In arrivo anche a Reggio Emilia i cento richiedenti asilo trasferiti dopo la rivolta di Cona

4/1/2017 –  Il ministro dell’Interno Marco Minniti ha disposto il trasferimento di circa cento migranti attualmente ospitati nel centro di accoglienza di Cona (Venezia) in strutture presenti in Emilia-Romagna. Il trasferimento avverrà, come si apprende da fonti della Prefettura di Venezia, domani mattina, e in Emilia-Romagna è già partita la macchina per l’accoglienza.

Anche se i dettagli operativi non sono ancora tutti definiti, le prefetture si sono attivate ed è stato allertato l’Hub di via Mattei a Bologna, l’ex Cie, ora centro regionale di smistamento.

Un momento della protesta nel centro di prima accoglienza di Cona (Venezia). Ph. ansa/Michele Galvan

Un momento della protesta nel centro di prima accoglienza di Cona (Venezia). Ph. ansa/Michele Galvan

Secondo quanto si apprende una parte delle persone trasferite dovrebbe arrivare direttamente all’Hub, mentre un’altra parte potrebbe essere direttamente indirizzata nelle strutture messe a disposizione per l’ospitalità nelle varie province, anche a Reggio Emilia, secondo quote già previste dal sistema di accoglienza. E’ però possibile che anche per questi stranieri ci sia un passaggio anche solo formale a Bologna, per poi essere indirizzati altrove in regione.

(fonte ansa.it)

MELATO (LEGA NORD): “FATTO GRAVISSIMO, QUANTI NE ARRIVANO A REGGIO?”

“Gli episodi successi in Veneto sono gravissimi – scrive il commissario provinciale della Lega Nord di Reggio Emilia, Matteo Melato – con il sequestro di alcuni operatori e i danneggiamenti provocati alla struttura da questi soggetti.

La morte di una persona, seppur cosa tragica, non può giustificare la rivolta di queste persone che hanno provocato tanta paura tra gli addetti ai lavori. I finti profughi ancora una volta si sono lamentati delle strutture dove sono accolti e ancora una volta lo Stato italiano si è dimostrato supino alle loro richieste accogliendo la loro richiesta di trasferimento guarda caso in Emilia Romagna, seppur senza specificare dove verranno collocati.

La Lega Nord reggiana chiede a gran voce se alcune di queste persone, che si sono rese protagonista della rivolta, verranno trasferite sul territorio reggiano e dove. Vogliamo risposte al più presto. Se questo dovesse essere confermato e soprattutto se questo trasferimento fosse già avvenuto, sarebbe una cosa gravissima in quanto ancora una volta i cittadini non sono stati ascoltati per sapere se vogliono convivere con gente che si è resa protagonista di fatti contrari alla legge.

E se il nuovo posto non soddisfa questi finti profughi cosa potrebbe succedere? Insceneranno un’altra rivolta? Inoltre, chiediamo se questi soggetti verranno perseguiti civilmente e penalmente per le azioni che hanno compiuto. Se degli italiani si fossero resi protagonisti degli stessi fatti cosa sarebbe successo? Ancora una volta siamo di fronte a due pesi e due misure dove, come sempre, gli italiani sono quelli meno privilegiati. Non possiamo permetterci che passi il messaggio di impunità per questi soggetti per non creare un precedente molto pericoloso”.

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