Speculazione a Reggio
Il miracolo delle volumetrie volanti

di Pierluigi Ghiggini

26/11/2016 – La leggenda racconta che la casa della Madonna, madre di Gesù, atterrò a Loreto “per traslazione angelica”. Cioè portata in volo dagli angeli. Ma, anche se oggi è comprovato dagli scavi archeologici che una parte delle pietre della casa della Madonna arrivarono in Italia via nave, i miscredenti non dovrebbero dileggiare il mito.
Perché a Reggio Emilia, più prosaicamente, miracoli del genere con la traslazione delle aree fabbricabili da zone degradate e atterraggio in  zone di pregio, se ne sono visti molti: almeno un centinaio. E ancora se ne vedono.
E il miracolo delle delocalizzazioni, al quale dedica un’ampia ricostruzione, a suon di documenti e di verbali, il “sacco di Reggio” scritto da Giacomo Giovannini. «Nate per una causa giusta, vale a dire la realizzazione della ferrovia ad alta velocità – dice l’ex consigliere comunale – sono diventate il mercato delle vacche».

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Perchè il trasferimento di volumetrie da una parte all’altra del comune di Reggio Emilia, da zone “ordinarie” verso zone di pregio elevato, per lo più aree agricole a valenza paesaggistica, e diventato uno degli sport più gettonati nel business edilizio-urbanistico.
«Una speculazione a tutto tondo di cui hanno beneficiato soggetti privati e pubblici, cooperative e imprese di costruzione, persino parrocchie ed enti in liquidazione», scrive Giovannini.
Suscitò qualche rumore, in altri tempi, il trasferimento di volumetrie ottenuto dall’ex vicesindaco Franco Ferretti, che pure si era visto demolire la casa paterna dalle ruspe dell’Alta velocità.
Ma negli ultimi quindici anni è accaduto ben altro: «Lo strumento è stato indistintamente utilizzato dalle diverse giunte che si sono succedute, tanto che sono oltre cento i casi di delocalizzazioni previsti prima nel Prg, poi nel Psc-Rue».
Così il solo Regolamento urbanistico ed edilizio della Giunta Delrio (tuttora in vigore) gestisce 57 mila metri cubi di volumetrie più 89 mila 460 metri cubi di superfici utili: tutte, appunto, spsostate da una parte all’alta delle città. E con magiche lievitazioni dei valori durante questi voli sciamanici.

Reggio Emilia vista dal drone

Reggio Emilia vista dal drone

I territori più coinvolti sono soprattutto le frazioni: Giovannini cita Sesso (4 mila 821 metri cubi), Pratofontana (11 mila 750 metri cubi) Cella , Bagno, San Rigo , Coviolo, Fogliano e soprattutto Canali che con i suoi oltre 20 mila metri cubi «è la più ricercata tra le aree di “atterraggio” delle volumetrie “decollate” da altri luoghi molto ameni.
Ma le delocalizzioni hanno fatto tappa, evidentemente per rifornimento, anche in Sala del Tricolore: buona parte di queste traslazioni miracolose è stata santificata da una decina di delibere consiliari.
Ogni piano, inutile negarlo, è un faro acceso sulle relazioni di potere e sulle gerarchie dominanti tra politica, edilizia e affari. E’ legittimo chiedersi quanto le delocalizzazioni abbiano contribuito all’infiltrazione della ndrangheta e della camorra nell’ economia reggiana. I nomi celati nei singoli progetti
rappresentano già una risposta.
Quando è esplosa l’inchiesta Aemilia, l’ex assessore Ugo Ferrari scrisse una lettera ai giornali in cui sosteneva che il 95% delle osservazioni al Psc e al Rue (appunto il Regolamento urbanistico edilizio) era stato respinto.
Ciò a significare che l’amministrazione aveva fatto quadrato contro la speculazione e le infiltrazioni. Peccato però che tra le osservazioni approvate figurasse proprio una delocalizzazione di un certo interesse in via Newton a Gaida, col trasferimento di 1. 835 metri cubi, previsa stipula di convenzione con demolizione dell’edificio. E comunque previo inserimento della delocalizzazione del Poc (piano operativo comunale). Ora, quelle volumetrie erano di pertinenza della parrocchia e sono atterrate non molto lontano, a Gaida, in un’area dietro il ristorante Antichi Sapori: sì, proprio il locale di Pasquale Brescia, quello della cena dalla quale partì l’inchiesta Aemilia.

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2 risposte a Speculazione a Reggio
Il miracolo delle volumetrie volanti

  1. I.N. Rispondi

    26/11/2016 alle 22:39

    Via S.Moretti, area verde di via Ungheria, la zona aintorno alla sede Enia…Via Gandhi…Mentre in commissione tecnica ed a volte anche in consiglio di circoscrizione si votava contro e l’ unico invece a dire che andava bene era l’ex chiacchierato presidente di circoscrizione…Guarda casa passava solo il suo parere…La mafia senza appoggi non avrebbe attecchito…Poi in mezzo c’erano tutti…I terreni che compravano erano molto spesso della curia…Poi però andavano a messa…Ed infatti poi chi vuole essere eletto è passato dai circoli di partito fatti tutti chiudere alle parrocchie…

  2. Fausto Poli Rispondi

    27/11/2016 alle 18:07

    La mafia di circoscrizione. Speculazione volontaria da denunciare alla GdF.

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