Unieco: liquidazione o salvezza? La verità è nel mezzo: accordo con Montepaschi sul debito e bad company
Ma l’azienda e Legacoop non spiegano cosa succede

di Pierluigi Ghiggini
5/12/2016 – Non è esagerato affermare  che Reggio è col fiato sospeso per la sorte di Unieco, che rischia  di affondare in una liquidazione coatta come è accaduto per Cmr, Orion, ex-Cormo e soprattutto per Coopsette, travolta da uno tsunami sotto forma di 790 milioni di debiti.

unieco
Ieri è stata una giornata da cardiopalmo, con la rincorsa sino a sera notizie di segno opposto. E senza alcuna certezza ufficiale: Unieco è chiusa (per ferie) e tra i dirigenti vige la consegna di un silenzio da frati trappisti. E tace con i media anche il presidente di Legacoop Andrea Volta, che pure sembra avere un ruolo decisivo nella vicenda.
Nondimeno, il barometro della crisi sembra svoltare verso  il bel tempo: il consiglio di amministrazione del Montepaschi, creditore principale con circa cento milioni di euro, avrebbe dato un via libera sostanziale al piano di acquisto del debito (con l’acquisizione di un equivalente patrimonio immobiliare) da parte dei fondi Oxy e Attestor. Il che significherebbe lo sblocco del piano di cessione di 300 milioni di debiti verso le banche e quindi  la possibilità di continuare con l’attività aziendale.

Cinzia Viani

Cinzia Viani

A convincere Montepaschi sarebbe stato decisivo l’intervento di una struttura della finanza cooperativa, che si accollerebbe alcuni milioni di euro quale differenza tra quando proposto da Unieco a Montepaschi come remissione parziale del debito, e la controproposta della banca senese, che sta affrontando- com’è noto – il passaggio più difficile della sua storia plurisecolare.
Le trattative in corso da alcune settimane sarebbero andate a buon fine. E lo ha confermato ieri anche il presidente di Legacoop Andrea Volta anche in pour parler privati.
Smentita dunque la notizia lanciata da un giornale internet nel primo pomeriggio, secondo cui Legacoop, proprio nella persona di Andrea Volta, avrebbe chiesto e ottenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico la liquidazione coatta amministrativa di Unieco: proprio l’ipotesi che l’attuale dirigenza e la presidente Cinzia Viani (nella foto) vogliono scongiurare con tutta la determinazione possibile. Notizia smentita in privato, che tuttavia Unieco ha deciso di non commentare ufficialmente: scelta che ha provocato la diffusione virale della notizia insieme al sospetto che vi sia del vero.
Come si spiega allora la mancata smentita di Unieco?
Come sempre, la verità sta nel mezzo. E’ vero che si profila un accordo sull’operazione Oxy Attestor, ma sarebbe anche vero che Legacoop ha chiesto la liquidazione coatta per mettere insieme in una bad company alcuni pezzi di Unieco e di Coopsette. L’attuale Unieco, di conseguenza, dovrebe ripartire in una condizione completamente completamente nuova e anche cambiando nome, come del resto ha dichiarato non molto tempo fa la stessa presidente Viani. Sempre che non decida di opporsi alla liquidazione.coopsociali-andrea-volta
Se ne saprà di più nei prossimi giorni, quando l’accordo con Monte Paschi sarà materialmente firmato, e se Legacoop confermerà la contestuale operazione tecnica di liquidazione coatta.
Se così fosse, la storia di Unieco continuerebbe ma in una situazione completamente diversa dall’attuale: un’azienda più piccola e più sana, che taglia definitivamente i ponti con il passato. Comunque il  tramonto di un’epoca.
E’ certo che Unieco era destinata al baratro quando l’ex presidente Mauro Casoli propose la fusione con Coopsette. Ci fu la rivolta della base (l’unico caso in tutta la cooperazione reggiana) e i no alla fusione vinsero di stretta misura. Per Casoli fu la rimozione. Per la nuova dirigenza notti, settimane e mesi  insonni nella mission impossible di non affogare.

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Una risposta a 1

  1. mario Rispondi

    07/01/2017 alle 15:28

    Occorre dare atto della tenacia di Cinzia Viani,anche se,un’azienda non si salva solo con la tenacia, ma con i mezzi necessari.Quanto poi alla cessione del ramo c.d.immobiliare occorre un fondo esterno con partecipazioni portoghesi (?) ; l’Unipol, in questo processo, è scomparsa ? non è controllata dal movimento cooperativo ? Un tempo le assicurazioni non dovevano coprire le loro riserve con fondi immobiliari ?

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