Iren: siluro firmato 5 Stelle
sull’acquisto di Unieco Ambiente

di Pierluigi Ghiggini

16/12/2016 – Doppio siluro firmato 5 Stelle,  da Torino e da Reggio Emilia,  all’operazione Iren Ambiente-Unieco ambiente.
Lunedì approda in Sala del Tricolore un ordine del giorno firmato dalla consigliera Alessandra Guatteri, che impegna il sindaco Luca Vecchi «a opporsi, in qualità di un Comune socio al 7,78% di IREN, all’acquisizione da parte della stessa di Unieco Ambiente».
Un testo analogo sotto forma di mozione è stato presentato nei giorni scorsi sotto la Mole  con la firma di 18 consiglieri della maggioranza che esprime la sindaca Chiara Appendino.
Da tempo è in ballo l’acquisizione della divisione ambiente di Unieco da parte della società operativa dal gruppo Iren, presidente il genovese Roberto Bazzano e amministratore delegato il reggiano Roberto Paterlini .

Il termovalorizzatore del Gerbido di Torino

Il termovalorizzatore del Gerbido di Torino

Dopo un lungo stop i contatti sono ripresi in estate con i cambiamenti al vertice di Unieco, tuttavia le sei settimane di trattative in esclusiva sono scadute il 28 novembre senza risultati.
D’altro canto Unieco sta fronteggiando una crisi grave, e se non andrà in porto il piano di  ristrutturazione e cessione dei debiti ai fondi Oxy e Attestor (a opporsi è  banca Montepaschi, principale creditore della cooperativa) l’ipotesi più probabile sarebbe la liquidazione coatta. La cessione di Unieco Ambiente, quindi rappresenterebbe una boccata d’ossigeno non indifferente per via Ruini.
Ma l’opposizione dei 5 Stelle, basata su considerazioni di politica industriale, potrebbe rappresentare un ostacolo politico decisivo, anche perché viene chiamata  in causa la responsabilità dei sindaci come azionisti di Iren.
Gli argomenti non sono campati in aria: in sostanza, viene fatto osservare che Unieco ambiente possiede diverse discariche a “fine vita” e che ciò comporterebbe obblighi e oneri non indifferenti per trent’anni oltre la chiusura. Da qui la richiesta a Vecchi (ma a Torino anche alla Appendino) di opporsi all’acquisizione.
L’ordine del giorno firmato da Alessandra Guatteri (e che, come dicevamo, approda lunedì in consiglio comunale a Reggio) sottolinea che «il business principale del ramo ambiente di Unieco è costituito dalla gestione di discariche, anche prossime al fine vita».
Ma «il settore ambiente di Iren dovrebbe impegnarsi in qualità e innovazione dei processi, per cui non si capisce quale sia la logica nell’acquisizione delle discariche».

Alessandra Guatteri

Alessandra Guatteri

In sostanza Iren ambiente dovrebbe impegnarsi a investire su impianti come Barricalla che risale al 1984 e la cui capacità residua è di circa 200 mila tonnellate, mediante la controllata Sereco Pimonte che ne detiene il 35%».
Tuttavia «il proprietario di una discarica deve rilasciare garanzie fidejussorie per 30 anni» e «questo significa esporsi a gravissimi e enormi rischi qualora dovessero emergere utilizzi scorretti delle discariche e si dovessero rendere necessarie operazioni di bonifica, anche per i 30 anni successivi alla chiusura. Ed essendo le discariche quasi a fine vita, Iren si renderebbe responsabile dell’attività svolta dai precedenti gestori».

Non solo, rileva l’odg: Unieco ha partecipato alla realizzazione del termovalorizzatore del Gerbido di Torino che  «ultimamente ha rilevato problemi, probabilmente anche di natura impiantistica, che hanno portato a una  ridotta capacità di funzionamento con conseguente riduzione dei conferimenti». In caso di contenzioso con l’Ati costruttrice dell’inceneritore del Gerbido, Iren si verrebbe a trovare nella scomoda posizione di ricorrente e resistente al tempo stesso».

IL DOCUMENTO PRESENTATO IN SALA DEL TRICOLORE

ORDINE DEL GIORNO art. 20 (

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che

si è appreso dagli organi di stampa che è in corso l’acquisizione di Unieco Ambiente da parte di Iren Ambiente, società partecipata al 100% da Iren Spa;

Il business principale del ramo ambiente di Unieco è costituito dalla gestione di discariche, anhe prossime alfine vita:

Unieco ambiente ha fatto parte dell’Ati che ha partecipato alla costruzione dell’impianto di termovalorizzazione del Gerbido a Torino.

