Storchi: “Che peccato la Brevini agli americani. Era meglio unire i gruppi reggiani”

di Alessandro Bettelli
30/11/2016 «Fare insieme: questo il messaggio che arriva dal rinnovo unitario del contratto dei metalmeccanici, siglato due giorni fa con Fim, Fiom e  Uil.
Fabio Storchi, presidente di Federmeccanica, utilizza addirittura le parole chiave usate da Papa Francesco, nel febbraio scorso in occasione del Giubileo di Confindustria, per definire l’accordo unitario siglato coi sindacati.
«Si tratta di un accordo che segna un punto di svolta nelle relazioni industriali del nostro Paese. Considerando quanto fossero distanti le piattaforme presentate all’inizio della trattativa, solo la volontà del “fare insieme” ci ha permesso di smussare gli angoli delle contrapposte richieste sul tavolo delle trattative ed arrivare a questo accordo. Che, ribadisco, segna un punto di svolta nelle relazioni industriali, e nei rapporti fra imprenditore, lavoratori, collaboratori e sindacati» continua Storchi.
«Certo, il fatto che seduto all’altro capo del tavolo ci fosse un altro reggiano, il segretario della Fiom nazionale, Maurizio Landini, ha sicuramente agevolato la conduzione della trattativa» ha confidato.

Fabio Storchi con Claudio Galli

Fabio Storchi con Claudio Galli (foto Artioli)

Poi Storchi, intervenuto ieri dell’assemblea annuale del gruppo Metalmeccanico di Unindustria, non ha lesinato una mezza stoccatina ai vertici del Gruppo Brevini, la cui quota di maggioranza (80%) è stata recentemente ceduta al colosso americano Dana Incorporated.
«Certo, il fatto che un colosso da 6,5 miliardi di dollari di fatturato rilevi un gruppo come Brevini significa che lo considerava un gioiellino dell’industria meccanica. E questo non può che farmi piacere come presidente di Federmeccanica. E’ altrettanto certo, però, che dal punto di vista prettamente territoriale, così come in qualità di presidente di Comer Industries (che tra l’altro opera nel medesimo settore di Brevini) avrei preferito che il gruppo, piuttosto che finire in mani straniere, avesse scelto di unirsi con altri gruppi locali, sì da formare insieme un polo tecnologico di importanza globale» ha commentato Storchi.
Come dicevamo, il presidente di Federmeccanica era ospite ieri dell’assemblea annuale del Gruppo Metalmeccanico di Unindustria Reggio Emilia, che ha eletto il nuovo presidente per il biennio 2016- 2017: si tratta di Claudio Galli, 58 anni, direttore delle risorse umane in Lombardini – Kohler Engines. Claudio Galli è stato eletto dall’assemblea del gruppo che si è riunita ieri presso l’Hotel Posta a Reggio Emilia.
Coniugato con 2 figli e una Laurea in Economia e Commercio, il neo Presidente succede a Luca Bergonzini, Legale Rappresentante di Bucher Hydraulics Spa. Prima di approdare nell’azienda reggiana, Galli ha avuto ruoli di rilievo nel Gruppo Lamborghini, dove ha maturato un’esperienza di oltre vent’anni.

(dalla Voce di Reggio)

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3 risposte a Storchi: “Che peccato la Brevini agli americani. Era meglio unire i gruppi reggiani”

  1. marietto Rispondi

    30/11/2016 alle 11:32

    Comer di Storchi era disponibile ? Se sì , perché non ha inviato un messaggio ? Unindustria cosa fa ?

    • Cavour Rispondi

      01/12/2016 alle 21:37

      E’ reclam, Storchi si fa reclam, perche’ avrebbe voluto ma non ha potuto. In ogni caso non sappiamo noi del popolo cosa sia successo per Brevini. Se ha venduto, c’erano problemi, oppure erano gia’ d’accordo, erano partner gia’ da prima.

      Storchi, torna a ca’.

  2. marietto Rispondi

    02/12/2016 alle 11:51

    E’ stata una scelta intelligente di chi non avverte continuità nella gestione dell’azienda, nè partner italiani disponibili a ricercare un accordo di unione.

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