in aula le telefonate del capogruppo azzurro  prima durante e dopo la cena agli Antichi Sapori del 21 marzo 2012: materiali per i quali è stato assolto nel rito abbreviato. Una specie di un processo, ma senza la possibilità di difendersi. Pagliani accusa il pm Mescolini le cui tesi – afferma – “sono state smontate dal Tribunale di Bologna”.

Giuseppe Pagliani in consiglio comunale dopo l'assoluzione

Giuseppe Pagliani in consiglio comunale dopo l’assoluzione

” A Reggio Emilia l’accusa  continua a instaurare un processo mediatico a qualcuno che è già stato assolto in primo grado dal Tribunale di Bologna – dichiara Pagliani – E’ inaccettabile che il PM Mescolini continui a gettare fango su qualcuno che, non essendo imputato in quel processo, non ha la possibilità di replicare e difendersi.E’ una macchina del fango vergognosa e scorretta”.

E aggiunge: “La telefonata ascoltata ieri in aula è una delle prove più importanti a difesa del sottoscritto che attesta il fatto che non conoscevo Sarcone, come si capisce in modo evidente dalle mie parole e dalle intercettazioni successive”.

Sono fatti già noti, “non c’è nulla di nuovo, ho chiarito in tutte le sedi la mia posizione e prima il Riesame  poi il Tribunale di Bologna hanno accertato la mia totale estraneità ai fatti e sono stato assolto perché il fatto non sussiste”.

“Perché dunque continuare, in una sede in cui non posso esercitare i miei diritti, ad attaccare qualcuno che è stato dichiarato innocente? La tesi del PM Mescolini è stata smontata dal Tribunale di Bologna ciò nonostante Egli vorrebbe continuare, illegittimamente, il processo nei miei confronti senza che nemmeno io possa difendermi”.

A proposito della telefonata, il giorno dopo la cena, in cui l’avvocato Sarzi Amadé afferma di voler confezionare un dossier contro Enrico Bini (all’epoca residente della Camera di commercio impegnato in prima linea contro le infiltrazione della ndrangheta nell’edilizia e nell’autotrasporto), Pagliani afferma: “Le mie discussioni con Bini, peraltro molto limitate e sporadiche, sono state esclusivamente politiche e inerenti al suo passato supporto alla Masini. Peraltro, come emerge dalle successive intercettazioni (dato che sono rimasto sotto controllo per lungo tempo), non è  mai stato raccolto alcun materiale su Bini né tantomeno è mai esistito alcun dossier su Bini”.

Infine, definisce “sciacalli dell’ultima ora” i 5 stlle che hanno chiesto le sue dimissioni irrevocabili dal consiglio comunale.

IL PD ALL’ASSALTO DI PAGLIANI: “FUORI DALLE ISTITUZIONI”. ANDREA COSTA INCITA FORZA ITALIAA FARLO DIMETTERE

“Va detto con forza: per noi deve stare fuori dalle Istituzioni chi immagina che sia lecito costruire dossier, chi pensa a ‘fare la cura’ agli avversari politici, chi non capisce che ad un certo punto si deve prendere coscienza della situazione e chiedere scusa. Le risposte odierne di Pagliani sono probabilmente tecnicamente perfette per un avvocato, molto meno per un esponente politico. Ci saremmo aspettati spiegazioni non in legalese sulla sua assoluzione, ma finalmente una decisa presa di posizione in difesa del prefetto De Miro, una parola nuova di riconoscimento all’impegno ed alle denunce di Enrico Bini, una parola di scuse all’ex presidente Sonia Masini. Giunti a questo punto del processo Aemilia, forse un esponente politico che si è sbagliato a fare certe cose in passato dovrebbe aver capito quale fosse la situazione a Reggio Emilia. Niente. Solo difesa legale di se stesso. Ed è quindi per motivi eminentemente politici che i colleghi di partito di Pagliani dovrebbero chiedere le sue dimissioni, a meno che non vogliano tutti essere rappresentati da chi, politicamente, la pensa così. Noi crediamo che nelle Istituzioni debba sedere chi ha un minimo comune denominatore nel rispetto innanzitutto di chi si batte contro le mafie, magari in prima linea – prefetti, pubblici ministeri, persino esponenti politici di qualsiasi schieramento – e non chi è preoccupato di affermare solo la sua estraneità ai reati. Dopo questa ennesima occasione sprecata a difendere, invece, solo se stesso, davvero Pagliani farebbe molto meglio a dimettersi e poi, magari, a riflettere.  Noi  sappiamo da che parte stare.

Inoltre colgo l’occasione per manifestare ancora una volta vicinanza e riconoscenza all’ex prefetto De Miro, che ho sentito anche questa mattina: le si sarà anche impedito di parlare ieri in Tribunale ma la sua voce non mancherà di farsi sentire, così come la sua azione meritoria in questo territorio nessuno potrà metterla in discussione”.  (ANDREA COSTA, Segretario provinciale Pd Reggio Emilia)

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