Vecchi si ricandida a sindaco
col sostegno dei bersaniani di Reggio

L’ala renziana vuol mandarlo a casa? Braccio di ferro nel Pd

di Pierluigi Ghiggini
 30/12/2016 – Luca Vecchi intende ricandidarsi a sindaco di Reggio Emilia, e lo ha annunciato senza mezzi termini nel corso di una cena con gli esponenti dell’ala bersaniana del Pd di Reggio Emilia. L’incontro è avvenuto la sera del 22 novembre (dopo la manifestazione referendaria  con l’ex premier Matteo Renzi al teatro Ariosto), e a un certo punto è arrivato anche il segretario provinciale del partito Andrea Costa.
“Una cena informale tra amici” , dice chi vi ha partecipato , ma è proprio in tali occasioni che si realizzano o si rompono le alleanze più importanti.
Erano i giorni in cui la tensione all’interno del Pd – diviso tra sì e no al referendum, con Renzi e D’Alema ormai agli insulti, era al massimo.

Vecchi, Renzi e Delrio sul palco dell'Ariosto (foto Sergio Volo)

Vecchi, Renzi e Delrio sul palco dell’Ariosto (foto Sergio Volo)

E Vecchi ha colto la palla al balzo per lanciare un appello all’unità del partito e perché le drammatiche lacerazioni avvenute al centro del partito non si trasferissero pari pari nel territorio. Quindi l’annuncio di voler lavorare sin d’ora per ricandidarsi alla carica di primo cittadino, confermando la strategia di allargamento dei confini del centro-sinistra: operazione che del resto – partendo da Mario Poli e Vanda Giampaoli, per arrivare a Sel – gli ha permesso di evitare per un soffio il ballottaggio.
In sostanza, una richiesta di sostegno ai bersaniani, presentandosi come garante di un assetto unitario interno e nella gestione dell’amministrazione, come delle sue numerose diramazione. E al tempo stesso, mettendo sul tavolo come garanzia sia i risultati rivendicati dal successore del ministro Delrio (vedere in proposito l’intervista di ieri al nostro giornale), sia la massa di investimenti su Reggio in arrivo proprio dai ministeri.
Un invito e una promessa che la sinistra del partito ha accolto con soddisfazione.

Viene da chiedersi come mai Vecchi abbia deciso di giocare così di largo anticipo (la scadenza elettorale reggiana è nel 2019) nella ricerca delle alleanze e nel pianificare i vari passaggi verso la ricandidatura che, in una situazione normale,  dovrebbe essere un fatto scontato, salvo l’approdo a  incarichi più elevati.
In realtà, sostengono gli osservatori di riti e dibattiti di via Gandhi, la situazione normale non è, e l’attuale sindaco sentirebbe già il fiato sul collo di candidati alternativi che potrebbero contare su appoggi autorevolissimi proprio dall’area renziana. Anche da parte del ministro Delrio, il cui controllo sul partito reggiano non è in discussione.
Non è un mistero che non mancano i pretendenti al “trono” su cui oggi siede Luca Vecchi: ad esempio la  notaia Maura Maghi, renziana di ferro di estrazione liberale.
Circola voce persino che i fedelissimi del segretario Pd abbiano già rivendicato per loro la candidatura a sindaco: il che sottintende una presa di distanza da Vecchi. Il quale, renziano sui generis, non della prima ora ma nemmeno opportunista,  vivrebbe con evidente disagio la distanza creata fra  lui stesso e il ”cerchio magico” renziano di Reggio: Ottavia Soncini, Andrea Rossi, Massimo Gazza, Emanuela Caselli etc.
Saranno più chiare in un prossimo futuro le ragioni del perché Vecchi, a quanto pare, non sia il futuro candidato sindaco dei renziani. Ma almeno ciò spiega  come mai il primo cittadino abbia chiesto il sostegno della sinistra interna nella lunga marcia verso il 2019.

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Una risposta a 1

  1. I.N. Rispondi

    30/12/2016 alle 12:25

    Verrà spostato in regione.. Verrà imposto un candidato cattolica Delriano…Ergo si profila all’orizzonte un candidato civico con appoggio anche dei 5stelle…

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