“Perché la Cia aveva in suoi informatori nel Pci”
Tadolini: “Un accordo tra servizi Usa e partito consolidò lo stalinismo a Reggio”

di Pierluigi Ghiggini

29/1/2017 – «Migliaia di uomini armati agli ordini del Pci e il piano per occupare Reggio Emilia rivelato da un rapporto della Cia del 1949? A prima vista la vicenda appare scontata: gli americani, anticomunisti, spiavano i comunisti reggiani. E d è risaputo che nella guerra gli Alleati aiutavano le Fiamme Verdi democristiane, mentre i “rossi” dovevano armarsi strappando le armi ai “nazifascisti”.
Ma, dicevo, solo a prima vista. Perché la storia, nostra storia, è tutta un’altra, più complessa e tanto scomoda da venire subito scartata da coloro che devono fornire una versione utile alla politica e al potere».

L’avvocato Luca Tadolini, storico della destra reggiana, autore di un’ampia storia della Rsi reggiana e scopritore dei verbali degli interrogatori dei Fratelli Cervi, dà una lettura divergente dei prodromi e del contesto riguardanti il dossier della Cia su Reggio Emilia (che fu la città italiana più stalinista) di 68 anni fa, venuto alla luce con la desecretazione di milioni di documenti conservati negli archivi dell’intelligence americana.
Una lettura secondo cui furono gli americani a permettere al Pci il bagno di sangue nelle settimane immediatamente successive alla fine della seconda guerra mondiale: ipotesi che Tadolini ha già messo in luce nell’ultimo tomo della storia della Repubblica sociale.

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Luca Tadolini

Qual è allora,secondo lei, la storia “vera” del dossier della Cia? E soprattutto, lo considera attendibile?
Le fonti d’informazione possono essere diverse, in primo luogo carabinieri e polizia che marcavano stretto il Pci. Tuttavia è possibile che gli americani avessero anche propri informatori : sono documentati i rapporti durante la guerra tra l’Oss (progenitore della Cia) e i partigiani comunisti.
Può spiegare come andarono le cose?
Non è necessario andare al Pentagono o al Cremlino. Basta aprire un libro uscito nel 2010 per le edizioni del Mulino: lo ha scritto Tommaso Piffer e si intitola “Gli alleati e la Resistenza italiana”.

C’è scritto chiaro che «con il Partito comunista l’Oss (Office Strategic Service) stipulò un accordo ad hoc, in base al quale i comunisti avrebbero fornito uomini esperti da arruolare nelle file dell’Oss, e in cambio il partito avrebbe potuto utilizzare le radio dei servizi segreti per comunicare con i propri dirigenti. E chi fu mandato a organizzare l’operazione? Il comunista statunitense  Irving Goff, reduce della Guerra di Spagna, un “compagno americano” consigliato da Eugenio Reale che fu un dirigente di primo piano del partito.
Nel dopoguerra accuse e polemiche si sprecarono a destra e a sinistra, perché Goff fu molto abile a stringere rapporti con le formazioni garibaldine, al punto che comandanti di formazione e commissari politici spesso dimenticavano che quelle compagno americano era pur sempre un uomo dei servizi segreti.
Non è novità storica, anche se poco nota. Ma, Tadolini, cosa c’entra tutto questo col documento della Cia  confezionato nel 1949, quattro anni dopo la fine della guerra e quando tra blocco occidentale e Unione Sovietica era già calata la cortina di ferro?
C’entra, eccome. Perché l’apice di questo accordo tra Oss e comunisti si realizzò proprio nel reggiano e nella montagna modenese  con la missione americana Appomatox con al seguito  comunista  Ferruccio Trombetti paracadutato in zona con una stazione radio, il quale si collega subito con le formazioni garibaldine. E il più entusiasta di tutti era Didimo Ferrari, al punto da venire avvertito in anticipo quando si profilavano all’orizzonte delle missioni britanniche, da lui temute.

MARCONISTA RADIO CLANDESTINAAAAA
Scusi, ma non afferro il nesso col 1949…
Ma è chiaro. Quella alleanza fece consolidare una presenza inquietante nella neonata democrazia italiana: lo stalinismo. Gli americani tollerarono il macello cominciato il 22 aprile, con la ritirata dei tedeschi e della Rsi, e nel quale furono ammazzati un migliaio di reggiani. In seguito si limitarono a sorvegliare. Insomma, il rafforzamento degli stalinisti fu anche e soprattutto conseguenza di un’operazione coperta. .
Ma fra il  1945 e il  1949 di acqua ne passò sotto i ponti.
Vero, ma è molto probabile  che i rapporti tessuti durante la guerra siano in parte sopravvissuti negli anni successivi. E quindi che a passare le informazioni alla Cia fossero anche esponenti del Pci. Del resto il piano di occupazione di Reggio venne affidato, secondo quel documento, a dei capi partigiani.
Lei dunque ritiene che il dossier sia attendibile?
Si può discutere sui numeri, ma la sostanza è quella. Del resta per decenni si sono continuati a trovare depositi di armi, anche in tempi recenti.

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