Svizzero con tre passaporti precipita da un dirupo , finisce in ospedale e si perde a Castelnovo Monti

di Matteo Barca

19/1/2017 – Forze dell’ordine e cittadini mobilitati a Castelnovo Monti per aiutare un ragazzo in difficoltà che, rimasto ferito in un incidente stradale a Gnana di Carpineti, aveva abbandonato l’ospedale in cui era stato ricoverato.
Testimone dell’accaduto è Alessandro Raniero Davoli,  ex capogruppo dell’opposizione in Comune a Castelnovo Monti ed in Comunità Montana.
«Martedì mattina – racconta Davoli – mi trovavo in un istituto bancario di Castelnovo Monti quando, intorno a mezzogiorno, è entrato un uomo sui 35/40 anni che chiedeva alcune informazioni in inglese.

Ho visto questa persona confusa ed ho così subito cercato d’interloquire con lui. Il giovane, alto un metro e novanta, aveva un collarino, entrambi gli avambracci erano fatturati, tumefatto in volto con un cerotto in fronte e senza alcuni denti. Parlava soltanto in inglese e chiedeva aiuto. Mi ha poi spiegato che era rimasto ferito in un incidente mentre stava guidando la sua Mercedes mentre stava recandosi a La Spezia. Era preoccupato perché non sapeva dove si trovava la sua auto dentro la quale erano custoditi i suoi vestiti ed il telefonino. Mi ha ripetuto che in due giorni la sua vita è cambiata totalmente a causa dell’incidente. Ho allertato la polizia municipale e nell’attesa l’ho accompagnato in un bar del paese capoluogo montano».
Davoli riferisce che il ragazzo è originario di Berna e voleva ritrovare la sua macchina dopo che lunedì era precipitato in un dirupo.
«Nel frattempo – sottolinea Alessandro Davoli – sul posto sono arrivati i carabinieri che stavano già cercando questa persona che si era allontanata dall’ospedale. Mi ha ringraziato e salutato ed è stato accompagnato al Sant’Anna. Sul luogo è pure giunta la polizia municipale. Ho poi fornito in caserma dai carabinieri un numero telefonico di un suo conoscente che il giovane mi aveva precedentemente consegnato: è poi emerso che il numero appartiene al suo tutore legale, un industriale tedesco che si è interessato della situazione. Sono stato in seguito avvisato che il ragazzo ha tre passaporti: svizzero, tedesco e spagnolo. Del suo caso si sono occupati il consolato tedesco e quello svizzero di Milano che ho contattato personalmente: sembra che sia in cura per “ferite da guerra».
Davoli è comunque soddisfatto per essere riuscito «ad aiutare questa persona: è stato molto toccante quello che è successo e mi ha colpito la sua storia».

(dalla Voce di Reggio Emilia)

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *