Camera di commercio, Reggio si scioglie nel nuovo colosso con Parma e Piacenza

30/1/2017 – La Camera di commercio muore, viva la Camera di commercio. Via libera al cammino di accorpamento che porterà alla chiusura di quella reggiana attraverso  la fusione con Parma e Piacenza.  Sarà una delle più grandi realtà camerali italiane, forte della presenza in tre province di quasi 160 mila  imprese iscritte, 200 dipendenti e elevati livelli di informatizzazione dei servizi.

La decisione è stata assunta in contemporanea dai Consigli delle tre Camere di Commercio di reggio Emilia, Parma e Piacenza: quell’Emilia occidentale che si estende dal fiume Secchia al Po su una superficie di 8.325 chilometri quadrati. Sconfitta la correntre di pensiero che avrebbe voluto Reggio Emilia insieme a Modena in considerazione dei fattori d’integrazione nell’industria, soprattutto nel distretto ceramico. Infatti il boccone viene mandato già a fatica dalle strutture professionali, come Confartigianato e Cisl che hanno scelto l’integrazione tra le due sponde del Secchia.

“La volontà sancita dalle delibere dei Consigli camerali – si legge in una nota congiunta – sarà ora comunicata ad Unioncamere e passerà al vaglio del ministero dello Sviluppo Economico, chiamato a pronunciarsi con specifico decreto sull’accorpamento, la cui piena realizzazione avverrà presumibilmente nelle prime settimane del 2018”.

Con le delibere assunte dai Consigli – sottolineano Stefano Landi, Andrea Zanlari e Alfredo Parietti presidenti delle Camere di Commercio di Reggio Emilia, Parma e Piacenza – si conclude un percorso di approfondimento e di confronto complesso ma molto soddisfacente sia negli esiti che in tutti i passaggi che hanno consentito di evidenziare i tanti elementi di omogeneità che si riscontrano nei nostri territori, i comuni bisogni delle imprese e le più marcate vocazioni che li contraddistinguono”. “Proprio per questo – proseguono i presidenti – le decisioni di oggi non ottemperano soltanto a norme stabilite dalla riforma delle Camere di Commercio, ma gettano le fondamenta per una nuova “casa comune” delle organizzazioni e delle imprese dei nostri territori, caratterizzata da alti livelli di efficienza e da una condivisa visione delle azioni necessarie allo sviluppo”.

Stefano Landi. patron di Landi Renzo

Stefano Landi. patron di Landi Renzo

E nel momento in cui prende formalmente il via il cammino di accorpamento, i presidenti delle tre Camere di Commercio guardano proprio a questi interventi futuri.

“La flessione delle entrate determinata da una riforma che con il 2017 porta al dimezzamento del contributo camerale – sottolineano Landi, Zanlari e Parietti – si riflette, ovviamente, sui possibili investimenti a sostegno dello sviluppo del territorio, ma è proprio a fronte di questa situazione che, insieme, moltiplicheremo i nostri impegni per assicurare nuovi servizi e azioni che possano positivamente incidere sui primari fattori di competitività delle economie locali, sfruttando al meglio tutte le opportunità derivanti dall’accorpamento”.

La nuova Camera di Commercio sarà la più grande dell’Emilia-Romagna e tra le prime d’Italia. Opererà su un territorio in cui sono presenti 159.179 imprese con 509.999 addetti, capaci di generare un valore aggiunto di 37,5 miliardi di euro ed un export che si attesta a 19,5 miliardi di euro: cifre che rappresentano il 30% dell’intera economia della regione.

Da un punto di vista patrimoniale/finanziario, la nascente Camera di Commercio avrà più di 70 milioni di euro di patrimonio netto e quasi 25 milioni di incassi annuali.

LEGACOOP:  GRANDE SODDISFAZIONE

“Legacoop Emilia Ovest esprime grande soddisfazione per la decisione assunta oggi di unificare le Camere di Commercio di Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Una scelta da noi sempre condivisa, che riteniamo importante e strategica. Quello dell’unificazione delle Camere di Commercio stato uno dei nostri obiettivi fin dal momento della costituzione di Legacoop Emilia Ovest, nata dalla fusione delle organizzazioni territoriali di Reggio Emilia, Parma e Piacenza.

