Draghi: avanti col QE almeno per un anno
Ma non si può vivere a debito all’infinito…

di Alessandro Bettelli
9/12/2016 – La Banca centrale europea ha deciso di prolungare il quantitative easing fino a dicembre 2017 «e oltre, se necessario»: lo ha comunicato ieri l’Eurotower, precisando che manterrà stabile a 80 miliardi al mese il ritmo di acquisti di debito del quantitative easing fino a marzo. Mentre da aprile 2017 fino a dicembre 2017 gli acquisti continueranno, ma al ritmo di 60 miliardi al mese.
Tuttavia, ha subito precisato il numero uno Draghi: «Se le condizioni lo richiederanno la Bce intende aumentare il programma in termini di dimensioni e/o durata».

soldi
La Banca centrale europea ha anche lasciato invariati i tassi d’interesse: il tasso principale rimane fermo al minimo storico dello 0,00%, quello sui depositi bancari a -0,40% e quello di rifinanziamento marginale a 0,25%.
Nel suo intervento, poi, Draghi ha escluso che la Bce stia aiutando il bilancio italiano con la sua politica monetaria, come accusano alcuni in Germania: «No, ovviamente no. Non siamo di parte». Certo, magari potrebbe essere vero il contrario.
Perché se è vero che il Qe proseguirà sino a quando sarà necessario, anche se a ritmi leggermente ridotti a partire da aprile, è anche vero che, specie per “alcuni Paesi” dell’Eurozona, la fine del Qe potrebbe significa bancarotta immediata.
Perché se “quei Paesi” non provvederanno a varare quanto prima riforme strutturali in grado di rilanciare economia e mercato del lavoro, ma continueranno ad adottare politiche che fanno leva solo sull’aumento del debito pubblico (tanto costa poco, visto che lo compra la Bce) il loro destino sarà segnato non appena l’Eurotower staccherà la spina del Qe.
Inutile dire di quali Paesi stiamo parlando…

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