Racket parcheggi: colpo al clan dei nigeriani
Quasi tutti richiedenti asilo, due espulsi

30/1/2017 – E’ in mano ai nigeriani il racket degli abusivi nei parcheggi, a Reggio Emilia come nello scandianese e a Montecchio. Sono prepotenti, intimidiscono gli automobilisti (specialmente le persone anziane) e in tutti i modi cercano di ottenere la loro mini tangente sul parcheggio, che per lo più viene pagata nel timore di danni alla macchina.

Che si tratti di una mafia etnica lo ha confermato il blitz di venerdì scorso nel parcheggio davanti all’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio, disposto dal questore Isabella Fusiello e condotto congiuntamente da 20 agenti della questura e della 15 della Municipale, di cui sette in borghese.

 

Nel blitz sono stati identificati otto nigeriani, quasi tutti richiedenti asilo per motivi umanitari e in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato politico. Due sono stati espulsi:  un uomo di 36 anni, da tre  residente a Reggio, per il quale la procedura di richiesta d’asilo è stata respinto nonostante il ricorso presentato in Tribunale: è stato espulso e accompagnato al Cie di Torino. Stessa sorte per un clandestino di 32 anni, anche lui nigeriano,  su cui pendeva già un decreto di espulsione per aver partecipato alla guerriglia urbana tra bande rivali andata in scena  la domenica pomeriggio di un anno e mezzo fa nella zona della stazione ferroviaria.

Nel corso di una conferenza stampa congiunta tenuta in Questura, il dirigente dell’ufficio immigrazione Francesco Baiano e il comandante della Municipale Stefano Poma, hano annunciato che i controlli continueranno a tappeto in tutti  i parcheggi.

“L’importante – ha detto il commissario capo Baiano – è che, ogni qual volta si sentono in pericolo, i cittadini chiamino immediatamente i numeri di emergenza (113 o 4000 per la polizia municipale)”. Però alla segnalazione deve seguire una denuncia scritta : “Cercheremo di intensificare la nostra presenza – ha precisato il comandante Poma – ma senza denuncia non possiamo fare niente”.

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