Qualità vita, Reggio affonda in sicurezza Bene affari e lavoro. Siamo al 27° posto in Italia

12/12/2016 – L’annuale classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita in Italia conferma quanto già i reggiani vedono tutti i giorni: una situazione allarmante per quanto riguarda la sicurezza, una buona posizione (relativamente alla crisi che continua a investire il Paese) per affari, lavoro e tasso di innovazione.

La provincia di Reggio Emilia si classifica al 27° posto nel Paese, arretrando di una posizione rispetto al  2015. Non siamo  neppure tra i primi della classe in Emilia: si davanti a Reggio le province di Bologna (ottavo posto, unica emiliana nella top ten nazionale), Ravenna (12° posto) Modena al dodicesimo, Parma al ventiduesimo e Forlì-Cesena al 25 mo.

Reggio Emilia dal cielo

Reggio Emilia dal cielo

Nella macroarea Affari Lavoro Innovazione Reggio Emilia conquista un brillante  5° posto, performance di rilievo su export (7° posto), domane e brevetti 12° e Start up innovative 14°posto a livello nazionale.

Dolori ancora una volta sul fronte della sicurezza: Reggio si classifica al 71 mo posto. In particolare, siamo al 95mo  per i furti in casa, all’ottantesimo per scippi e borseggi, al 63mo per furti d’auto.

LA CLASSIFICA NAZIONALE E REGIONALE

E’ Aosta a conquistare il palmarès del primo posto nella classifica nazionale della qualità della vita in Italia. Al secondo posto Milano e al terzo Trento. Bologna all’ottavo posto è la migliore in Emilia Romagna rispetto all’anno scorso, seguono più in la’ Ravenna al 12esimo posto, Modena (seconda in Italia per affari e lavoro, area su cui Bologna èterza e Reggio è quinta) al 15esimo. Parma al 22esimo posto perde nove posizioni, Forlì-Cesena al 25esimo precede  Reggio Emilia al 27esimo. Rimini perde 10 posizioni e si ferma a quota 33, ma è la prima in Italia per spettacoli, seguita da Ravenna 33esimo posto. In fondo alla classifica regionale Piacenza (48esima, meno 11 posizioni) e Ferrara, che tuttavia recupera cinque posizioni.

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Una risposta a 1

  1. Miles Barbieri Rispondi

    14/12/2016 alle 15:01

    C’era una volta Reggio Emilia.

    C’era una volta Reggio Emilia degli asili più belli del mondo, c’era una volta la mia Reggio che scalava le classifiche della qualità della vita, c’era una volta la Reggio Emilia che era eccellenza nella meccanica, nella sanità, nei servizi al cittadino.

    Oggi c’e’ la Reggio Emilia ventisettesima in qualità della vita, c’e’ la Reggio Emilia novantaseiesima nella qualità della Sanità, c’e’ la Reggio Emilia delle “risorse” che fan cazzeggiano in centro comodamente ospitate in albergo o in appartamento, mentre i reggiani vedono il sistema sociale costruito con le loro tasse decadere giorno dopo giorno sotto il peso degli accessi di chi non ha mai tirato fuori un quattrino.

    Così come la bellissima piazza del nostro Teatro Municipale, con le sue bellissime fontane, è stata sostituita da un orribile piscina interrata, così la Reggio produttiva e solidale è stata pian piano rimpiazzata da una Reggio-dormitorio per cittadini che si limitano a sopravvivere e stranieri che pensano di aver trovato la città di Bengodi solo perché viene loro consentito di vivere senza lavorare.

    Ormai i vanti della nostra città si sono limitati a qualche pista ciclabile messa sempre peggio, a qualche manifestazione stile anni 70 di forzata integrazione ed a qualche iniziativa “artistica” come il pesce nel secchio a S. Croce o il braccio di mazinga a S.Stefano.

    Purtroppo però sembra che i reggiani tutto questo non riescano a vederlo, o meglio, lo vedono e se ne lamentano tutti i giorni, ma quando entrano in quella magica cabina elettorale riescono, come per magia, a dimenticare tutto ed a rimettere la croce sempre nello stesso posto.

    Sarà forse perché tanti altri posti dove metterla non ce ne sono, vista la continua incapacità della opposizione di coedersi e dare una immagine di serietà politica, oppure per pura ed ottusa ideologia, ma quello che è certo è che Reggio Emilia è in un declino costante, in un declivio che ci porta verso il burrone della mediocrità, con una amministrazione autoreferenziale ed incapace di leggere le vere esigenze dei cittadini.

    Cara, adorata Reggio Emilia, quanto mi fa male vederti così.

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