Cordata per salvare il prestito sociale di Unicoop Tirreno: interviene anche Alleanza 3.0
La Banca d’Italia impone ricapitalizzazione da 150 milioni

di Pierluigi Ghiggini

7/12/2016 -Alleanza 3.0 – il colosso nato dalla fusione di Coop Nordest di REggio Emilia, coop Estense Modena e Adriatica di Bologna – interverrà nel salvataggio di Unicoop Tirreno di Grosseto che rischia il default e su cui Bankitalia ha acceso un faro, imponendo una ricapitalizzazione-monstre da 150 milioni a tutela dei soci.
Unicoop Tirreno in sei anni ha perso cento milioni di euro (21 milioni solo quest’anno) al punto da far intervenire Bankitalia. Del prestito sociale di oltre un miliardo di euro, versato dai soci nelle case della Tirreno, sono rimasti solo 221 milioni, ragion per cui la Vigilanza ha imposto di aumentare il patrimonio liquido disponibile. La struttura deve rimpinguare il prestito con 150 milioni, e per questo si prevede l’intervento di una cordata di sei grandi sorelle del consumo.

unicoop
Alleanza 3.0, già intervenuta a sostegno di Unicoop Firenze, parteciperà al consorzio insieme a Novacoop, Coop Liguria, Coop Lombardia, Coop Centro Italia e Unicoop Firenze, che dovrebbe fare la parte del leone. Prevista l’emissione di azioni di partecipazione cooperativa: di fatto Unicoop Tirreno passerà sotto il controllo degli investitori.
Intanto il nuovo direttore generale della Tirreno Paolo Canova  ha voluto al suo fianco due manager della cooperazione emiliana per realizzare il piano di risanamento: Sono Mimma Cilenti, controller in Adriatica  e ora in Alleanza 3.0, e Armando Picuno, 53 anni, cresciuto professionalmente in Estense dove è arrivato a dirigere il settore Ipermercati. Da alcuni anni è ai vertici di un grosso gruppo retail. Gli due direttori sonoFranco Giampaoletti, 56 anni, già direttore generale del comune di Genova e Fabio Tozzini, proveniente da Unicoop Firenze.

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Una risposta a 1

  1. giuseppe Rispondi

    07/12/2016 alle 18:09

    Dovranno rapidamente darsi da fare per tutto il settore consumo, mancando i redditi degli interessi bancari, e cedere tutto alle grandi catene francesi. Sarà così “la fine della storia”

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