Il processo Aemilia continua a porte aperte
“Diritto di cronaca inalienabile”, ma richiamo ai giornalisti

19/1/2017 – Il processo Aemilia continua a porte aperte. Questa mattina in apertura dell’udienza, di fronte a un’aula bunker mai così affollata, il presidente del collegio giudicante Francesco Maria Caruso ha respinto la richiesta di processo a porte chiuse avanzata con una lettera degli imputati detenuti, e letta nell’udienza di martedì da Sergio Bolognino in videoconferenza dal carcere dell’Aquila.

L'aula del processo Aemilia

L’aula del processo Aemilia

Per la Corte non esistono presupposti normativi delle porte chiuse, tuttavia il presidente Caruso ha rivolto un “richiamo legittimo all’esercizio il più possibile professionale del sacrosanto e insopprimibile diritto di cronata, essendo però anche in gioco il principio di presunzione di non colpevolezza che deve bilanciarlo”.
I detenuti avevano lamentato un presuntto “linciaggio mediatico” accusando i media di presentarli sempre e a senso unico come colpevoli, mentre – hanno scritto – “ci sono
oersone totalmente innocenti, e anche chi e colpevole non è detto che appartenga a una cosca”.

aula bini 2

Enrico Bini al processo Aemilia

Il processo è continuato con il controesame del maresciallo D’Agostino, uno degli investigatori di punta dell’inchieta aemilia, che ha parlato dei rapporti tra PalmoVertinelli e Giglio, ma soprattutto dei tentativi (o presunti tali) dell’imprenditore Palmo Vertinelli di mettere al riparo le attività e il patrimoni da interdittive e possibili sequestri, attraverso una rete di prestanome tra cui persone condannate nel rito abbreviato o imputate in Aemilia, oltre che in altri
procedimenti. Gli avvocati si sono opposti a che vengano riferiti nell’udienza i contenuti delle dichiarazioni del “pentito” Pino Giglio.

aula 5

Per la prima volta dall’inizio del processo, l’aula bunker è apparsa affollata come non mai da giovani, amministratori cittadini ed esponenti dei movimenti antimafia: ha avuto successo l’appello lanciato dal sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini (presente con la fascia tricolore) per una presenza eccezionale in risposta alla richiesta dei detenuti di tenere il processo a porte chiuse, in polemica con i resoconti dei media.
Questa mattina la Mehari di Giancarlo Siani è arrivata davanti al tribunale, poi è stata portata davanti al Palafanticini per l’assemblea degli studenti che ha aoert la tre giorni del “Viaggio Legale” organizzata dalla Camera del LAavoro di Reggio Emilia.

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