Addio a Paolo Prodi, fratello di Romano, famoso storico ed ex deputato
Nato a Scandiano, è morto a Bologna a 84 anni

17/12/2016 – Addio allo storico ed ex deputato  Paolo Prodi. Il fratello dell’ex premier Romano Prodi  è morto a 84 anni a Bologna. Era nato a Scandiano nel 1932.

Tra i fondatori della casa editrice Il Mulino, era stato docente di storia a Trento (università di cui è stato Rettore tra il 1972 e il 1977) a Roma e infine all’Alma Mater di Bologna.

Era uno storico riconosciuto a livello internazionale. “Ho avuto modo di conoscerlo personalmente e ne ricordo la grande competenza, la lucidità di pensiero, il rigore nello studio e nell’argomentare. Una personalità di grandissimo profilo e molto autorevole” commenta Andrea De Maria, deputato Pd.

Paolo Prodi

Paolo Prodi

Cattolico dossettiano, aveva intitolato Il tramonto della rivoluzione (il Mulino, 2015) uno dei suoi ultimi libri, nel quale si mostrava assai preoccupato per il destino della civiltà liberaldemocratica europea 

.Allievo del grande storico tedesco Hubert Jedin, Paolo Prodi ne aveva proseguito l’opera di approfondimento sul Concilio di Trento (1545-1563). Come il suo maestro, era convinto che fosse sbagliato parlare di Controriforma: a suo avviso occorreva affermare il concetto di Riforma cattolica, per esprimere tutta la ricchezza di un processo che era andato ben oltre la reazione alla sfida epocale di Martin Lutero.

Appassionato di politica, convinto dossettiamo dalla parte del cattolicesimo sociale, nel 1992 era stato eletto deputato nelle liste del movimento La Rete di Leoluca Orlando, con cui però si era presto trovato in dissenso. Al recente referendum sulla riforma costituzionale, diversamente dal fratello Romano, aveva preso posizione per il No.

Aveva pubblicato con Il Mulino gran parte dei suoi libri: Il sovrano pontefice (1982), Il sacramento del potere (1992), Settimo non rubare (2009).

NAPOLITANO: PERSONALITA’ EMINENTE DELLA CULTURA DEL NOVECENTO

“Partecipo con animo commosso e con profondo rispetto al cordoglio per la scomparsa del professor Paolo Prodi. E’ stato personalità eminente della cultura italiana del Novecento per l’accuratezza e finezza dei suoi studi, e in particolar modo di quelli dedicati alla storia della Chiesa cattolica, e allo stesso tempo per il suo forte impegno civile e democratico in rapporto dialettico con la politica nazionale ed europe in una indefettibile dedizione a ogni causa di progresso. Le mie condoglianze ai suoi famigliari e il mio più caldo abbraccio a Romano”. Questo il messaggio del Presidente emerito Giorgio Napolitano per la scomparsa di Paolo Prodi.

IL CORDOGLIO E LA PREGHIERA DEL VESCOVO CAMISASCA

Il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla Massimo Camisasca si associa al dolore e alla preghiera dei familiari per la morte del professor Paolo Prodi, ricordando con stima il suo servizio come presidente – in collaborazione con l’Ufficio diocesano per i Beni culturali – del Comitato scientifico “Ubi Episcopus”, istituito dal vescovo Adriano Caprioli per il lavoro, tuttora in corso, circa le ricerche storiche e le giornate di studio che si stanno organizzando sulla Cattedrale di Reggio Emilia da quando sono iniziati i restauri della Cattedrale stessa.

“Monsignor Camisasca – si legge in una nota -esprime pertanto la gratitudine dell’intera comunità diocesana per il lavoro e la testimonianza del professor Paolo Prodi, chiedendo al Signore di accoglierlo tra le sue braccia e di consolare coloro che piangono la sua dipartita”.

MELLONI: ERA UNO DEI GRANDI STORICI ITALIANI

Lo storico del cristianesimo Alberto Melloni su Repubblica.it ricorda Paolo Prodi come “uno dei grandi storici italiani”.

 “Il cuore dei suoi interessi era il ‘500 religioso del nostro Paese – spiega Melloni – Ha interpretato la cultura occidentale con la chiave del dualismo tra Stato e Chiesa, tra dimensione civile e spirituale. Considerava questo nostro tempo l’apertura di un ciclo molto cupo, su cui il suo impegno civile e intellettuale gettava una luce, il lume del sapere”.

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