Considerato che

Dal punto di vista industriale il settore ambiente di Iren dovrebbe impegnarsi in qualità e innovazione dei processi, per cui non si capisce quale sia la logica nell’acquisizione di discariche;

si investirebbe in discariche prossime al fine vita, tra queste la discarica di Barricalla risalente al 1984, la cui capacità residua è di circa 200 mila tonnellate, mediante la controllata Sereco Pimonte che ne detiene il 35%;

l’impianto del Gerbido ultimamente ha rilevato problemi, probabilmente anche di natura impiantistica, che hanno portato alla ridotta capacità di funzionamento con conseguente riduzione dei conferimenti, nel caso specifico le eccedenze dei conferimenti sono state avviate in discariche presenti nell’area vasta torinese.

Preso atto del fatto che

  • Il proprietario di una discarica deve rilasciare garanzie fidejussorie per 30 anni;
  • questo significa esporsi a gravissimi e enormi rischi qualora dovessero emergere utilizzi scorretti delle discariche e si dovessero rendere necessarie operazioni di bonifica, anche per i 30 anni successivi alla sua chiusura;
  • essendo le discariche quasi a fine vita , Iren si renderebbe responsabile dell’attività svolta dai precedenti gestori;
  • tali rischi normi e trentennali, a fronte di pochi anni residui di ricavi , entrerebbero nella sfera di responsabilità di Iren, azienda multiutility che gestisce beni comuni migliaia di cittadini
  • i rilevanti fatti giudiziari in corso riportati dagli organi di stampa dovrebbero consigliare prudenza nell’acquisizione di asset da Unieco
  • Rilevato che
  •  sorge il sospetto che tale acquisizione venga effettuata per aiutare un colosso cooperativo che versa in gravi difficoltà economiche e finanziarie
  • il pacchetto Unieco ambiente contiene al suo interno la società Unirecuperi specializzata in attività di bonifiche ambientali che non appartengono al piano industriale di Iren. Un secondo business di Unirecuperi è quello della intermediazione di rifiuti speciali svolto però con una datazione impiantistica di appoggio con capacità residua limitata, pertanto i ricavi del settore possono essere garantiti in futuro solo con importanti investimenti a opera del nuovo proprietario;
  • con l’acquisizione di Unieco Ambiente, Iren si trverebbe nella situazione in cui, in caso di contenzioso con le società costruttrici dell’impianto del Grbido, sarebbe nello gtesso momento ricorrente e resistente;
  • IL CONSIGLIOCOMUNALE IMPEGNA IL SINDACO
  • a opporsi, in qualità di un Comune socio al 7,78% di IREN, all’acquisizione da parte della stessa di Unieco Ambiente;
  • di rendere nota la propria posizione e di riportarla al più presto al consiglio di amministrazione, al Presidente e all’amministratore delegato di Iren.

 

 

 

 

 

 

 

 

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2 risposte a Iren: siluro firmato 5 Stelle
sull’acquisto di Unieco Ambiente

  1. waterboy Rispondi

    18/12/2016 alle 17:27

    Scusate potreste essere un po’ più dettagliati ? Perché l’intera mozione 5 stelle – oltre a dimostrare le propensioni di Ghiggini – risulta un testo che nessun giornale on line al mondo avrebbe mai pubblicato ….

    • Pierluigi Rispondi

      18/12/2016 alle 19:16

      Gentile Waterboy, dal suo punto di vista sarà pure seccante che un mezzo d’informazione pubblichi integralmente il testo di un’interrogazione (cosa che Reggio Report fa abbastanza spesso)tuttavia faccio presente che il web, a differenza della carta stampata con i suoi limiti oggettivi di spazio, permette di pubblicare documentazioni anche estese senza pregiudicare la qualità del prodotto.
      Del resto l’articolo è chiaro e espone la questione dai diversi punti di vista. Non so a quale propensione di Ghiggini lei si riferisca, se non quelle per la buona tavola e i vini importanti, le donne interessanti, l’esplorazione dei mondi della conoscenza e certamente il vizio di rompere i cabbasisi al potere. A proposito dell’operazione Iren-Unieco ambiente, sostiene Ghiggini che l’operazione vada fatta se industrialmente valida, e che per questo le osservazioni dei Cinque Stelle non vadano prese sottogamba. Che il consiglio comunale, in quanto organo politico dell’azionista Comune di Reggio abbia il dovere di affrontare e sviscerare il problema con serietà e responsabilità, senza farsi condizionare da considerazioni politiche di bottega. Che il sindaco di Reggio in quanto azionista pro tempore debba agire con prudenza. Che comunque si debba fare chiarezza sul perchè le parti hanno rinunciato all’operazione due anni fa, per poi riprendere le trattative in estate e infine aver fatto scadere il 28 novembre i termini delle trattative in esclusiva senza aver concluso nulla. Speriamo che il sindaco e il Pd – che comanda in Iren – sappiano essere esaurienti in consiglio comunale e dicano la verità.

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