Aemilia, i detenuti accusano la stampa
e chiedono il processo a porte chiuse

L'aula bunker del processo Aemilia

L’aula bunker del processo Aemilia

17/1/2017 – Gli imputati di Aemilia chiedono il processo a porte chiuse, e in particolare l’espulsione dei giornalisti,  perché “gli articoli di stampa sono sempre in chiave accusatoria”. E la richiesta contenuta in un documento firmato dai detenuti e letto in video conferenza dal carcere
dell’Aquila da Sergio Bolognino, all’inizio dell’udienza di questa mattina nell’aula bunker di Reggio Emilia.

“Noi e le nostre famiglie siamo sempre additati come colpevoli. Ma c’è gente innocente totalmente e chi è colpevole non per questo fa parte di una cosca  – ha proclamato Bolognino –  La presunzione di colpevolezza sulla quale si basano questi media non è prevista
dalle leggi dello Stato.

Chiediamo di chiudere le porte del processo e che il tribunale acquisisca e verifichi gli articoli del giorno dopo il dibattimento. E che prenda dei provvedimenti. La libertà di stampa significa non distorcere i fatti.”

Il documento accusa in modo specifico alcuni media che non hanno fatto altro che il loro dovere, riportando il contenuto
delle udienze processuali, annuncia querele verso la Gazzetta di Reggio e chiede provvedimenti al tribunale.

Al termine della lettura il presidente Francesco Maria Caruso ha detto: “Di questo documento provvederemo alla prossima udienza”. Il Pm Mescolini ha ribattuto: “Comprendo il senso di quello che ha detto, ritengo che non ci siano gli estremi legali per procedere, da questo punto di vista ritengo che non ci siano gli estremi per le porte chiuse. Chiudere le porte alla stampa è un fatto diverso di un processo a porte chiuse. Mi rimetto alla decisione del tribunale”.

Di seguito il testo del documento letto in videoconferenza da
Sergio Bolognino durante l’udienza di Aemilia.

“Signor presidente, i sottoscritti imputati detenuti chiedono di voler procedere alla chiusura delle porte del processo affinchè si svolga a porte chiuse, da quando è iniziato stiamo assistendo al linciaggio mediatico con una distorsione dei media da Gazzetta,  Telereggio e TG Reggio, ogni articolo pubblicato è sempre in chiave accusatoria anche quando esame e controesame hanno dato un quadro diverso, ogni articolo pubblicato è sempre in chiave ‘ndranghetista si fa riferimento alla cosca anche quando nel capo di imputazione non è previsto l’aggravante.

Ci sono state numerose smentite sulla Gazzetta di Reggio e ci sono pendenti denunce nei confronti della Gazzetta per aver pubblicato notizie distorte.

Le scolaresche le associazioni partecipano ma solo per ascoltare la parte accusatoria e vanno via quando c’è il controesame, c’è un sito pubblico su FB sempre comunque in chiave accusatoria. I pentiti che non dovrebbero conoscere leggono su FB quello che viene detto.

Il processo penale è una cosa
seria. Abbiamo sempre chiesto celerità, ma allo stato attuale noi e le nostre famiglie siamo additate ogni giorno come colpevoli. C’è gente innocente totalmente e chi è colpevole non per questo fa parte di una cosca.

La presunzione di colpevolezza sulla quale si basano questi media non è prevista dalle leggi dello Stato. Lungi da noi che questo possa influenzare il vostro giudizio. Non potete tacere rispetto alla distorsione dei fatti rispetto a quello che avviene in dibattimento. Chiediamo di chiudere le porte del processo e che il tribunale acquisisca e verifichi gli articoli del giorno dopo il dibattimento. E che prenda dei provvedimenti. La libertà di stampa significa non distorcere i fatti.”

I PARLAMENTARI 5 STELLE: RISPONDIAMO CON UN NO GRANDE COME UNA CASA.

“Leggiamo attoniti le richieste degli imputati di Aemilia che vorrebbero un processo a porte chiuse senza giornalisti, scolaresche e nessuna diffusione sui social. Alla loro arroganza rispondiamo con un “NO” grande una casa e rilanciamo la richiesta della diretta online di tutte le sedute. Informeremo inoltre il Ministro dell’Interno affinchè sia garantita la massima protezione a tutti i giornalisti e blogger come Sabrina Natali che si occupano di questo importantissimo processo” lo dichiarano in una nota congiunta Luigi Gaetti, senatore M5S e vice presidente della Commissione antimafia, Giulia Sarti, capogruppo M5S in Commissione antimafia e Maria Edera Spadoni, parlamentare M5S di Reggio Emilia.

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