Manette a tre albanesi con due chili d’oro
Banda degli appartamenti sgominata tra Novellara e Milano

9/1/2017 – Il controllo del territorio da parte dei cittadini di Novellara, che hanno segnalato alla polizia un appartamento deve avvenivano movimenti sospetti, ha portato all’arresto di tre giovani albanesi, due uomini e una ragazza di 20 anni, e al recupero di ben due chili d’oro oltre a orologi, videocamere, computer e contanti per più di quattromila euro.

Parte della refurtiva sequestrata agli albanesi

Parte della refurtiva sequestrata agli albanesi

L’operazione è stata condotta con successo ai primi dell’anno della Squadra Mobile e dalle volanti della questura di Reggio Emilia, in collaborazione con i colleghi di Milano.I tre, specializzati in furti negli appartamenti, hanno confessato tutto e ora sono in carcere con l’accusa di furto. Per uno di loro è scattata anche l’ipotesi di ricettazione. Nessuna accusa a carico della compagna di uno di loro, a carico della quale non sono stati rilevati elementi sufficienti per l’accusa.
Agli investigatori gli albanesi hanno dichiarato di avere iniziato a colpire nella bassa reggiana, con malcelato senso dell’ironia, “dall’inizio dell’ora legale”.

Il questore

Il questore Isabella Fusiello

Il 3 gennaio gli agenti, a conclusione di un lungo pedinamento hanno fermato a Mila Darjel Prushi di 25 anni. Nel borsello aveva un chilo e mezzo di oro in gioielli e preziosi. L’uomo, che non sapeva spiegare la provenienza dell’oro, è stato accusato di ricettazione.

Lo stesso giorno la polizia ha perquisito a Novellara la casa dove vivevano i tre e lì ha trovato un altro mezzo chilo di oro in preziosi, più refurtiva varia oltre al denaro contante. C’erano anche le chiavi di due auto rubate, una Fiat e una Bmw, a Cavezzo e a Reggiolo che erano nella disponibilità della banda.

Gli altri due albanesi arrestati sono Armando Dubrozi, 21 anni e Xhoni Leka, 20 anni. Hanno tutti precedenti per reati contro il patrimonio. La polizia invita le persone che hanno subito furti in casa recentemente, soprattutto nella bassa modenese e reggiana, a scrivere all’indirizzo mail [email protected]

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