Il No stravince col 59%. Renzi si dimette

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5/12/2016 – Gli italiani hanno bocciato la firma costituzionale: il referendum si è concluso col 59,16% di No – risultato ben oltre ogni previsione – pari a 19 milioni 340 mila 416 elettori e col Sì fermo al 40, 84% , con 13 milioni 302 mila 309 schede. E’ il dato  sulla totalità delle 61 mila 551 sezioni elettorali del Paese, al quale mancano ancora  poche sezioni estere, che comunque non incidono sul risultato finale.

Questa notte, un’ora prima della conclusione degli scrutini, quando ormai la tendenza era chiara, il premier Renzi ha annunciato le dimissioni: oggi pomeriggio l’ultima riunione del consiglio dei ministri, poi Renzi salirà al Quirinale per rimettere il mandato nelle mani del presidente Mattarella.

Il premier Renzi con la moglie Agnese Landini (ph. Ansa.it)

Il premier Renzi con la moglie Agnese Landini (ph. Ansa.it)

“Non sono riuscito a portare il Sì alla vittoria – ha dichiarato in conferenza stampa –  L’esperienza di questo governo finisce qui, ce ne andiamo senza rimorsi. Riunirò i ministri, poi salirò dal presidente della Repubblica e rimetterò il mandato». Renzi, si è comunque dichiarato soddisfatto della grande affluenza alle urne, e ha parlato di “festa della democrazia”. Ma con l’amaro in bocca: “Non pensavo che mi odiassero così tanto”.

L’Emilia-Romagna, la Toscana e il Trentino sono le uniche regioni dove ha prevalso il Sì di misura. In tutte le altre il No ha dilagato: dalla Liguriaal Piemonte , dalla Lombardia al Veneto, alla Campania alla Calabria, dalla Sardegna alla Sicilia. In Emilia-Romagna i Sì hano superato i No per pochi decimali: 50,39% contro il 49,6%.

I RISULTATI A REGGIO EMILIA

In provincia di Reggio Emilia, dove ha votato il 76,67% degli aventi diritto, il Sì ha ottenuto il 51,71% contro il 49,29 del No. Comunque non un grande risultato, tenuto conto che Reggio è la terra del ministro Graziano Delrio,  fra l’altro candidato numero 1 a succedere a Renzi a palazzo Chigi per un governo-ponte.

Nel comune capoluogo il Sì ha prevalso per circa diecimila voti: 51,77% (152 mila 132 schede) contro il 49,23% (132 mila 078  No).

In provincia di Parma ha vinto il No col 52,63%, a Modena e a Bologna il Sì rispettivamente col 53,06% e il 52,30%.

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8 risposte a Il No stravince col 59%. Renzi si dimette

  1. Ale Rispondi

    05/12/2016 alle 09:38

    #RENZISTAISERENO

    ma sparisci alla svelta dall’orizzonte…

    Ci hai fatto perdere 3 anni e l’Italia non è un paese florido che si possa sedere per 3 anni a pensare a fare il servo dell’Europa e dei poteri forti. Chiaro? Lui e la sua socia Boschi. Vergogna!!!!!!

  2. Carlo Rispondi

    05/12/2016 alle 09:39

    E’ un segno che il popolo italiano è maturo più di quanto si pensi e che apprezza la democrazia e teme l’autoritarismo.
    Carlo Baldi

  3. Mario Guidetti - tavolo Hemingway Rispondi

    05/12/2016 alle 11:49

    Graziano, ora tocca a te – dal tavolo Hemingway che, pragmaticamente, hanno votato SI’ alla “bocciata” riforma Costituzionale, ti mettiamo a disposizione il programma per l’Italia che vogliamo…

    Si sentono aulici discorsi. Dall’eterogeneo tavolo politico-letterario Ernest Hemingway si parla invece delle e di principi –
    1) Socializzare il sapere
    2) Un tetto ai meriti, una soglia ai bisogni
    3) Aspettare gli ultimi per arrivare assieme

