Premiati i carabinieri che hanno sgominato la banda di baby rapinatori delle scuole reggiane

20/12/2016 – Premiati presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Emilia, i tre militari che nel 2015 misero fine all’incubo vissuto per mesi da  numerosi  studenti a causa della baby gang delle rapine.

Il comandante provinciale colonnello Antonino Buda ha consegnato al Maresciallo Giuseppe Milano (in servizio presso il Nucleo Investigativo di Reggio Emilia), al Brigadiere Paolo Cattani e al Vice Brigadiere Nestore Ubaldi (entrambi in servizio presso l’Aliquota Operativa della Compagnia CC di Reggio Emilia) un attestato di “encomio” rilasciato direttamente dal Comandante della Legione Carabinieri Emilia Romagna a testimonianza della meritoria attività svolta dai militari reggiani.

Il colonnello Buda premia il maresciallo Milano

Il colonnello Buda premia il maresciallo Milano

Le indagini, espletate nel 2015, accertarono come i bulli si divertissero a sbeffeggiare le proprie vittime, dopo averle pedinate e rapinate di cellulari, portafogli e vestiti. In pochi mesi avevano terrorizzato decine e decine di studenti, a tal punto che molti di essi, per timore di incontrarli, avevano iniziato a manifestare ritrosia nel frequentare la scuola.

Alcuni componenti della baby gang , poi arrestati dai Carabinieri, erano soliti ostentare i “propri trofei” direttamente sui social network, con successiva pubblica umiliazione delle vittime. Sistematica l’organizzazione delle rapine: sopralluogo in prossimità dei sottopassi, suddivisione dei ruoli, accurata scelta della vittima, generalmente studenti minorenni isolati dal gruppo, e compimento della rapina.

A scoprire le “malefatte” dei bulli rapinatori erano stati  i carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Reggio Emilia unitamente ai militari della Stazione di  Santa Croce:  grazie all’esame delle immagini di una rapina,  registrate da una videocamera di sorveglianza, e dopo aver passato al setaccio i social network erano arrivati a identificare  i componenti della banda, quasi tutti minorenni e in prevalenza italiani, residenti in città.

La consegna dell'encomio al brigadiere Cattani

La consegna dell’encomio al brigadiere Cattani

La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, condividendo  le risultanze investigative dei Carabinieri, aveva ottnuto dal GIP provvedimenti restrittivi di natura cautelare vennero immediatamente seguiti dai militari, mettendo così fine a un incubo durato mesi nel polo scolastico di via Makallè,  frequentato da migliaia di giovani. 

Nel corso delle perquisizioni domiciliari autorizzate dalla Procura,  Carabinieri avevano recuperato parte della refurtiva nonché gli  indumenti utilizzati durante le rapine e ripresi dal sistema di videosorveglianza.

Ma il colpo di scena arrivò al momento dell’individuazione fotografica degli autori da parte di una delle vittime. Questa infatti rivedendo il filmato della rapina riconobbe gli autori del reato ma non si identificò nel soggetto rapinato,  rimasto ignoto; del resto la sua rapina era stata computa 5 minuti dopo e 50 metri più avanti, in un raggio d’azione non coperto dalla videosorveglianza. Una coincidenza fortunata, per gli investigatori e non di certo per i giovani bulli, grazie alla quale le indagini hanno potuto portare all’individuazione dei veri rapinatori. Una coincidenza comunque che ha portato i militari dell’Arma a considerare la concreta possibilità che oltre ai colpi scoperti ve ne siano stati molti altri non denunciati per paura di ritorsioni.

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