Banco S. Geminiano e S. Prospero: +15% in un anno nel reggiano
Bolis: “Denaro a famiglie e imprese, mutui all’1%”

di Pierluigi Ghiggini

24/12/2016 – Nel 2016 il Banco S. Geminiano  e S. Prospero, nell’area reggiana, è cresciuto del 15%. La banca, integrata da cinque anni nel Banco Popolare, si accinge oggi alla sfida dell’unificazione tra Banco e Bpm, dal quale nascerà dal 1° gennaio un gruppo di respiro mondiale.
Il direttore territoriale Stefano Bolis illustra in questa intervista  i risultati dell’anno che sta per chiudersi, caratterizzato da una ripresa dei mutui e da un forte impegno per assicurare liquidità alle famiglie e alle imprese, attraverso una politica del costo del denaro molto basso.
Le performance dell’economia reggiana ed emiliana, nonostante i problemi che persistono, sono superiori a quelle nazionali  e fanno prevedere un 2017 importanti di cui – dice Bolis – «vogliamo essere protagonisti».

Dottor Bolis, come si chiude il 2016 del S. Geminiano e S. Prospero nell’area reggiana? Sono o no in ripresa i flussi di credito per le  famiglie e le imprese?

Siamo molto contenti dei risultati conseguiti quest’anno. L’area reggiana è fondamentale per la nostra banca, che con i suoi 200 sportelli, di cui una cinquantina a Reggio e provincia, e 1.500 collaboratori tra Emilia-Romagna e Marche è un istituto profondamente legato al territorio. E con la fusione nel Banco Popolare , avvenuta nel 2011, ha potuto valorizzare questa sua vocazione attraverso  l’ingresso in un network nazionale che offre servizi, prodotti finanziari e liquidità in un modello declinato proprio alle esigenze del territorio.
Quali, allora, risultati del 2016?
Rispetto al 2015 nel reggiano il Banco S. Geminiano e S. Prospero registra un aumento complessivo del 15% di volumi e operazioni. Ciò  anche nei confronti delle famiglie, con 40 milioni di mutui casa per un totale di 700 operazioni, a conferma di sintomi non trascurabili di ripresa economica.

Stefano Bolis

Stefano Bolis

Quale percentuale del costo casa coprono i vostri mutui?
Parliamo dell’80% del valore. Nei due anni precedenti alla crisi la leva finanziaria era diventata eccessiva. Oggi, col mercato immobiliare stabilizzato, registriamo più sobrietà. Sono comunque valori importanti, un sostegno effettivo alle famiglie che vogliono comprare casa.
E nei confronti delle  imprese?
Al di là delle operazioni con le grandi realtà del nostro territorio, nei confronti della piccola impresa abbiamo erogato 60 milioni di euro in termini di finanziamenti a breve e medio  termine , come a quindici o vent’anni.
E’ rilevante, inoltre, l’impegno del S. Geminiano e S. Prospero sul fronte dell’anticipo fatture e smobilizzo del credito. Da gennaio a oggi si è trattato di   un monte operazioni per 1 miliardo e 100 milioni di euro, anche qui con un balzo dell’8% rispetto allo scorso anno.
In definitiva,  abbiamo messo in campo una serie di opportunità e di prodotti per tutte le esigenze: dai mutui flessibili per le famiglie, ai finanziamenti alle Pmi sino a uno scaffale veramente importante di finanziamenti all’agricoltura, che fra l’altro registra il tasso più basso di sofferenze, a conferma delle buone prospettive e delle capacità imprenditoriali sempre presenti nel settore.

E i tassi d’interesse?

Abbiamo in corso una politica particolarmente aggressiva sul fronte dei mutui residenziali, col tasso prima casa all’1%. Nei confronti della aziende gli interessi variano a seconda del rating, ma anche qui sono spesso marginali. L’intero sistema bancario in questo momento dispone di grande liquidità, e la nostra politica è accelerarne al massimo il trasferimento a famiglie e imprese.

Dottor Bolis, secondo l’Istat Reggio Emilia è al quarto posto in Italia per il livello più basso di disoccupazione, ormai tornato ai livelli pre-crisi. Dal suo osservatorio, come considera questo dato? E’ credibile o no?
E’ certamente attendibile. L’Emilia-Romagna evidenzia un Pil all’1,25, decisamente più elevato della media nazionale, grazie a distretti straordinari come la meccanica e la meccatronica, la ceramica, il biomedicale, la filiera agroalimentare vocate all’export e con una forte spinta all’internazionalizzazione. Credo che vi siano le condizioni per un 2017 importante, del quale noi vogliamo essere protagonisti.

A questo proposito, quale supporto offrite alle imprese che vogliono crescere all’estero?

Qui possiamo toccare con mano l’importanza di essere parte di un network nazionale. Al di là degli strumenti ordinari, come lo smobilizzo crediti, mettiamo a disposizione i nostri uffici di rappresentanza all’estero con profili di alta specializzazione sui grandi mercati. E da gennaio con la fusione Banco Popolare-Bpm  tutto questo assumerà una dimensione veramente mondiale.

Stefano Bolis

Stefano Bolis

Quale l’andamento dei crediti deteriorati o problematici?
Nel 2015 il flusso si era arrestato, ma nel 2016 abbia registrato un incremento, segno che l’economia ha ancora un arretrato importante da smaltire, in particolare nel mondo dell’edilizia e delle imprese di costruzioni, cooperative e private.

Come giudica il decreto salvabanche e l’intervento dello Stato con 20 miliardi nelle situazioni critiche, in particolare Montepaschi?

Bisogna sempre partire da una considerazione decisiva: nel 2009 le altre nazioni, in particolare Gran Bretagna e Germania, sono intervenute con imponenti aiuti statali al loro sistema bancario, cosa che l’Italia non ha fatto. Nel nostro Paese gli aumenti di capitali sono stati sostenuti dal mercato e dai risparmiatori.
La Germania ha speso nelle nazionalizzazioni 248 miliardi di euro, di fronte ai quali i 20 miliardi dell’ultimo decreto del nostro governo impallidiscono. In un’economia mista non deve scandalizzare l’intervento pubblico purchè il salvataggio non sia fine a se stesso, ma confortato da piani industriali di rilancio.
L’anno che verrà: lei cosa prevede?
Dobbiamo abituarci a tassi di crescita modesti per molti anni a venire. Le preoccupazioni riguardano il livello di consumi interni, ancora troppo basso, ma la sfida è sul piano della competitività, con una ricerca direi maniacale della professionalità, della qualità e dell’innovazione.

(dalla Voce di Reggio Emilia)

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