Servizi in appalto, gara al massimo risparmio ai Musei di Reggio
Gira e rigira, nella Città delle persone paga chi lavora

di Pierluigi Ghiggini

9/12/2016 – Tra pochi giorni, alle ore 12 di martedì 13 dicembre, scade il termine per la presentazione delle offerte relative all’appalto dei servizi di accoglienza, biglietteria, bookshop, sorveglianza, gestione visite guidate  e attività didattiche dei Musei Civici di Reggio Emilia.
Il bando è del comune di Reggio Emilia per le sedi museali di palazzo S. Francesco (via Spallanzani 1), della Galleria Parmeggiani e del Museo del Tricolore. Responsabile unico del procedimento è l’architetto Massimo Magnani, dirigente della struttura “Politiche per lo sviluppo economico e l’internazionalizzazione”.
Il contratto avrà la durata di due anni, con importo a base d’asta di 470 mila euro, comprensivo di tutti gli oneri diretti e riflessi conseguenti alla gestione del servizio, ed escluso l’ Iva, preventivata in diecimila euro con riferimento agli importi del 2015.
L’aggiudicazione avverrà con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del miglior rapporto  qualità prezzo, con un punteggio che privilegia  la qualità dell’offerta tecnica (massimo 80 punti) sull’offerta economica (massimo 20 punti).

Il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia

Il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia

Non sono ammesse offerte al rialzo, ma solo al ribasso rispetto alla base d’asta di 470 mila euro.
Il servizio che va in appalto è svolto attualmente dalla cooperativa “Le Macchine Celibi” di Bologna, che applica il contratto nazionale di lavoro multiservizi e pulizia, con operatori inquadrati come impiegati al 3° livello.
Nel 2015 Le Macchine Celibi hanno assicurato circa 3 mila ore di didattica laboratori, con una media di 7 operatori, e circa 8 mila ore di sorveglianza impegnando tra uno e i tredici operatori al giorno.
Con nuovo appalto verrebbero richieste prestazioni per un totale di 29 mila ore distribuite nell’arco dei due anni, tuttavia secondo alcuni possibili competitori, l’importo dell’appalto non appare sufficiente a coprire i costi del personale.
In sostanza il costo orario, calcolato sull’importo di 470 mila euro, sarebbe di 16,2 euro: un costo inferiore a quello delle tabelle ministeriali di riferimento, che per un impiegato di terzo livello è di 16,93 euro.
La cifra del nuovo appalto, in definitiva, permetterebbe a malapena di inquadrare i dipendenti come impiegati di secondo livello, quindi come un declassamento rispetto alla situazione attuale.
Ha suscitato non poche perplessità il fatto che il Comune di Reggio Emilia, notoriamente Città delle Persone,  all’avanguardia nella tutela del lavoro e nelle politiche sociali, abbia bandito una gara al ribasso con un prezzo di partenza inferiore alle stesse tabelle del ministero del Lavoro.
E’ la ragione per cui diversi competitori avrebbero rinunciato a presentare le proprie offerte.

(dalla Voce di Reggio)

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