Dopo la vittoria della Reggiana sul Feralpi Colucci elogia i suoi: “Abbiamo vinto usando la clava”.

di Carlo Codazzi Leonardo Colucci ha seguito la partita in camicia incurante del gelo. “La genetica non mente e io ho il sangue bollente – ha spiegato il mister affidandosi alle leggi di Mendel -, il freddo non è un problema. La volontà di non mollare deve far parte del bagaglio del calciatore professionista e oggi i ragazzi hanno vinto soffrendo e ne sono orgoglioso. Non era facile col Salò che è una squadra fortissima con giocatori da categoria superiore e la Reggiana ha giocato come deve fare una squadra di C. La partita è stata brutta, cattiva e andava giocata anche con la clava, non solo col fioretto. Dobbiamo avere grandi obiettivi e lavorare forte nel quotidiano per raggiungerli. Sfido qualsiasi altra formazione – ha voluto sottolineare – ad avere i nostri 36 punti con 4-5 giocatori importanti quasi sempre fuori”. Il mister si è addentrato nelle sue scelte di formazione: “ Azzeccato Sabotic in una difesa a 4? Ogni tanto ci prendo e sono contento per i ragazzi quando accade, non per me – ha detto polemico -. Quando non giocavano Spanò e Sabotic li esortavo ad allenarsi bene e confesso che qualche scappellotto l’ho dato a Sabotic che non sempre si allenava bene. Adesso si è messo a disposizione e oggi ha fatto bene. Il gol del “Mago”? Ho fatto giocare Cesarini perché ha subito molte critiche domenica  scorsa. Chi lo ha criticato adesso gli devo fare i complimenti  – ha punzecchiato – e non mi riferisco ai giornalisti. L’ho richiamato per Nolè perchè dovevo alzare la pressione in avanti, poi ho messo Angiulli sul loro portatore di palla e abbiamo sofferto meno negli ultimi 10’al di là delle palle che buttavano avanti per le torri Gerardi  e Romero. Giron? Si allena al 110%. A livello tattico fatica un pò a livello individuale come nelle diagonali, ma oggi è stato bravissimo in 2 occasioni. Il lavoro paga. Poco minutaggio per Marchi in vista del derby? Volevo metterlo prima, ma Calvano aveva preso una botta e ho aspettato a cambiare le punte per non rischiare. Comunque, Marchi può giocare anche 100’perché le motivazioni fanno la differenza”. Adesso c’è il Parma e la Regia è corta in mezzo al campo: “Ho chiesto a Grammatica se può essere il caso di fare entrare il sottoscritto a centrocampo, ma non si può – ha scherzato –. I tre ragazzi che attualmente giocano dovranno tirare la carretta fino al 30 agosto”.

Il diesse Andrea Grammatica ha sottolineato la reazione della squadra dopo il disastro di domenica scorsa: ”I ragazzi hanno approcciato il match con cattiveria dopo il ko di Forlì che li ha feriti nell’orgoglio – ha commentato -. L’Approccio col Feralpi è stato da categoria sia per il numero di falli che per la capacità di soffrire. Ricordo che il Salò è una squadra forte da prime posizioni – ha rimarcato – . Nell’intervallo avrei firmato il pari perché stavamo giocando una gara “sporca” e difficile. I ragazzi sono stati bravi a isolarsi e a non pensare a Forlì. Mi sembrano maturati: Manconi, per esempio, è andato sul corner a tenere palla, ma a Bassano non fece così, respinse male un pallone di testa e subimmo il gol”. Obbligatorio l’accenno al derby che incombe: “Il Parma? Affronteremo avversari che sono dei mestieranti,  forti in attacco con uomini come Calaiò che sanno sfruttare l’episodio. Dovremo giocare una gara matura. L’abbraccio al Mago? Non lo faccio mai, ma è stato istintivo perché so quanto lui ci teneva a segnare”.

