Tutto Quadra Un tesoro dai depositi dei Musei: in mostra 500 dipinti di 146 artisti
Ligabue, Zavattini, Mazzacurati, Costetti, Galliani

2/12/2016 – Sabato 3 dicembre 2016, alle ore 18.30 la mostra Tutto quadra – Pittura dal 900 a oggi nelle collezioni dei Musei”, prima tappa del progetto Prove generali di Museo, che accompagnerà la definizione di nuovi contenuti e i riallestimenti del Palazzo dei Musei, fino al 2018.

La mostra nella Manica Lunga dei Musei

La mostra nella Manica Lunga dei Musei

In Tutto quadra, 500 dipinti provenienti dai depositi dei Musei Civici di Reggio Emilia, vengono presentati in una spettacolare esposizione – allestita al terzo piano nella Manica Lunga progettata nel 2014 da Italo Rota – che diventa una inedita esplorazione del patrimonio d’arte contemporanea conservato dall’istituzione culturale.

Si tratta di oltre 600 metri quadrati di superfici – tele, tavole, compensati, preparazioni in gesso, carte, plexiglas oltre a dipinti ad olio, a fresco, acrilico, anilina, nitro, pastello, carboncino – in un arco cronologico che va dal 1929, data dell’inaugurazione della Pinacoteca Fontanesi all’interno del palazzo, ad oggi.

Antonio Ligabue, Tigre e gazzella, 1950

Antonio Ligabue, Tigre e gazzella, 1950

Sono 146 gli artisti coinvolti – il più anziano nato nel 1874, la più giovane nel 1986 in un percorso che si collega all’evoluzione dell’arte e della pittura dagli anni Trenta a oggi, tra avanzamenti e resistenze, ispirazioni e ripetizioni, inclinazioni personali e mode: uno spaccato vivido di arte ma anche di antropologia culturale e tendenze.

Fra gli artisti in mostra  Davide Benati, Vittorio Cavicchioni, Giovanni Costetti, Ottorino Davoli, Rina Ferri, Omar Galliani, Gino Gandini, Marco Gerra, Franco Guerzoni, Virgilio Guidi, Antonio Ligabue, Pompilio Mandelli, Enzo Mari, Renato Marino Mazzacurati, Aldo Mondino, Claudio Parmiggiani, Vivaldo Poli, Gianni Ruspaggiari, Nino Squarza, Wal e Cesare Zavattini.

Ligabue, cane, 1950

Ligabue, cane, 1950

Emergono dai depositi dei Musei alcune opere veramente notevoli, come quelle di Ligabue, che da sole valgono la visita.

“Evitando gerarchie visive, l’allestimento crea una inedita e sorprendente macchina scenica, in apparenza ‘sospesa nel vuoto’ – afferma la direttrice dei Musei Elisabetta Farioli – Lo spazio museale, persa ogni neutralità, si avvicina all’immaginario della realtà contemporanea e la pittura si riscopre, ancora una volta, come possibilità per l’oggi”.

Costetti, La Tristezza, 1929

Costetti, La Tristezza, 1929

Curata da Alessandro Gazzotti – “un nostro operatore, il che sottolinea la volontà di valorizzare le ottime competenze interne a nostra disposizione”, sottolinea Farioli – la mostra è concepita “secondo le modalità allestitive del grande salone ottocentesco da museo” e si configura come un temporary museum: una mostra molto ampia e di lunga durata – si prevede almeno sino al prossimo agosto – cioè un tempo più lungo rispetto a quello consueto di una mostra.

Mazzacurati, Studio per maternità, 1949

Mazzacurati, Studio per maternità, 1949

Le possibilità del digitale consentono inoltre a ogni visitatore di creare una propria collezione di immagini: la bacheca Pinterest diventa un personalissimo cahier d’exposition. Lo spazio Studiolo, con i cataloghi e i manifesti delle mostre prodotte dai musei, rappresenta l’eloquente backstage di come si forma una collezione, ma anche monito al diritto-dovere della ricerca.

Si profilano – spiega il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi – nuove e importanti tappe per lo sviluppo del sistema museale cittadino e in particolare per Palazzo dei Musei. Il 2017 vedrà l’attuazione di un nuovo stralcio del progetto di restauro, curato dall’architetto Italo Rota, che consentirà il riallestimento del piano secondo, con la ridefinizione dei percorsi museali delle collezioni archeologiche e artistiche e la generale revisione dell’articolazione degli spazi laboratorio, dedicati non solo alle attività rivolte alle scuole, ma direttamente collegati ai progetti di sviluppo della città nell’ambito dell’innovazione e dello sviluppo dei talenti.

 

 

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