Il fronte del No festeggia
Ma come finirà il Pd?
I 5 Stelle: “La lezione? Mai essere arroganti con i cittadini”

5/12/2016 – Il fronte del no festeggia per il risultato del referendum.

Sventolano le bandiere dei 5 Stelle che, con una nota firmata dalla deputata Maria Edera  Spadoni (che ieri era rappresentante di lista al seggio 4 di Reggio Emilia), dal capogruppo regionale Gianluca Sassi e da quello in comune Ivan Cantamessi affermano: “Hanno vinto tutti i reggiani che si sono recati alle urne. Perché con la vittoria del fronte del No si è salvaguardata una Costituzione che è di tutti e quindi tutela i diritti sociali, politici anche di chi ha fatto una scelta diversa dal NO, cioè i sostenitori di Renzi e Delrio. Una vittoria di comunità quindi, come fu quella dei nostri padri Costituenti che ci hanno dato una carta scritta a più voci.  Anche a Reggio Emilia il messaggio è stato fortissimo. Il ‘sì’ ha prevalso di poche migliaia di voti nonostante tutto l’establishment politico-economico fosse schierato in maniera schiacciante a suo favore.

In tante frazioni da Sesso a Pieve Modolena ha vinto il ‘no’ – aggiungono – Anche in diversi Comuni storicamente schierati con il partito di maggioranza ha vinto il ‘No’ : da Cadelbosco, Castellarano , Montecchio,  Gualtieri , Casalgrande per arrivare a Cavriago, dove un voto è stato decisivo.  Segno che tantissimi cittadini si sono rifiutati di accettare l’idea di uno stravolgimento della nostra Carta Costituzionale deciso da un solo partito e da un solo uomo, insieme a qualche transfuga (pure plurinquisito come Verdini).

Tantissimi cittadini non hanno accettato l’arroganza di un presidente del Consiglio chiamato Matteo Renzi.

Tantissimi  reggiani non hanno accettato ed hanno sonoramente bocciato i voltafaccia del ministro Graziano Delrio che nelle piazze del 25 aprile giurava “La Costituzione ci piace così com’è” e poi voleva stravolgerla. Il risultato è stato chiaro. Ne prendano atto. I cittadini non apprezzano i voltagabbana”.

E concludono: “A noi tutti che facciamo politica, temporaneamente nelle istituzioni per massimo due mandati, questo referendum deve essere d’insegnamento. Quando si ricoprono incarichi pubblici bisogna sempre essere umili e mai arroganti nei confronti dei cittadini”.

LA LEGA NORD: BOCCATA D’OSSIGENO PER LA DEMOCRAZIA

Per la Lega Nord di Reggio Emilia “è stata una boccata d’ossigeno di democrazia: nel reggiano abbiamo ben 13 comuni che si sono espressi per il NO con una netta vittoria in comuni popolosi come Cadelbosco, Castellarano ma anche Montecchio.” ai quali si aggiungono Boretto, Brescello, Canossa, Casalgrande, Cavriago, Gattatico, Gualtieri, Rubiera, Toano e Viano”.

E, sottolinea Matteo Melato “anche nella maggior parte degli altri comuni i NO hanno insidiato fino all’ultimo secondo i SI e solo nel rush finale dello scrutinio chi era favorevole a questa riforma ha prevalso. A Reggio città il SI ha vinto per pochissimi punti percentuali segno che le divisioni interne al PD erano più marcate di quanto volessero far credere, ora ci chiediamo se voleranno gli stracci all’interno dei circoli e della segretaria provinciale verso quegli esponenti che non hanno fatto campagna o addirittura che hanno fatto campagna per il NO. Il PD non ha saputo ancora una volta leggere le esigenze dei cittadini che hanno trasmesso, con l’altissima affluenza, voglia di partecipazione e volontà di scegliere”. tNon si sono viste percentuali bulgare in nessun comune “segno che il muro rosso a Reggio Emilia e provincia sta crollando e la Lega Nord è al centro del processo politico di questo cambiamento”. “Ora ci aspettiamo che la palla torni, al più presto, agli elettori per tornare ad avere un governo democraticamente eletto.”

PAGLIA: SCONFITTO IL POPULISMO DALL’ALTO DI RENZI

Il deputato Giovanni Paglia di Sinistra Italiana scrive: “Ha vinto la Costituzione, che apparteneva a tutti e continua a farlo.  Sono stati sconfitti Matteo Renzi e il suo populismo dall’alto, il tentativo di cambiare le regole a proprio uso e consumo e la ricerca del plebiscito. Voglio ringraziare tutti quelli che in questi mesi di impegno e poi nelle urne ci hanno permesso di ottenere un risultato straordinario, in cui c’è anche molto voto di sinistra.

Ora si tratterà di scrivere tutti insieme una legge elettorale – conclude Paglia – che riconcili cittadini e Parlamento, senza fretta e ricatti, per poi tornare al voto”.
Il Pd è sotto choc, perché il fronte del Sì non si aspettava una debacle di queste proporzioni. Le dimissioni annunciate stanotte da Renzi, preludono a un regolamento di conti interno (con i famosi “lanciafiamme”) che secondo molti finirà presto con una scissione. E’ evidente che Renzi non potrà più convivere politicamente con D’Alema e Bersani.
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Una risposta a 1

  1. Ughetta Rispondi

    06/12/2016 alle 10:24

    secondo me aveva già fatto una brutta fine…

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