Choc alle Fiere: il Lime Theater rischia di chiudere
Roberto Meglioli: “Ecco perché potremmo andarcene”

di Pierluigi Ghiggini

12/1/2017 – Nella partita a scacchi economica e di potere che si gioca sull’area Nord, il Lime Theater realizzato con un colpo di genio e di follia nel capannone D delle Fiere di Reggio Emilia in liquidazione, è diventato una delle pedine principali. L’outsider di successo che rompe le uova nel paniere a chi manovra per grandi progetti ancora di là da venire: in primo luogo l’arena spettacoli del Campovolo dove il comune mette sul piatto un sostanzioso contributo regionale ottenuto, guarda un po’, sul preliminare presentato da Coopservice subito dopo aver vinto insieme alla società Airone del Pd, la gara per la sub concessione dell’area non operativa dell’aeroporto. E con  un solo euro di rilancio sulla base d’asta.

Il coro dell'Armata Rossa al Lime Theater

Il coro dell’Armata Rossa inaugura il  Lime Theater

E allo scenario si aggiunge  all’improvviso il progetto We Arena,  spazio coperto da quindicimila posti che verrebbe realizzato in un terreno alle spalle dell’autostrada, e collegato alla stazione Mediopadana da un tunnel. Progetto al quale è interessato il Credem.
La premessa è necessaria per comprendere come mai oggi il Lime Theater debba guardarsi le spalle dagli «scippatori» – come li chiama il patron Roberto Meglioli – e lottare per sopravvivere dopo un investimento superiore ai 400 mila euro e un successo nazionale conquistato dopo soli 44 giorni di attività: lo spazio polifunzionale, ”casual”ma di alta qualità, in cui 2 mila 500 spettatori possono gustare lo spettacolo al massimo della visione e con un sound senza eguali in Italia, nei pochi appuntamenti tra novembre e dicembre ha totalizzato 15 mila spettatori grazie a una politica di prezzi elastica – anche a 10-15 euro – e con una valanga di complimenti da parte di operatori, esperti, personaggi della cultura e dello spettacolo. Vittorio Sgarbi ha parlato del Lime come di uno  «spazio splendido che illumina un’area devastata».

Roberto Meglioli

Roberto Meglioli

Meglioli ha inventato una struttura unica in Italia, un format che «ha già suscitato l’interesse di molte città, anche vicine», dà lavoro a una cinquantina di persone e in soli 40 giorni ha realizzato un incasso di 450 mila euro (più un indotto non facilmente calcolabile).
Eppure oggi è impegnato in un braccio di ferro con la cooperativa La Bussola vincitrice del bando per la gestione del polo fieristico, che potrebbe concludersi anche con lo smantellamento del teatro di via Filangieri.
Possibile che il sogno debba infrangersi dopo soli 40 giorni? Possibile, perché la Medials ha posto alla Bussola un problema legittimo e tuttavia  non semplice.
Meglioli scandisce le parole: «Il Lime Theater è un successo oltre ogni previsione. Ha trasformato uno spazio gelido e sporco come le Fiere in un luogo di luce e di piacere. Abbiamo compiuto un grande investimento, siamo contenti dei risultati e ricominciamo a lavorare. Abbiamo chiesto alla Bussola di restare per la durata del loro incarico, cioè sino al 2018.  Però  poniamo una condizione: le attività che la gestione delle Fiere intende svolgere nel padiglione D, quando è sotto la gestione Lime Theater, devono essere autorizzate da noi. Altrimenti ritiriamo l’attività e ce ne andiamo».
Il braccio di ferro dunque riguarda la possibilità per il Lime di lavorare, appunto, come un teatro.
Nessuno porta è chiusa, Meglioli ritiene che i problemi siano superabili, ma la questione è ancora aperta.
Si tratta in definitiva di un bel mucchio di soldi: «Il giorno dopo il concerto dell’Armata rossa – spiega – qui c’erano cinquantamila canarini della fiera Ornitologica. Abbiamo smontato e poi rimontato il teatro, e nessuno se n’è accorto. Niente di strano, tuttavia un’operazione del genere costa tra i 5 mila e i 20 mila euro. Ora noi chiediamo – conclude l’agente teatrale e patron del Lime – che, con l’eccezione della Fiera principale, che è il Camer, le altre manifestazioni che intendano utilizzare il padiglione D paghino le spese conseguenti. Altrimenti, ripeto, siamo pronti a ritirare l’attività».
Di questo si discute in queste ore con la Bussola.
Ma è solo questione di soldi? O sotto sotto c’è qualcosa di più, magari una spintarella per indurre il Lime a emigrare verso lidi più accoglienti?
Speriamo che anche a Reggio venga fatta valere, come in Francia, quell’eccezione culturale di cui tutti si riempiono la bocca. Sul futuro del Lime Theater Reggio Emilia gioca un pezzo del proprio futuro.

Miriam Makeba

Miriam Makeba

IL 4 MARZO PATTY PRAVO IN MEMORIA DI MIRIAM MAKEBA

Il Lime Theater riprenderà la programmazione il 4 marzo: data scelta perché è l’anniversario di “Mama Africa”, la grandissima Miriam Makeba, cittadina onoraria di Reggio, nata il 4 marzo 1932 e morta nel novembre 2008 a Castelvolturno. Spirò tra le braccia di Roberto Meglioli, che era il suo agente in Europa e l’amava come un figlio.

Patty Pravo

Patty Pravo

«La ricorderemo con un concerto di Patty Pravo: anche lei era stata una sua grande amica – spiega Meglioli – Inoltre abbiamo già in programma una data con Arturo Brachetti
. Altre due date sono già fissate ,l’11 novembre e il 12 ottobre, anche con vedette internazionali.
L’impegno è per 5-7 spettacoli di livello nazionale. Ma  la vera novità sarà l’opera lirica, a prezzi popolari: il Barbiere di Siviglia con bravi cantanti e una grande orchestra. Anche questo un esperimento da non perdere.

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