Una vita e gli scontri negli anni del Pci stalinista
Esce la biografia postuma di Ermes Grappi
Presentazione all’Arco col curatore Bertani, Gianolio, Ione Bartoli e Rinaldi

14/11/2016 – Martedì 15 novembre alla Libreria all’Arco la presentazione del libro “Ermes Grappi, la mia vita nel Novecento. Dalla Resistenza ai vertici del Pci reggiano”, curato da Glauco Bertani e pubblicato da Corsiero Editore. L’appuntamento è alle 17.30 alla libreria di via Emilia Santo Stefano per il volume dedicato all’importante figura Ermes Grappi, partigiano e personaggio di spicco della politica reggiana e nazionale nel dopoguerra, scomparso nel 2011.

A presidiare il tavolo dei relatori sarà Enzo Grappi, figlio di Ermes, che converserà con Alfredo Gianolio, avvocato e scrittore, Glauco Bertani, curatore dell’opera, storico di Istoreco e redattore della rivista RS, Ione Bartoli, già assessore regionale, Nando Rinaldi, direttore di Istoreco e il senatore Lanfranco Turci, già presidente della Regione.

Il libro di Ermes Grappi

Il libro di Ermes Grappi

Ermes Grappi, funzionario del Pci reggiano negli anni 50, poi dirigente d’azienda, consulente e consigliere di amministrazionedi  istituti  bancari, è morto cinque anni fa: è stato non solo un personaggio di primo piano della politica reggiana, ma anche una delle menti più lucide del vecchio Pci e della tradizione riformista. Nella sua ultima intervista, rilasciata a Pierluigi Ghiggini poco tempo prima di morire, consegnò una vivida testimonianza, con episodi inediti, dei giorni in cui si consumò la rottura di Cucchi e Magnani, nel gennaio 1951, e della virulenta reazione del Pci stalinista.

IL LIBRO

Entrare nel mondo che Ermes Grappi evoca in queste pagine autobiografiche è un’avventura appassionante, proprio come quelle del protagonista: un reggiano nato durante il fascismo, che ha vissuto le guerre mussoliniane e partecipato alla Resistenza, e che nel dopoguerra ha aderito al Partito comunista italiano. Ermes Grappi ha vissuto tutti i passaggi chiave degli anni Cinquanta del Novecento prima come dirigente della FGCI poi del partito stesso, arrivando ai ferri corti con la segreteria di Onder Boni alla vigilia della Conferenza regionale comunista, nel 1959, che ridisegnerà il partito negli anni a venire. La scelta di Ermes Grappi nella sua travagliata drammaticità lo porterà in altre direzioni. Fuori dall’apparato ma non fuori dal partito, come efficacemente sintetizza la copertina. Questo racconto autobiografico, affidato ai nastri magnetici di Alfredo Gianolio e curati per la stampa da Glauco Bertani, è accompagnato da un accurato apparato di note che ne fa anche un pezzo di storia del Novecento. Due piani si intrecciano ma non si sovrappongono, lasciando al lettore il piacere della scelta.

CHI ERA

Ermes Grappi (23 luglio 1925-6 marzo 2011). Nato a Reggio il 23 luglio del 1925 da famiglia operaia socialista ed antifascista, nel dicembre 1943 si aggrega ad un gruppo di giovani antifascisti di Cavriago, paese nel quale era sfollata la famiglia, aderisce al Partito comunista e partecipa alla lotta di Liberazione nella 76a Brigata SAP. Dopo la Liberazione diventa funzionario del Fronte della Gioventù, poi responsabile del Comitato della zona montana del PCI. Successivamente viene nominato vice segretario poi segretario della Federazione giovanile comunista reggiana tra il 1953 e il 1956, e membro della direzione nazionale della FGCI. Enrico Berlinguer, allora segretario della FGCI, agli inizi del 1953 lo invia a Bucarest quale rappresentante italiano nel Comitato promotore del Festival mondiale della gioventù che si svolse nel 1953 poi a Budapest quale rappresentante permanente presso la Federazione mondiale della gioventù. Nel 1956 passa a far parte dell’apparato di funzionari del PCI prima come vice-responsabile della Commissione stampa e propaganda poi come responsabile della Commissione enti locali.

Nell’ottobre del 1945 al quinto Congresso provinciale è stato eletto nel Comitato Federale del PCI, e di nuovo dal settimo al nono Congresso. Nel 1958 lascia l’attività di funzionario e va a lavorare alla G&G di Bagnolo, poi alla Riva Calzoni di Bologna dove ricopre il ruolo di dirigente fino alla pensione.

Ha sempre mantenuto il legame con il Partito comunista e il suo impegno politico si è espresso in varie forme. Nel corso degli anni ’80 è stato consigliere di amministrazione dell’Ervet (Ente regionale per la valorizzazione economica del territorio) su indicazione della Regione. È stato inoltre vice presidente del Consorzio provinciale gas-acqua e ha ricoperto anche l’incarico di consigliere di amministrazione in banche reggiane. Al momento della morte ricopriva l’incarico di Presidente del comitato dei Garanti di Istoreco (Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Reggio Emilia).

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *