Crac Coopsette, i soci perdono 10 mln di prestito sociale
Monte debiti a 790 milioni

6/11/2016 – Un’altra mazzata sui lavoratori Coopsette. Il commissario Giorgio Pellacini ha depositato lo stato passivo della cooperativa di Castelnovo Sotto,  – finita il liquidazione coatta amministrativa – per un monte debitorio di 790 milioni di euro, e ha ammesso quasi  3 mila 700 creditori, fra cui 1.160 dipendenti o ex soci. Oltre 2 mila 500 creditori invece sono fornitori, banche e entità finanziarie.

Una manifestazione dei soci Coopsette davanti alla sede di Legacoop

Una manifestazione dei soci Coopsette davanti alla sede di Legacoop

La cattiva notizia, comunicata all’assemblea dei soci lavoratori organizzata come di consueto dal Kaleidos di Poviglio, è che Pellacini ha escluso o classificati come chirografari tutti i crediti derivanti da rapporti sociali, quindi anche i prestiti sociali: si tratta di circa dieci milioni di euro, in capo soprattutto a pensionati (che avevano depositato nella cooperativa parte della liquidazione) che di conseguenza perderebbero tutto. La classificazione come credito chirografo, significa che i prestatori hanno una possibilità di rimborso pari a zero, o giù di lì. D’altra parte il prestito sociale, contrariamente a quanto si crede, non è una forma di risparmio, ma capitale di rischio al pari di una obbligazione.

Il comitato soci ha messo il dossier nelle mani della Federconsumatori guidata da Giovanni Trisolini, che è riuscita a ottenere l’intervento del sistema Legacoop a favore dei prestatori di Orion.

 

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2 risposte a Crac Coopsette, i soci perdono 10 mln di prestito sociale
Monte debiti a 790 milioni

  1. pensionato42 Rispondi

    06/12/2016 alle 19:02

    La vecchia storia del socio cooperatore che viene fregato del prestito sociale.

    Come per tante altre situazioni del genere vedi Acli Domus, CMR, CORMO anche alla coopsette a rimanere fregati sono i dipendenti lavoratori socio cooperatori che hanno investito risparmi nella azienda in cui lavoravano e adesso oltre che al posto perdono anche i risparmi investiti.

    non sarebbe il caso di fare i nomi di dirigenti e politici che per anni hanno gestito coopsette ?

    Chi sono questi dirigenti che hanno rovinato una azienda e dei lavoratori ?

    loro dovrebbero pagare !

    • Cavour Rispondi

      06/12/2016 alle 20:51

      Perche’ la Boschi non e’ un Nome per la Banca Etruria ? E percaso ha pagato qualcosa ?

      Il concetto cooperativistico funzionava nel dopoguerra. Pero’ anche allora, le coop di Reggio che inviavano in bassitalia i soci a sondare, controllare, fare conteggi, e varie, poi pagavano poch’e niente.

      La coop gia’ di per se’ non dovrebbe fallire, esendo un sistema mutualistico. Chi scrive, spesso rivolta un concetto, e chi legge fa suo un ragionamento che per le coop non esiste. Certamente le coop hanno portato ricchezza, ma i soldi che han fatto la fortuna delle coop 4.0 sono i soldi dei cittadini. Ma los tatuto delle coop non prevede il fallimento. Avete mai sentito dire di una onlus fallire ?

      Cioe’, Lei dice fate i Nomi. Ferretti all’ex lavorazione carni di via due canali. Poi basta andare in Via Ghandy 16, e dei nomi che amministravano queste mega coop ve ne sono a iosa. Ma il concetto, cioe’, le coop spurie, le coop lavoro, tutto un sistema statutario che non e’ mai stato rispettato.

      Dicamo che i soldi i dirigenti delle coop li hanno distratti, come all’epoca bipop carire.

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