Gli italiani hanno lanciato il loro grido di libertà
Ora niente inciuci

di Elena Diacci*

6/12/2016 – “Non pensavo che mi odiassero così tanto”, sembra avere affermato Renzi una volta confermata la tremenda debacle elettorale.

Già, questo è stato uno dei tanti problemi di un presidente del consiglio così cocciutamente convinto di avere ragione e così lontano dalla realtà della nazione da non rendersi nemmeno conto che le sue “riforme costituzionali” venivano percepite dagli italiani per quello che erano in realtà, ovvero un tentativo di portare la nazione verso un sistema elettorale che nulla avrebbe avuto da invidiare ad un regime, dove ad un partito bastava prendere meno del 25% dei consensi per poter contare sulla maggioranza assoluta dei seggi.

Ma sarebbe banale, oltrechè ingiusto, prendersela solo con il boyscout fiorentino. Il problema è molto più vasto. Lui ha avuto il coraggio di annunciare le sue dimissioni, ma tutta la corte dei miracoli che girava attorno a lui e che ora fa a gara a restare defilata cosa ha intenzione di fare? Da Delrio alla Boldrini, dalla Boschi a Poletti, da Alfano a Verdini, Da Napolitano, il grande orchestratore, a tutta quella stampa filogovernativa che ha speso ogni fiato per blandire gli italiani, che fine farà? Cadrà in piedi come al solito o resterà avvinghiata alla poltrona in attesa di un nuovo Renzi a fargli da paravento?

Questo referendum ha inoltre dimostrato alcuni punti importanti: Il primo è che gli italiani, se debitamente pungolati, sanno reagire e tornare alle urne per difendere la Carta, il secondo è che ancora uina volta il voto degli italiani all’estero si è dimostrato in netta contrapposizione con quello degli italiani in Patria. Questo dimostra ancora una volta come il futuro della Nazione debba essere lasciato decidere da chi nella nazione ci vive e non da chi la vede giusto in cartolina.

Speriamo infine che la sinistra italiana non cada nella solita ottusa retorica del “voto con la pancia” da contrapporre al voto col cervello (casualmente sempre il loro) e si ricordino che chi pensa solo alle minoranze, verrà votato giusto dalle minoranze, mentre la destra italiana tragga da questo risultato una nuova spinta coesiva che la faccia uscire dagli schemi tribali e dai piccoli personalismi, si sieda attorno ad un tavolo e definisca 8-10 punti programmatici da perseguire ed attorno ai quali unirsi contrapponendosi alla dilagante non-politica del non-movimento grillino.

Gli italiani si sono espressi, e lo hanno fatto chiaramente. Ora tocca ai politici raccogliere il loro grido di libertà e non trasformarlo nell’ennesimo inciucio governativo portato avanti da qualche ologramma di Napolitano.

*Capogruppo Scandiano FI, coordinatrice Provinciale Forza Italia Giovani

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Una risposta a 1

  1. waterboy Rispondi

    07/12/2016 alle 13:54

    Avete letto bene! la Partigiana Diacci difende la Costituzione come una leonessa e, senza sprezzo del ridicolo, si domanda cosa faranno i Ministri di Renzi, (comunque meno peggio dei Ministri di Berlusconi – do you know Cesare Previti ?).
    Inoltre, con fine analisi sociologica, riflette sul fatto che la sacra Carta (che come la bandiera tricolore un altro Ministro di Berlusconi voleva usare in modo improprio)è stata difesa dai residenti in Italia (peccato che anche Berlusconi l’avesse voluta – sempre senza successo – riformare).

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