Casa storica del centro di Reggio sfregiata per un garage

di Pierluigi Ghiggini

11/12/2016 – Due condòmini di una delle dimore storiche più interessanti del centro di Reggio Emilia hanno presentato il 25 novembre una denuncia al servizio edilizia del Comune di Reggio Emilia (tecnicamente una «istanza in autotutela») per un presunto abuso edilizio compiuto in settembre nel locale “scuderie”  dell’edificio di via San Filippo conosciuto come “Casa Marchelli”, dal nome dell’architetto del Comune Pietro Marchelli, che nel 1837 (professore di architettura, capitano delle milizie estensi e ispettore del palazzo ducale di Reggio) acquistò due edifici dell’ex convento di Santa Caterina, li ristrutturò e diede all’edificio l’aspetto che conserva ancora adesso. In epoca successiva vi abitò l’ingegner Antonio Tegani, che ebbe un ruolo di primo piano nella realizzazione del teatro Municipale di Reggio Emilia.
Nel 2009 Casa Marchelli fu inserita nel programma delle visite guidate alle dimore storiche di Reggio Emilia.
Ma cosa lamentano oggi i firmatari dell’istanza?
Nel 2013 -sostengono – altri due condomini avevano presentato al Comune una Scia (segnalazione certificata di inizio attività) «per un intervento edilizio di ampliamento delle porte dei due garages su una facciata perimetrale e portante dell’immobile, e quindi su parte condominiale comune, senza il necessario consenso e autorizzazione condominiale». Tali condomini – aggiungono – «hanno fatto realizzare nello scorso mese di settembre il suddetto illegittimo intervento su una porta d’accesso ai loro garage e nella facciata del corpo condominiale cosiddetto “scuderie».

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La nuova porta del garage, nell’edificio “scuderie” di Casa Marchelli

La porta esistente è stata sventrata e allargata, i vecchi serramenti sono scomparsi e – nonostante precise prescrizioni – al loro posto è apparsa una porta da garage che fa a cazzotti con l’insieme architettonico, con una evidente alterazione della facciata.
I ricorrenti chiedono al Comune di controllare e intervenire, imponendo il ripristino della situazione precedente «per la tutela del decoro artistico e architettonico di un edificio testimone della cultura e storia locale».
Casa Marchelli è inserita nella categoria 1 di tutela: «pertanto – si legge nell’istanza – gli interventi consentiti sono solo quelli di manutenzioni ordinaria (con interessamento delle sole finiture) e di restauro scientifico (con interessamento delle strutture)».
A suo tempo l’intervento era  stato presentato come restauro conservativo. Invece «si è trattato di una palese violazione del decoro e equilibrio architettonico, assolutamente difforme dalla presentazione fatta in sede di relazione tecnica».
In particolare «anche la porta originale ottocentesca, con i colori originali» è stata demolita e sostituita con un nuova porta. Eppure nella relazione tecnica si legge «restauro dei portoni esistenti». Il risultato è che la facciata ha perso dignità estetica «con i portoni squilibrati».
Da qui la richiesta al Comune di Reggio perché «verifichi la situazione qui denunciata, attivi i suoi poteri di autotutela, assuma i provvedimenti necessari per rimuovere gli effetti della Scia, assuma quindi determinazioni coerenti con la illegittimità dell’azione intrapresa, e chieda il ripristino della situazione preesistente».

La facciata dell"scuderie" di Casa Marchelli, dopo la demolizione delle vecchia porta e l'ampliamento (a destra)

La facciata dell”scuderie” di Casa Marchelli, dopo la demolizione delle vecchia porta e l’ampliamento (a destra)

CHI ERA L’ARCHITETTO MARCHELLI. LA SUA IMPRONTA NEL CENTRO DI REGGIO

Sebbene Casa Marchelli non sia vincolata, è comunque un edificio di «rilevante interesse sotto il profilo architettonico». Nell’istanza contro la demolizione della porta ottocentesca e l’allargamento dell’apertura del garage, i condomini ricorrenti ricordano che «Pietro Marchelli e il padre Domenico furono architetti fondamentali per la nostra città» e che «a loro si deve l’aspetto e il carattere del centro storico».
Fra le opere principali di Pietro Marchelli figurano il foro boario (ex caserma Zucchi), il palazzo ducale, ora sede della Prefettura, la Sinagoga, la sistemazione di piazza Gioberti e tanti altri edifici privati, del centro come delle ville.

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Un momento dei lavori di demolizione e ampliamento della porta: doveva essere un restauro conservativo

L’edificio di via San Filippo «che fu la sua abitazione, ha il classico prospetto e disegno architettonico dei Marchelli, ha un giardino disegnato dallo stesso Marchelli secondo lo schema romantico dell’epoca, e un corpo prospicente il cortile, un tempo adibito a scuderie, oggi a autorimesse, con una  facciata con fregi equestri, e tre aperture prospettiche, conservata sostanzialmente intatta sino alla manomissione del mese di settembre».

(dalla Voce di Reggio Emilia)

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