Processo Aemilia, Pagliani vs Giglio: “Palesi falsità contro di me: io assolto, lui condannato”
“L’accanimento della Procura di Bologna ha raggiunto livelli inaccettabili”

14/2/2016 – “Rimango ancora una volta attonito di fronte a queste palesi falsità, imboccate da qualcuno senza alcun elemento riportato e senza alcun dato fornito. L’accanimento della procura di Bologna nei miei confronti ha raggiunto livelli davvero inaccettabili “.

E’ la reazione di Giuseppe Pagliani, capogruppo di Foza Italia in Comune e in Provincia, alle dichiarazioni rese in aula da Giuseppe Giglio, condannato nel rito abbreviato di Aemilia e ora collaboratore di Giustizia, interrogato nell’udienza di martedì dal presidente Francesco Maria Caruso. Giglio, nella sostanza, ha ribadito questioni note e su cui la magistratura si è già pronunciata, mandando assolto Pagliani perché il fatto non sussiste.

Giuseppe Pagliani a Virus su RaiDue

Giuseppe Pagliani a Virus su RaiDue

Giglio ha ribadito che l’avvocato di Arceto fu contattato da una serie di personaggi – poi entrati di gran carriera nel processo contro la ndrangheta cutrese-reggiana  per un intervento politico “molto in alto”, mirato a fermare  la raffica di interdittive antimafia emesse in quel periodo dal prefetto di Reggio Antonella De Miro. Il riferimento è alla nota riunione del 2 marzo alla quale parteciparono diverse persone nell’ufficio di Nicolino Sarcone, che Pagliani peraltro non aveva mai conosciuto. Queste cose Giglio le ha citate per sentito dire “da Alfonso Diletto”.

L’incontro comunque, come attestato dai giudici, non ebbe alcun seguito concreto, con l’interruzione di ogni rapporto dopo la famigerata cena pubblica del 23 marzo agli Antichi Sapori di Pasquale Brescia.

Peraltro Giglio ha dichiarato di non sapere chi fosse il personaggio politico che Pagliani avrebbe dovuto contattare.

Giuseppe"Pino" Giglio: ha deciso di collaborare con la Dda

Giuseppe”Pino” Giglio: ha deciso di collaborare con la Dda

In una dichiarazione Pagliani parla di affermazioni “palesemente false e diffamatorie: rimango ancora una volta attonito di fronte a queste palesi falsità imboccate da qualcuno senza alcun elemento riportato e senza alcun dato fornito. Perfettamente come accadde il 23 di marzo scorso, le dichiarazioni di Giglio  sono  del tutto inverosimili  – ha aggiunto Pagliani – e completamente smentite da tutte le prove acquisite nel processo che mi riguarda, oltrechè dal Tribunale del Riesame, la cui ordinanza è passata in giudicato e dalla sentenza di assoluzione emessa dal tribunale di Bologna in data 22 aprile scorso che mi assolve completamente da una accusa falsa ed infamante”.

Aggiunge l’esponente azzurro: “Basta la lettura di queste dichiarazioni, tutte peraltro “per sentito dire” e riferite da persona a me completamente sconosciute, per capirne la falsità. Si parla infatti di presunti lavori che io avrei dovuto apportare: la verità, però, è che nel 2012 io ero un consigliere provinciale all’opposizione e non avevo alcun potere di decisionale su appalti e lavori pubblici.

Oltretutto quali favori elettorali avrei preteso se le prime elezioni si sarebbero celebrate non prima di due anni e mezzo dal marzo 2012?”

Pagliani ribadisce: “La verità è che non è mai esistito nessun patto, e tutti i testimoni lo escludono categoricamente in tutti gli atti del processo.

L'aula bunker del processo Aemilia

L’aula bunker del processo Aemilia

La memoria difensiva di 70 pagine presentata dai miei difensori, oltre alle loro arringhe in udienza, hanno definitivamente smantellato l’intero impianto accusatorio della procura di Bologna, il cui accanimento nei miei confronti ha raggiunto davvero limiti inaccettabili”.

“La mia assoluzione perché il fatto non sussiste, oltre all’ordinanza del tribunale del Riesame che tranciava completamente le accuse della procura sono l’unica risposta alle affermazioni false ed inconsistenti di qualcuno che cerca di salvare se stesso senza sapere cosa dice”.

Conclude Pagliani: “Ricordo che le stesse dichiarazioni fotocopia di Giglio del marzo scorso non sono state ritenute attendibili dal GUP di Bologna il quale ha condannato Giglio alla pena di 12 anni e sei mesi di detenzione”.

 

 

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