    L’Italia che vorremmo per NON rubare il futuro ai giovani
    – macroregioni federate ma non a statuto speciale (Cavour docet) con compiti ben definiti (evitare le materie concorrenti)- un unico parametro per le indennità
    – eliminazione delle Province
    – Comuni fra loro omogenei di almeno 20-30.000 abitanti
    – Per tutti gli Enti, operatività limitata al territorio, ergo nessuna attività onerosa per rappresentanze od iniziative esterne
    – Riduzione dei Parlamentari “eletti (non nominati) col sistema proporzionale, soglia di sbarramento e premio di maggioranza (governabilità) alla coalizione – vincolo di mandato ” ed allineamento all’Europa per le indennità
    – Sfiducia costruttiva del Governo
    – Senato delle Regioni (membri nominati ti dai Consigli regionali)- eliminazione del doppione “Conferenza Stato-Regioni
    – Rimborso spese elettorali limitatamente ai voti ottenuti indipendentemente dal raggiungimento del quorum e solo per la durata della legislatura
    – Enti inutili: le leggi del passato (fin dal 1955) non hanno prodotto i risultati sperati – altre leggi e leggine ne rendono problematica l’operatività. Promulgare una legge obiettivo che consenta di sburocratizzare le procedure per la loro soppressione e l’alienazione immediata dei beni
    – Riforma della Giustizia, separazione carriere, responsabilità civile dei giudici.
    – Eliminazione “pensioni d’oro” fissandone un tetto massimo a 5.000,00 euro al mese
    – Eliminazione dei privilegi delle “Caste”, nel senso più vasto del termine
    – Unificazione enti previdenziali e separazione previdenza da assistenza, eliminazione contributi figurativi
    – No tasse sulle tasse (Iva su accisa ed addizionali-restituzione 10 anni di IVA pagata sulla TIA e non dovuta-Corte Costituzionale)
    – Aumentare al 5% l’Iva sui prodotti attualmente al 4%, includendo in questa fascia i beni e servizi primari (energia, acqua, gas, benzina = riduzione IVA)
    – Sostituzione ponderata ed intelligente dell’Iva al 20%, riducendola al 18%
    – Iva al 30% per prodotti “pregiati” (ora gli oggetti d’arte, di antiquariato ed i francobolli da collezione sono al 10%!, le aragoste, i tartufi, caviale, astici, ostriche sono al 20%, così come le barche da diporto superiori a 18 tonnellate e le auto di lusso!)
    – Iva al 30% per beni mobili di importo superiore a 40.000,00 euro
    – Confermare No IMU sulla prima casa e di quelle date in comodato d’uso a parenti fino al 2° grado – impignorabilità abitazione principale – IMU al 10 per mille oltre la terza unità immobiliare posseduta
    – Contributo di solidarietà “a termine” del 5% per redditi oltre i 150.000 €
    – Confisca del patrimonio, anche personale, per gli evasori fiscali “sistemici ed i loro complici”. In buona sostanza, applicare le stesse norme antimafia.
    – Tre fasce per l’Irpef, “cum grano salis”, individuando una fascia anche per chi ora opera e “lucra” in un regime fiscale di esenzione (incluso Chiesa, sindacati, partiti)
    – Fare pagare le tasse a chi sceglie liberamente di vendere il proprio corpo
    – Differenzazzione oneri fiscali fra le “vere cooperative e quelle che, per il volume d’affari prodotto e per gli stipendi dirigenziali erogati, tali non sono”
    – Tetto agli stipendi ed alle indennità per i dirigenti pubblici e per quelli delle aziende pubbliche o partecipate
    – Radiare dalla professione i medici compiacenti che attestano false invalidità
    – Regole serrate e “barriere” contro la speculazione finanziaria.
    – Blocco del rimborso debito pubblico infruttifero per cinque anni (85% in mano ai turpi gnomi della finanza che hanno scatenato “la terza guerra mondiale”: quella finanziaria)
    – Espulsione o rimpatrio col foglio di via per i carcerati stranieri
    – Immediata revoca del permesso di soggiorno o della cittadinanza per gli stranieri che commettono reati
    – Basta con “l’imperialismo democratico basato sulle armi, il disinvolto NON rispetto delle risoluzioni dell’ONU, i cialtroni pseudo esperti di geopolitica ed i dottor Stranamore della NATO”. (sarà il Tribunale della storia a dare il giudizio sulle azioni “militari di pace ?!” di Bush, Clinton, D’Alema, Sarkozy, Cameron)
    – Missioni di pace all’estero condotte da agronomi con trattori e fertilizzanti
    – Contributi economici alle aziende che incrementano il numero degli addetti con assunzioni a tempo indeterminato
    – Sostegno alla ricerca, al sapere ed alla scuola pubblica
    – Sostegno al vero volontariato
    – Tutela delle fasce deboli e sostegno al disagio sociale
    – Mai derogare dal Titolo I della Costituzione.
    Buon lavoro, Graziano – adelante, hasta la victoria, del bene, siempre

  4. Ale Rispondi

    05/12/2016 alle 17:15

    Ma Graziano non avrebbe già abbastanza da fare nel suo ruolo di ministro?

  5. mario Rispondi

    05/12/2016 alle 22:58

    Che illusi ? Graziano ha sbagliato carta dandosi da fare per il si. E’ stato più politico ( o furbo) Castagnetti che a un certo momento ha parlato di rinvio, poi si è piegato al volere di Renzi o ha ricevuto promesse precise,così perdendo ciò che aveva ricuperato avendo fiutato il clima del voto. Quindi Delrio è finito, anche se Renzi potrebbe tentare un colpo di coda, in accordo con Mattarella, con un apparente governo temporaneo che durerà più alungo possibile,manifestando così i suoi fini precisi, di fatto simili a quello di Predappio.

  6. marco Rispondi

    06/12/2016 alle 08:51

    Facciamo il toto ministro temporaneo(?):

    1) Gentiloni
    2) Padoa
    3) Renzi che si adoprerà per restare almeno un altro anno

  7. Ughetta Rispondi

    06/12/2016 alle 10:22

    Però… ora speriamo si esca finalmente dalla palude marcia e autoconservativa della politica italiana (in generale) in maniera più matura e seria degli ultimi decenni…:(
    Soprattutto che risolvano immediatamente il problemino MPS&C.
    e che la sinistra ritrovi una dignità culturale persa tra un twitter idiota e l’altro o chissà cosa e chi.
    Nessun paese del mondo vuole il fallimento dell’Italia. (E l’Italia?)
    Basta vedere come stanno andando i mercati e lo spread dopo il no.
    Non si può fare politica prescindendo dall’economia e dalla finanza, oggi. Ma ci vogliono soluzioni credibili ed efficaci.
    Il resto è solo arrufapopulismo del menga. Con le tv che sbavano sulla bava di politici inutili. Completamente inutili, oltreché troppo costosi.
    Vedremo. Chissà che toccato il fondo del fondo non si decidano a risalire..
    Ciao Ghiggio,

  8. Ale Rispondi

    06/12/2016 alle 10:26

    No Renzi no se no non lo si stacca più!
    E anche tutta quella cerimonia di addio e di dimissioni mi sa di bruciato.
    Mattarella è persona più seria di Napolitano, ma forse meno scafata?
    Metterci Graziano sarebbe come avere Renzie…

    Qualcuno nel PD che non sia un disastro c’è?

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