Ungheria 1956, la libertà schiacciata dai carri armati
Sit-in per ricordare Budapest e le tragedie del comunismo

1956, i carri armati sovietici a Budapest

1956, i carri armati sovietici a Budapest

di Pierluigi Ghiggini

12/11/2016 – Non è solo il giorno della nuova piazza della Vittoria. Oggi, sabato, una manifestazione davanti al Duomo di Reggio ricorda il sessantesimo della rivolta di Budapest, che proprio nei giorni di novembre fu soffocata nel sangue dai carri armati dell’Unione Sovietica. Il popolo ungherese diede così il primo scossone al sistema comunista. Ma ci vollero altri 33 anni per arrivare alla Caduta del Muro di Berlino, il 9 novembre 1989. Una data che l’Italia ricorda con il giorno della Libertà, istituito per legge nel 2006, e che quest’anno coincide con il sessantesimo della rivoluzione ungherese.
La manifestazione di questa mattina, in piazza Prampolini dalle 10 alle 12,30, è indetta da un comitato promotore di esponenti del centro destra con il sostegno del gruppo consiliare di Forza Italia, che ha voluto così assicurare una presenza istituzionale contro i tentativi, che non sono mancati, di impedire o almeno ridurre l’impatto della manifestazione.
Il consigliere Pd De Lucia aveva chiesto di non concedere la piazza ai “fascisti”, ma il partito ha scelto la strada dell’indifferenza. Ma sino all’ultimo si è tentato di negare piazza Prampolini, per spostare l’iniziativa dietro al Municipio, con la giustificazione che piazza Grande è occupata da un mercatino.
Tuttavia i promotori, guidati dall’avvocato e storico Luca Tadolini, hanno opposto un fermo no: la manifestazione resta in piazza Prampolini,anche se non al centro ma davanti al Duomo.
Un compromesso che non toglie nulla alla sostanza della commemorazione, tuttavia è sintomatica dell’aria che si respira ancora a Reggio quando si vanno storia e malefatte del comunismo.
La conclusione, neanche fosse  film di Buñuel,  i “fascisti” scendono in piazza per la libertà e per ricordare gli eroi di Budapest, mentre il Pd reggiano – che a parole ha rotto con quel passato – continua a ignorare non solo Budapest, ma anche il Giorno della Libertà: e intanto si tiene stretto il busto di Lenin di Cavriago.
La manifestazione di questa mattina, naturalmente, è aperta a tutta la cittadinanza.
Il comitato ricorda che «il Giorno della Libertà è una ricorrenza istituita per legge nel 2005  dal Parlamento.
All’art. 1 della Legge n. 61 è sancito che “La Repubblica italiana dichiara il 9 novembre Giorno della Libertà, quale ricorrenza dell’abbattimento del Muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo”.
I promotori sono  Luca Tadolini, Luca Bergamini, Renato Braccini, Carlo Riggio, Letizia Iori, Alessandro Aragona, Prospero Ferrarini, Nicola Azzali, Manuel Negri, Fabrizio D’Aria, Paolo Comastri, Marco Eboli. Moeris Galaverni, Laurenzia Azzolini, Paolo Brunazzi “Oracle King”, Pietro Negroni, Marco Montipò, Fabio Pederzoli, Alberto Bizzocchi, Danilo Casanova, Ivaldo Casali, Giuseppe Pagliani, Leopoldo Barbieri Manodori.

(dalla Voce di Reggio)

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