E il presidente corregge il “nazionalismo” di Galli Della Loggia
Una prolusione costata 400 euro al minuto

di Pierluigi Ghiggini

7/1/2017 – Erano in molti a chiedersi ieri mattina se la prolusione pronunciata  da Ernesto Galli Della Loggia al teatro Valli di Reggio Emilia, davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, valesse i cinquemila euro di un compenso già molto discusso.

Il professore, storico eminente e editorialista di punta del Corriere della Sera, scelto di concerto tra il Comune e la presidenza della Repubblica, ha parlato per soli dodici minuti, anche perché i tempi erano strettamente contingentati.

Galli della Loggia parla al teatro Valli

Galli della Loggia parla al teatro Valli

Qualcuno ha tenuto il conto: la lettura del discorso è durata dalle 12,42 alle 12,54, per un costo di 400 euro al minuto. L’oratore inoltre è in corso in una svista: a parlato del Primo Tricolore come adottato “in questa sala”, confondendo il Valli con il Municipio.  Solo una svista, ma che a Reggio non è ammessa.

Piuttosto, ha colpito il profilo della prolusione certamente non all’altezza della qualità e profondità delle riflessioni alle quali Galli Della Loggia ha abituato  il suo pubblico.  La parola alata non è riuscita a sopperire ai limiti di un discorso focalizzato essenzialmente su notizie e questioni storiche note.

Accolta con un certo sconcerto la puntualizzazione iniziale, forse inutile (perchè i fatti sono noti) per cui il tricolore, derivato dal vessillo francese, nacque a Milano come bandiera dell’armata lombarda, e solo successivamente fu adottata dal Parlamento Cispadano, diventando così per la prima volta il vessillo di un’ entità statale.

Nel suo excursus storico, Galli Della Loggia ha sottolinea il significato del Tricolore come bandiera delle conquiste e delle battaglie di libertà, profondamente radicato nel sentimento popolare.

Dunque Il tricolore come segno del riscatto del lavoro e dell’impegno nazionale. Proprio qui l’oratore ha offerto uno spunto controcorrente di notevole interesse. Citando Gramsci (“Si può essere cosmopoliti solo avendo una patria”) ha detto che solo in uno Stato possiamo essere cittadini e i diritti di cittadinanza si esprimono solo all’interno della comunità nazionale.

Mattarella parla al teatro Valli, dietro di lui i bambini e i ragazzi del corso che hanno cantato l'Inno di Mameli

Mattarella parla al teatro Valli, dietro di lui i bambini e i ragazzi del corso che hanno cantato l’Inno di Mameli

Non una parola sull’Europa, perché la bandiera “significa una nazione come spazio di vita collettiva, significa insieme uno Stato e un soggetto politico autonomo che ne rappresenta e ne difende il futuro”.  Spunto che ha liquidato in poche parole le fobie  anti-nazionaliste, cancellando dallo scenario l’integrazione europea, al punto da essere corretto con tatto ma con fermezza  dal presidente Mattarella, quando ha sottolineato che l’unità nazionale  deve evolvere anche verso una matura adesione all’Europa. Anzi, è serpeggiato il che il Presidente abbia deciso di intervenire proprio per puntualizzare affermazioni di Galli che nel contesto istituzionale del Primo Tricolore hanno assunto un carattere dirompente.

Galli della Loggia, rilanciando l’idea di Stato e comunità nazionali,  ha richiamato il valore e la ricchezza di un patriottismo che vada oltre le diffidenze sedimentate dall’uso che ne fece il fascismo, per  spingerci oltre la “terra dei padri” per costruire “la terra dei figli che oggi si sentono negletti” e sulla quale dovrà ancora sventolare il Tricolore. Non però un’ indistinta bandiera europea: Galli non lo ha detto, ma era implicito nel suo discorso.

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3 risposte a E il presidente corregge il “nazionalismo” di Galli Della Loggia
Una prolusione costata 400 euro al minuto

  1. Mario Guidetti - tavolo Hemingway - Corpo Volontari Garibaldini Rispondi

    08/01/2017 alle 20:39

    ….dire, come ha detto, “quel genio di Cavour” senza citare Garibaldi e Mazzini stato “inaccettabile” – del Tricolore, agratis, avrei potuto parlare io o una “rezdora reggiana” – ad maiora

    • Fulvio Chiari Rispondi

      09/01/2017 alle 18:35

      Concordo; l’intervento del Prof. non solo è stato scarso, ma anche inadeguato per contiguità culturale e storica alle nostre zone. Ha dimostrato di conoscere poco il territorio e le sue origini.
      Chissà quanti avrebbero gratuitamente offerto le proprie conoscenza pur di offrire al Presidente della Repubblica uno spaccato storico della nostra terra ben più avvincente!
      L’amico Mario Guidetti avrebbe certamente fatto un intervento più appassionato e coinvolgente.
      Ma si sa i soldi pubblici non sono di nessuno, quindi nessuno li guadagna e tanto meno “i soliti noti” faticano a prenderli.
      Ancora una volta i nostri amministratori hanno perso un’occasione.
      Che tristezza.

  2. Ivaldo Casali Rispondi

    09/01/2017 alle 11:53

    L’intervento scarso dello “storico” Galli della Loggia a fronte di un compenso di ben 5.000 euro che l’Amministrazione Comunale “democratica” ha deliberato, con i soldi pubblici, è una vergogna per i reggiani! La svista o ignoranza dell’oratore nell’indicare, erroneamente, la Sala del Teatro dove avvenne l’adozione del Primo Tricolore, quando invece il Teatro Municipale fu inaugurato il 21 aprile 1857 è per un vero storico censurabile.

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