Crac Coopsette, misteriosa valanga di debiti con le controllate

di Pierluigi Ghiggini
11/12/2013 – Lo stato passivo di Coopsette, in totale 790 milioni di debiti, è una valle di lacrime dove si piange sotto ogni latitudine. Tra i creditori sono ammesse società con sede a Turchia (e tra queste per ben 1.200 mila euro una Coopsette di Ankara, a conferma di una vorticosa attività infragruppo con base Castelnovo Sotto),  filiali Methis in Australia e a Londra (sia pure per poche migliaia di euro) e persino a una società cinese di Tianjin per 35 mila euro.
L’elenco dei 3.729 creditori è un melting pot di giganti e pigmei,  colossi industriali e piccoli artigiani messi in ginocchio e probabilmente costretti a chiudere bottega a causa delle fatture non pagate, di professionisti, studi d’architettura e studi legali, alberghi,  ristoranti, trattorie ed esercenti di mezza Italia: spesso per molte migliaia di euro, ma anche per una manciata di spiccioli. Un noto ristorante di Reggio si è insinuato per 5 euro e 50 centesimi.

La sede (chiusa) di Coopsette a Castelnovo Sotto

La sede (chiusa) di Coopsette a Castelnovo Sotto

Purtroppo però, sono in molti alle prese con grosse e grossissime somme. Ad esempio le consorelle del movimento cooperativo. All’esame di meno della metà dell’elenco creditori, risultano esposte con Coopsette colossi come Coopservice per l’importo di 4 milioni 163 mila 216 euro, Manutencoop Immobiliare per oltre 10 milioni,  Cir Food per 662 mila 343 euro, ma anche aziende che giganti non sono come Transcoop, alle prese con un credito di 1 milione 449 mila 581 euro,  Tecton con 395 mila euro e Car Server per 831 mila euro. Battono cassa anche la Coop modenese autotrasporti per 28 mila 655 euro e la Cmr in liquidazione per 22 mila 44, oltre a Refincoop per 253 mila euro e Holmo (già cassaforte delle partecipazioni coop in Unipol) per 298 mila euro.
Lo stato passivo è una foto di famiglia del tessuto industriale del Nord, con una costellazione di  imprese che vantano crediti ciascuna  per milioni o  centinaia di migliaia di euro, e entità finanziarie di primo piano come il fondo Sator Immobiliare (controllato da Matteo Arpe) per 5 milioni 156 mila euro o la Ifitalia Internationl Factors per 6 milioni 712 mila 660 euro.
Ma è  interessante vedere come debiti per decine e decine di milioni fossero finiti in pancia a numerose controllate della stessa Coopsette. Tra i creditori della stato passivo, infatti, troviamo il consorzio Nodavia del nodo Tav di Firenze (al centro di un’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto i vertici di Castelnovo Sotto) per la bella sommetta di 34 milioni 106 mila 096 euro.
Poi una serie di consorzi in liquidazione, tutti con sede all’indirizzo di via San Biagio 75 a Castelnovo Sotto: Argini Polcevera 119 mila 239, Asfalesia 81 mila euro, Avisio 344 mila euro, Compendio Sampierdarena 1 milione 2 euro, Consorzio val d’Enza 1 milione 598 mila , Eunova 2 milioni 237 mila euro. Più la Metro Leggera Parma per 5 milioni 19 mila euro , la Darsena Nord Civitavecchia con sede a Roma per 3 milioni 884 mila 288 euro, la G7 per 1 milione 407 mila euro e l’autostrada Campogalliano-Sassuolo con sede a Trento per 7 milioni 596 mila 570.  Da questo punto di vista, Coopsette appare come un colabrodo che perdeva soldi da tutti i fori. E e a quanto pare nessuno se ne accorgeva.

L’AVVOCATO GIORGIO BARBIERI CHIEDE 1 MILIONE 141 MILA EURO

Nello stuolo di professionisti in coda per i crediti vantati verso Coopsette spunta l’avvocato reggiano Giorgio Barbieri, che aveva firmato ilprimo progetto di concordato di Castelnovo Sotto. Barbieri è stato ammesso allo stato passivo per 1 milione 141 mila 479 euro, praticamente un record nella categoria. Tra gli altri professionisti eccellenti, anche un ex viceministro del primo governo Prodi, l’avvocato Roberto Pinza di Forlì: ma lui chiede solo poche migliaia di euro.

(Dalla Voce di Reggio Emilia)

 

 

 

 

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Una risposta a 1

  1. Cavour Rispondi

    11/12/2016 alle 21:08

    Sì c’e’ la cricca emiliana che era consorziata con coopsette. Ma gli amministratori, quelli non perderanno nulla.

    Ne conobbi qualcuno di quei sette della coop. Erano alla Sunrisa a Poviglio durante cena pre elettorale.

    Sembravano cosi’ per bene……….

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