L’obiettivo raggiunto di una Camera di Commercio di area vasta è per noi una scelta che fa il bene delle comunità e della stessa Regione Emilia Romagna. Così potremo meglio operare insieme e guardare con più ottimismo anche all’Europa.
Certamente la decisione di oggi la consideriamo un primo passo verso una sempre maggiore integrazione fra i territori dell’Emilia. Anche le Università, a nostro modo di vedere, dovrebbero investire di più sulla collaborazione per essere sempre più forti e attrattive, per diventare centri capaci di promuovere spirito creativo, innovativo e anche imprenditoriale. Legacoop ha sciolto le sue tre organizzazioni sui territori con risultati positivi e senza nessuna ripercussione negativa. Una scelta importante, che voleva guardare avanti. Oggi sono le Camere di Commercio a seguire questa strada.

Il percorso è quello giusto, e come Legacoop spingeremo sempre per ogni azione di maggiore integrazione nei territori”. Legacoop Emilia Ovest

CONFARTIGIANATO: “SODDISFATTI, MA L’EPILOGO POTERVA ESSERE DIFFERENTE”

La fusione della Camera di Commercio di Reggio Emilia, Parma e Piacenza rappresenta un passaggio importante per il sistema economico del nostro territorio. L’obiettivo deve essere quello di crescere per contare di più, per dare risposte più efficienti alle imprese, per snellire il rapporto tra ente camerale e mondo imprenditoriale”. Erio Luigi Munari, presidente generale Confartigianato Lapam commenta così, a caldo, l’unificazione nella nuova Camera di Commercio dell’Emilia delle tre precedenti strutture.

Questo è un segnale importante, perché la nuova Camera sarà tra le prime d’Italia (al settimo posto) e potrà dare risposte a un territorio omogeneo da Reggio Emilia fino a Piacenza. L’auspicio è poi quello di lavorare insieme alle altre realtà presenti in regione – conclude Munari – di collaborare al fine di essere più forti e sinergici. E’ chiaro che questo epilogo avrebbe potuto essere anche differente, ma la soluzione trovata ci trova concordi e pienamente soddisfatti”.

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2 risposte a Camera di commercio, Reggio si scioglie nel nuovo colosso con Parma e Piacenza

  1. Roberto Bedenghi Rispondi

    30/01/2017 alle 23:10

    Sulla strada delle economie a quando l’unificazione di Comuni così da portarli dagli attuali 7.999 a 3.000 ?
    Se ipotizziamo di unificare 5.000 Comuni così da averne 3.000 con, circa, 20.000 abitanti avremo una riduzione di: 5.000 sindaci ed altrettanti vice-sindaci, 20.000 assessori, 66.000 consiglieri comunali, operazione che “produrrebbe” un risparmio di 566.256.000 €/annui
    Totale ottenuto applicando gli emolumenti (stipendi) in Gazzetta Ufficiale del 13/05/2000

    Sindaci
    Comuni fino
    a 1000 abitanti guadagnano 1.290 ¤
    Comuni da 1.001 a 3.000 abitanti 1.450 ¤
    Comuni da 3.001 a 5.000 abitanti 2.170 ¤ (es. Loiano)
    Comuni da 5.001 a 10.000 abitanti 2.790 ¤
    Comuni da 10.001 a 30.000 abitanti 3.100 ¤

    Vicesindaci
    Da 5.000 fino a 10.000 è corrisposto uno stipendio mensile pari al 50% del sindaco

    Assessori
    Da 5.000 fino a 50.000 è corrisposto uno stipendio mensile pari al 45% del sindaco

    Cui vanno aggiunti gli oneri indiretti derivanti dalla sovrapposizione di funzioni: ad esempio i Segretari comunali che in fascia B possono raggiungere un costo medio intorno ai 100 mila €/annui
    5.000 x 100.000 = 500.000.000

    Per un risparmio annuo stimato al minimo di circa 1 miliardo di euro

    NON MALE!!!

  2. giuseppe Rispondi

    05/02/2017 alle 18:22

    Sempre più le Camere di Commercio resteranno organi burocratici, senza alcune funzione per sviluppare e promuovere l’attività economica. Il caos poi della nostra città che un po’ si lega a Modena ed un po’ a Parma sicuramente non la valorizza ma la fa divenire periferia. La salva a mala pena la AV, anche se i pericoli di un suo indebolimento, a causa delle non tempestive decisioni su parcheggi, servizi e collegamenti,minano il suo potenziamento.

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