Cinque Stelle, il Dibba show scalda piazza Martiri
“No alla repubblica dei nominati”

di Vanina Cocchi

(dalla Voce di Reggio Emilia)

1/12/2016 – «Ci chiamano l’antipolitica, ma l’esempio di antipolitica è uno come Renzi che vuole privare il popolo italiano di un diritto. Noi difendiamo la Costituzione». E’ Dibba show in piazza Martiri del 7 luglio, dove arriva il tour dei 5 Stelle per dire No al referendum costituzionale. Nonostante il freddo pungente, in piazza c’è tanta gente. A scaldare la platea ci pensa Alessandro Di Battista che, al suo arrivo, si concede a selfie e abbracci con militanti e cittadini.
In jeans e piumino – in perfetto stile “ragazzo normale”, come quello che ha girato l’Italia in scooter durante l’estate – parla a braccio per una ventina di minuti, riscuotendo più di un applauso. «Siamo qui, al freddo, a difendere nel 2016 il diritto al voto – dice Di Battista -. Se dovesse passare il Sì, il concetto di Repubblica fondata sulla nomina sarà portato all’ennesima potenza».

Il Trenotour dei 5 Stelle in piazza Martiri

Il Trenotour dei 5 Stelle in piazza Martiri

Di Battista smonta quelle che chiama “bugie renziane”. «Noi vogliamo proporre alcune modifiche a una splendida Costituzione che, se si vuole cambiare, si dovrebbe cambiare per garantire oggi più potere ai cittadini, non per togliere potere ai cittadini – ripete il parlamentare dei 5 Stelle -. Queste riforme servono a togliere un diritto, quello di votare direttamente i parlamentari, e trasformarlo in un privilegio di una classe politica che ci ha impoverito e indebitato negli ultimi 30 anni».
Di Battista è un fiume in piena: «Danno la colpa al bicameralismo perfetto, ma è con il bicameralismo perfetto che la legge Fornero è passata il 19 giorni. Le leggi che non passano sono quelle sul conflitto d’interessi, sull’anticorruzione…».

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista

L’attacco al Pd è durissimo: «Il partito oggi è una società per azioni, è una banca. Voi siete cresciuti delle sezioni, nelle feste dell’Unità, ma non è più quel momento. Queste riforme costituzionali sono un prodotto tossico».
Sul palco si alternano diversi parlamentari dei 5 Stelle, con loro consiglieri comunali e regionali. C’è l’onorevole reggiana Maria Edera Spadoni che attacca il ministro Delrio quando nel 2010 “diceva che la Costituzione ci piace così com’è” e invita i reggiani “a ribellarsi alle false promesse” e a essere “i partigiani del ventunesimo secolo”.

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Durissima anche la deputata Giulia Sarti che tocca il tema delle infiltrazioni mafiose: «I politici locali di questa regione avrebbero fatto finta di nulla se non ci fosse stato il processo Aemilia. Dopo il processo in questa città non si parlerà più di ‘ndrangheta e tornerà a scendere la cappa. Noi continueremo a chiedere in Commissione antimafia l’apertura di un fascicolo su Reggio Emilia».

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