E/R, la disoccupazione è scesa al 7,1%
Il numero degli occupati è tornato ai livelli pre-crisi

7/12/2016 – Continua a scendere la disoccupazione in Emilia-Romagna: nei primi nove mesi del 2016 è pari al 7,1%, -0,4% rispetto al 7,5% registrato a luglio.

Nel terzo trimestre dell’anno gli occupati sono pari a 1.973.959, 47.280 in più rispetto allo stesso periodo del 2015: un +2,5% che riporta la situazione al di sopra del livello di occupazione pre-crisi (terzo trimestre 2008).

Forte incremento dei posti di lavoro per le donne (+39.500, +4,7%): va tenuto presente che nel terzo trimestre 2008, in concomitanza con l’avvio della crisi internazionale, le donne occupate nella regione erano 852mila e, a distanza di sei anni, sono 888mila, 36mila in più.

Stefano Bonaccini e il sindaco di reggiolo Angeli. Dietro di loro Fabio Storchi

Stefano Bonaccini e il sindaco di Reggiolo Angeli. Dietro di loro Fabio Storchi

E’ quanto si ricava dall’analisi del mercato del lavoro in Emilia-Romagna sulla base dei dati diffusi oggi dall’Istat.

 

“In Emilia-Romagna il calo della disoccupazione è costante e dura ormai da molti mesi e arrivare oggi al 7,1% partendo dal 9% del gennaio 2015, a inizio legislatura, lo considero un dato davvero molto positivo e non scontato- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-. Andamento che premia gli sforzi di un intero sistema regionale, di quella rete nata con il Patto per il Lavoro che unisce imprese, sindacati, enti locali, università e terzo settore dietro a un obiettivo chiaro: costruire sviluppo e buona occupazione. Uno sforzo che insieme a tutti i soggetti del Patto, e quindi alla società regionale, intendiamo proseguire con ancor più determinazione:  come dimostrano anche i 30 milioni di euro che nell’ultima seduta di Giunta abbiamo liberato per misure nei territori di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, per il sostegno agli inquilini morosi che non riescono a pagare l’affitto e per l’abbattimento delle barriere architettoniche in edifici privati. E penso all’impegno costante sulle crisi aziendali- chiude Bonaccini- per non lasciare solo alcun lavoratore”.

Il tasso di occupazione trimestrale è al 68,9%, 1,8 punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo del 2015: si tratta del valore più elevato tra tutte le regioni italiane ad esclusione del Trentino-Alto Adige (71%). La componente maschile ha un tasso pari al 75,9% (+0,9 punti percentuali), mentre quella femminile presenta una crescita maggiore e arriva al 62% (+2,7 punti percentuali).
Nel terzo trimestre 2016 le persone in cerca di lavoro sono 127,8mila, con una contrazione di 11.400 persone rispetto al terzo trimestre 2015 (-8,2%).

L’incremento dell’occupazione nel corso del terzo trimestre 2016 interessa principalmente il settore del terziario (+3,6% pari a 44.000 posti di lavoro rispetto al terzo trimestre del 2015).
Un segnale positivo, dopo due trimestri negativi sul versante occupazionale, arriva dall’industria in senso stretto ove si registra un aumento del 2%, pari a 11.000 occupati in più rispetto al terzo trimestre 2015, per un totale di 522mila occupati.
Si segnala poi una crescita dell’agricoltura (+9,8%), ancorché riferita ad un comparto di dimensioni contenute, che pesa il 4,0% sull’occupazione totale.
Il settore delle costruzioni, invece, dopo un recupero messo a segno solo nel primo trimestre dell’anno, si riallinea nel secondo e nel terzo al trend decrescente in atto negli ultimi anni.

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