Progetto di ricerca di Carlo Salvarani , reumatologo Asnm e docente Unimore, premiato dalla Roche

17/1/2017Un progetto di ricerca del prof. Carlo Salvarani, Direttore della Struttura Complessa di Reumatologia dell’ospedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia e professore all’Università di Modena e Reggio Emilia, figura tra i progetti finanziati attraverso la prima edizione del bando “Roche per la ricerca”.

Il suo studio su  “Biomarcatori prognostici di risposta alla terapia in pazienti con arterite a cellule giganti”, di cui il docente e professionista reggiano è il principale investigatore, è uno degli 8 progetti di ricerca indipendente nell’ambito della medicina di precisione in onco-ematologia, neuroscienze, malattie polmonari e reumatologia, e unico per la sua area, che riceveranno il contributo di 100mila euro della multinazionale farmaceutica. 

Carlo Salvarani

Carlo Salvarani

Per giungere a questo traguardo il prof. Carlo Salvarani ha dovuto superare una agguerrita concorrenza. Complessivamente sono stati 366 i progetti inviati e valutati da un comitato presieduto dal Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità prof. Walter Ricciardi.

L’arterite a cellule giganti (Giant cell arteritis, GCA) è la vasculite più comune in persone oltre 50 anni di età. Si tratta di una patologia immunomediata.

L’infiammazione interessa soprattutto le arterie di grande e medio calibro, causando rimodellamento tissutale con stenosi/ostruzioni/aneurismi a carico dei vasi arteriosi e conseguenti fenomeni ischemici. La diagnosi si basa sulla combinazione di parametri clinici, strumentali di imaging e sulla biopsia delle arterie temporali per confermare istologicamente la presenza di infiltrato infiammatorio a livello tissutale. Il protocollo terapeutico consiste in alte dosi di glucocorticoidi (GC, glucocorticoids) nel primo mese, seguite da una progressiva e graduale diminuzione delle dosi con costante monitoraggio della risposta clinica dei pazienti. Tuttavia, più del 40% dei pazienti sviluppano recidive, arrivando ad assumere una dose cumulativa di GC maggiore con una durata di terapia più lunga, fattori che aumentano la probabilità di sviluppare effetti collaterali derivanti dalla terapia steroidea che sono presenti in più del 70% dei pazienti affetti da GCA.

L’obiettivo di questo progetto – spiega Carlo Salvaraniè identificare alla diagnosi i pazienti a maggior rischio di recidiva, che necessitano quindi di una terapia più aggressiva e di un trattamento più lungo con GC rispetto a quelli che hanno una patologia più benigna, non recidivante, in cui l’attuale regime terapeutico è efficace e che sono in grado di sospendere la terapia mantenendo uno stato di remissione clinica prolungata. Nel primo gruppo di pazienti sarebbe infatti possibile iniziare alla diagnosi un trattamento combinato di GC con altri farmaci (ad esempio metotressato o farmaci biologici) aumentando la probabilità di risposta clinica e riducendo l’esposizione allo steroide”.

LA STRUTTURA COMPLESSA DI REUMATOLOGIA DEL SANTA MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA

Operante dal 1996 la struttura dispone di 8 posti letto di degenza ordinaria, 2 posti letto in Week- Hospital e 6 posti letto di Day hospital. Centro di riferimento di una rete integrata di servizi che coinvolge medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali ed ospedalieri della Provincia di Reggio Emilia. Nel 2015 ha trattato 395 casi ed ha effettuato 32.317 prestazioni con un elevata attrattività da fuori provincia pari al 72,5%. E’ inoltre centro di riferimento della Regione Emilia Romagna per vasculiti e unico centro italiano indicato in Orphanet-ITALIA e dalla Vasculitics Foundationper lo studio, diagnosi e cura delle vasculiti e Centro di riferimento dell’Associazione italiana pazienti con malattia di Behcet ed uno dei quattro centri italiani della Rete EuMyoNet per lo studio, diagnosi e trattamento delle miopatie.

CARLO SALVARANI

Laureato col massimo dei voti e lode in Medicina e Chirurgia nel 1980 all’Università di Parma ha successivamente conseguito la specializzazione in Medicina interna (1985) nella stessa sede e in Reumatologia all’Università di Ferrara (1989).

Avviato alla carriera ospedaliera all’Ospedale S. Anna di Castelnuovo Monti, dal 1982 opera pressoché ininterrottamente presso l’Ospedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia, dove attualmente dirige la Struttura Complessa di Reumatologia.

Dal settembre 2015 è Professore straordinario di Reumatologia nell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Membro del Direttivo della Società Italiana di Reumatologia fa anche parte della Società Italiana di Medicina Interna e dell’American College of Reumatology, e dell’Editorial board di riviste italiane ed internazionali di Reumatologia. Ha al suo attivo 453 pubblicazioni scientifiche.

I suoi principali interessi scientifici vanno dalle vasculiti (in particolare artrite temporale, malattia di Takayasu, malattia Behcet, periaortite cronica e vasculite isolata dal sistema nervoso centrale) spondiloartriti (in particolare artropatia psoriasica, artrite enteropatica e spondilite anchilosante), polimialgia reumatica, sindrome RS3PE e artrite reumatoide dell’anziano. Ha coordinato il progetto di ricerca finalizzata 2009 dal titolo: ” Diagnosis and treatmet of inflammatory arthropathies in the Regione Emilia Romagna: a prospective population-based study” e coordina il progetto di ricerca Pfizer International dal titolo “A genome-wide association study of psoriatic arthritis in Italian population”. Dal 1993 collabora continuativamente con la Mayo Clinic di Rochester (Minnesota – USA) su progetti di ricerca sulle vasculiti e polimialgia reumatica e al momento coordina un progetto di ricerca della Mayo sulla vasculite isolata del sistema nervoso centrale.

 

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Una risposta a 1

  1. carlo b. Rispondi

    18/01/2017 alle 17:31

    Complimenti al prof. Salvarani che, tra l’altro, contribuisce a valorizzare l’Ospedale S.Maria e la ricerca
    Carlo Baldi

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