Il miliardario Trump verso la Casa Bianca
Negli Usa vince l’ondata antisistema

9/11/2016 – Contro le previsioni della vigilia e sovvertendo tutti i sondaggi,  il miliardario Donald Trump – candidato dei repubblicani –  ha stravinto le elezioni americane ed è il nuovo presidente degli Stati Uniti. Poco prima delle otto l’annuncio dei grandi media: a  scrutini non ancora ultimati, al termine di una notte col fiato sospeso, il tycoon newyorkese ha conquistato i 274  grandi elettori  necessari per salire alla Casa Bianca, grazie alla vittoria in numerosi Stati in bilico e in alcuni dove in precedenza aveva vinto Obama, come il Wisconsin e lo Yowa.

Alle 7,30 è arrivata la notizia della vittoria anche in Pennsylvania, uno degli stati chiave di queste elezioni. Hillary Clinton , ferma a 215 dopo essersi aggiudicata il Nevada all’ultimo momento: i supporter sono sotto choc, e molti stanno già abbandonando il Javits Center , allestito per quella che doveva essere una grande festa della vittoria .

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Trump ha mantenuto la posizione nelle roccaforti repubblicane, ha vinto il confronto con Hillary Clinton negli swing state – in particolare in Ohio e Florida – ed è persino riuscito a fare propri alcuni Stati che i pronostici assegnavano senza troppi dubbi ai democratici. I seggi si sono appena chiusi (alle 7, ora italiana) in Alaska, e nel resto degli Stati lo spoglio è ormai avviato a conclusione. Il quadro che emerge dai risultati è impietoso per Hillary Clinton e il suo staff: dopo otto anni di presidenza Obama, il nuovo inquilino della Casa Bianca  tornerà ad essere un membro del Great Old Party, seppure decisamente fuori dagli schemi e arrivato al successo nonostante l’ostracismo annunciato di una parte del suo stesso partito. 

La vittoria di Trump conferma l’ondata antisistema montante a livello mondiale: i popoli bocciano le classi dirigenti che hanno guidato l’Occidente negli anni della grande crisi. Gli Stati Uniti, anzi, guidano quello che sarà nel bene e nel male un cambiamento profondo, e ciò nonostante i risultati ottenuti da Obama in pèolitca Economica. E mentre si registra un boom di accessi al sito del servizio immigrazione del Canada (reazione emotiva di molti elettori di Clinton, che non accettano un’America di Trumpo) Obama lancia un messaggio conciliante e fatalista: “Qualunque cosa accada, il sole sorgerà ancora e l’Ameria sarà sempre il più grande Paese del mondo”.

IL VOTO ALLE 7

 Tra gli Stati ancora da attribuire ci sono l’Alaska e l’Arizona, che sulla carta sono già dei repubblicani e non dovrebbero riservare sorprese.
Ma Trump è in vantaggio anche in Wisconsin e conduce, seppure di poco, il testa-a-testa in Michigan e Pennsylvania, che nei pronostici erano invece appannaggio dei democratici. Anche il voto popolare, ovvero il consenso complessivo raccolto su scala nazionale al di là dell’assegnazione dei grandi elettori su base maggioritaria e territoriale, conferma lo stato di grazia di «The Donald»: l’alfiere dei conservatori ha messo insieme il 48,3% delle preferenze, contro il 47,2% della sua contendente.

VOTO POPOLARE: TRUMP AVANTI DI UN MILIONE DI VOTI

 “E’ una grande notte per l’America”. L’entourage di Donald Trump assapora la vittoria ormai davvero vicina alle presidenziali americane. “E’ una notte meravigliosa per gli Stati Uniti”, ha detto alla Bbc Curtis Ellis, consigliere di alto livello di Trump. “E’ una notte bellissima per tutte le persone nel mondo”. I sostenitori di Hillary Clinton sono invece sotto shock, al Javits Center è calato il gelo dopo i risultati che tracciano la strada aperta per Trump verso la Casa Bianca. Così anche se il motto degli ultimi minuti è “it’s not over until it’s over” (non è finita fino a quando non è finita davvero), in diversi hanno lasciato il centro congressi senza nemmeno aspettare l’arrivo della candidata democratica, né gli ultimissimi risultati.

Il tycoon è avanti di oltre di un milione di consensi nel voto popolare rispetto a Clinton che nell’ultima ora si è aggiudicata il Nevada, salendo a 215 grandi elettori. Ma Trump è già a quota 255, vicinissimo alla soglia dei 270 che apre le porte della Casa Bianca.

CROLLANO LE BORSE: WALL STREET -5%

Mancano ancora una manciata di Stati da scrutinare, tra cui il Michigan (16) e la Pennsylvania (20). Intanto continua a crollare Wall Street. I future sullo S&P500 perdono il 5%. In forte calo anche il Nasdaq che cede il 5%. Cede anche Hong Kong a -2,82%. E a meno di un’ora dalla chiusura di Borsa, a Tokyo l’indice Nikkei cede oltre il 5,50%, scendendo a quota 16,214.78 con una perdita di 950 punti. E nell’election day torna la pena di morte in Nebraska. Gli elettori hanno votato a favore del ripristino della pena capitale nello Stato, dove il boia non colpisce dal 1997, respingendo la decisione dello scorso anno di sospenderla. Infine, Massachusetts e California hanno dato il via libera alla legalizzazione della marijuana per uso ricreativo.

INTASATO IL SITO IMMIGRAZIONE DEL CANADA

Il sito ufficiale del Canada dedicato ai servizi di informazione per ottenere il visto d’ingresso – immigration service – è “irraggiungibile”. Lo riferiscono i media internazionali i quali sottolineano che “il tilt è probabilmente legato” all’avanzata di Donald Trump alle presidenziali Usa.

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