Si vota per l’Italia, non per le caste

di Pierluigi Ghiggini
4/12/2016 – Dalle 7 di questa mattina sino alle 23 di questa si vota  Sì o No al referendum costituzionale, ma non esiste più il famoso “silenzio elettorale”. La battaglia  all’ultimo voto continua spasmodica sino all’ultimo minuto, e il campo di battaglia è il web, sono Facebook e Whatsapp. Mai come in questo voto del 4 dicembre, la Grande rete è stata padrona del campo, con milioni e milioni di persone protagoniste e  e propagandiste per una o l’altra opzione. Segno che non c’è disaffezione alla politica,c ‘è invece il rigetto dei vecchi schemi e della politica delle caste. Emerge un nuovo, potente protagonismo, destinato a cambiare la faccia del Paese.

Comunque vadano le cose, sarà sconfitto chi non va a votare: perché non esiste quorum minimo in questo referendum confermativo, e se si va al mare si lascano gli altri padroni del campo.

In questi giorni e in queste ore l’Italia delle caste esprime il proprio volto peggiore. L’opinione pubblica è minacciata di sfracelli, di tracolli finanziari ed economici, di un salto nel buio se vincerà, com’è possibile, il No. Sono pistole puntate alla tempia degli italiani, ma scariche.

Non lasciatevi ingannare, e tanto meno intimidire: fatevi guidare dalla vostra intelligenza e dal vostro buon senso. Non si vota pro o contro un premier o un formula politica: si vota per il futuro dell’Italia, e perché la Carta costituzionale non venga inutilmente  sconciata. I governi passano, la Costituzione resta per tutti.

E’ bene aver presente che chi vota No a questa riforma non è contrario al cambiamento. Tutt’altro: vuole un cambiamento autentico, non quello finto che ci viene propinato oggi, togliendo democrazia anziché aggiungerla, e perpetuando invece il potere delle caste che, a parole, si vorrebbero mandare nella soffitta della storia.
Questa riforma consiste in una destrutturazione senza precedenti della Carta fondamentale: ben 47 articoli modificati da un Parlamento di fatto delegittimato perché eletto con un premio di maggioranza dichiarato incostituzionale.
Ed è in questo vulnus l’origine dei difetti clamorosi di una riforma che, come ha dichiarato un giudice, decreterebbe un arretramento storico sul piano dei diritti politici. Se volete saperne di più, leggete la sintesi della riforma scritta da Girolamo Ielo e che pubblichiamo su questo web giornale.
Con questa riforma Senato continuerebbe ad esistere, e continuerebbe a esistere la doppia lettura delle leggi specialmente in campi fondamentali come, per restare in tema, le modifiche costituzionali. Ciò che viene tolto è il diritto dei cittadini di eleggere i senatori. La riforma è chiara: i senatori saranno consiglieri regionali e sindaci nominati dai consigli regionali. E non credete alle promesse di leggine elettorali, e men che meno alle false schede del Senato mostrate, fatto molto grave, dal premier in persona: sono soltanto fanfaluche, almeno per ora.
E’ una creazione di poltrone a mezzo di poltrone attraverso la Legge fondamentale dello Stato, con sindaci e consiglieri regionali che non faranno bene né un mestiere nél’altro e che aumenterà il potere di caste e burocrazie politiche, di qualunque colore.
Si parla di risparmi: ma quali risparmi, se le Province vengono abolite però rientrano dalla finestra sotto forma di “enti di area vasta”? Si parla di velocizzare le leggi: ma si dimentica che la famigerata legge Fornero è stata approvata in meno di 20 giorni.
Questa riforma così congegnata, e accompagnata da un sistema elettorale che permette di ottenere la maggioranza dei seggi con una netta minoranza di voti, ridurrebbe gli spazi di democrazia, non aumenterebbe l’efficienza e anzi aggiungerebbe confusione alla confusione.
Oggi non si vota per Renzi o per il Financial Times: si vota per il futuro del Paese: l’augurio è che nelle urne prevalga un No sereno e ragionato a una riforma costituzionale che molto difficilmente poteva essere peggiore di questa.

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Una risposta a 1

  1. Ughetta Rispondi

    04/12/2016 alle 13:33

    Un voto “di pancia” ovvero..
    ‘da tifosi o de qua o dellà’ non è civile
    del resto in perfetta linea con questo paese Fu Italia…
    Vedremo se sapranno fare peggio del solito ma la vedo dura…
    Buon voto a tutti quelli che danno il voto di testa, nel dubbio.
    😉

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