A volte ritornano: Paolo Rozzio è tornato titolare in una partita chiave per le sorti granata. “Cosa ho pensato per le mie ultime panchine? Il mister deve fare scelte anche in base alle caratteristiche degli avversari – ha risposto serenamente -.  Scelte che ho ampiamente accettato tifando i compagni dalla panchina. Sono contento della mia prestazione e di quella della squadra. Passati in vantaggio 1-0 occorreva saper portare a casa i 3 punti senza rischiare di prendere gol per cercare il 2-0. Oggi abbiamo avuta quella furbizia che in altre gare ci è mancata. Se abbiamo pensato più al Parma o al Forlì? I campionati si vincono con le piccole – ha chiosato -. L’atmosfera del derby ci dà la carica, se così non fosse dovremmo cambiare mestiere, ma i 3 punti in palio col Parma valgono come quelli delle altre partite perché tutte le gare sono importanti”. Rozzio ha risposto così quando gli si è chiesto di spiegare il black out di Forlì: “Non giudico da fuori perché è troppo facile giudicare i compagni che sono in campo. Il ritorno alla difesa a 4 dopo 2 gare giocate a 3? A 3 ho giocato quest’anno a Venezia in coppa e non cambia molto”.

Il “Mago” Alessandro Cesarini ha raccontato la rete che ha regalato i 3 punti alla Reggiana che è anche la sua prima realizzazione in maglia granata: “Ho sognato per 7 mesi il gol e sapevo che Calvano me l’avrebbe messa lì – ha detto sprizzando gioia -. La palla era perfetta,mi sono inserito, ho dovuto solo girarla ed è andata bene perchè è stato un bel gol. Ho provato un’emozione incredibile anche se qualche gol in carriera l’ho fatto, ma questo mi dà una gioia pazzesca. Dopo mesi di sofferenza è stata una liberazione.” Il “Mago” ha dedicato il gol a chi lo ha sostenuto nel momento difficile: “Ringrazio mia moglie che ha sofferto insieme a me e mi ha sopportato, mia mamma e la mia famiglia, poi tutta la Reggiana, tifosi compresi”. La sofferenza di Cesarini è alle spalle: “Pensavo di smettere perché non riuscivo nemmeno a camminare e ho sognato a lungo di tornare ad esultare per un gol. Farlo qui al Mapei è un’emozione forte che vale 3 punti importanti”. Cesarini ha analizzato il match: “Stasera siamo stati più sporchi del solito come voleva il mister, abbiamo vinto tanti contrasti, preso le seconde palle e così abbiamo vinto. Stasera, abbiamo giocato bene a calcio quando era possibile, poi abbiamo sofferto difendendo tutti insieme per portare a casa il risultato. Personalmente non mi aspettavo dopo 3 giorni di reggere così bene con i 90’ di Forlì sulle gambe, invece ho recuperato bene le energie. Il dualismo con Nolè? Noi attaccanti andiamo tutti d’accordo – ha precisato – e ci completiamo perché abbiamo caratteristiche diverse l’uno dall’altro. Siamo un bel gruppo e sono orgoglioso di farne parte”.

Il tecnico della Feralpi, Antonino Asta, era inconsolabile a fine gara: “Non voglio più sentire complimenti – ha detto amaro – che diventano patetici. E’ dura perdere con un solo mezzo tiro in porta degli avversari. Complimenti a Cesarini, sono contento per lui perchè veniva da un momento brutto, ma non lo sono per noi perché da 8 gare non raccogliamo quello che meritiamo. Il Venezia con noi non ha mai tirato in porta – ha ricordato – per poi segnarci su corner a 5’ dalla fine, mentre noi abbiamo sciupato 5 palle gol”. Asta ha evidenziato le palle gol sciupate dai suoi: “Guerra di testa ha sbagliato con la porta lì, la traversa di Staiti e Gerardi che ha sciupato solo davanti a Perilli. Avremmo dovuto almeno pareggiare.  La gara col Parma ha, purtroppo, cambiato il nostro percorso. Stasera ho messo dentro ragazzi giovanissimi, invece la Reggiana ha una squadra fortissima con una rosa larga e di qualità. Dobbiamo essere più cattivi negli ultimi 20 metri perchè Gerardi e Guerra non possono sbagliare 3 occasioni così limpide – ha ribadito sconsolato -. La Reggiana? Non parlo degli avversari, oggi il campo ha detto che ha vinto”.

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