“Sindaco, il Mirabello è reggiano non sassolese”

di Giacomo Giovannini

8/11/2016 – In una terra intrisa di partigianato come la nostra, il sabotaggio è pratica politicamente ben nota.

Quanto avvenuto nella notte di sabato presso lo stadio Mirabello, per quanto deprecabile possa essere considerato, ha di certo colpito politicamente nel segno più che il velleitario ricorso al Tar degli aggiudicatari dell’impianto cittadino.

Basta leggere le reazioni dei veri responsabili che hanno armato, con le loro azioni politiche spregiudicate, le mani di una reazione eguale e contraria per quanto biasimevole.

Cosicchè per distrarre l’opinione pubblica dal vero problema, si è persino agitato lo spettro della discriminazione femminile. Ma qual’è in fondo il vero problema?

Il grado di autorevolezza politica dimostrato sino ad oggi da un Sindaco che non si accorge degli eventi e non sa o non vuole governarli, lasciando che in Comune regni un anarchia che forse in fondo fa comodo.

Lo stadio Mirabello

Lo stadio Mirabello

Così le responsabilità politiche non sono mai ben individuabili o percepibili.

Cosicchè è avvenuto che la Presidentessa della Fondazione per lo Sport, per altro proprio un personaggio di spicco del calcio femminile italiano, ha benedetto politicamente un bando di gara per la concessione dell’unico stadio rimasto in mano pubblica, cioè il Mirabello, che a causa dei pesantissimi vincoli gestionali ha disincentivato la partecipazione: ossia l’esatto contrario di quanto richiesto ad una gara pubblica.

Ma il fatto politicamente più sconcertante e discriminatorio è risultato il trattamento di favore riservato proprio alla squadra di calcio femminile la quale può pretendere di disputarvi le sue gare gratis.

Chissà come saranno rimasti contenti i presidenti di tutte le altre società reggiane che l’affitto lo pagano ed affrontano quotidianamente le difficoltà gestionali che l’attuale congiuntura economica pongono loro di fronte.

Già questa situazione, in un mondo normale, cioè nel resto dell’occidente, sarebbe stata sufficiente per fare dimettere seduta stante la Milena Bertolini ed annullare il bando oggetto della contesa.

Vandalismi: chiodi disseminati nel campo del Mirabello

Vandalismi: chiodi disseminati nel campo del Mirabello

Siccome però in Italia non ci si può aspettare un tale dignitoso contegno, ci si sarebbe aspettati almeno un po’ di buon senso nel momento in cui si è svelato il vero progetto che evidentemente era in preparazione da parecchio tempo: cioè l’acquisizione sotto forma di salvataggio, della squadra di calcio femminile reggiana da parte dei novelli Visconti che ne avevano bisogno.

Invece no, spregiudicatezza ed arroganza la fanno talmente da padroni per cui gli eredi della sinistra convertitisi al “renzismo padronale”, lasciano che una squadra che nei fatti non è più reggiana e che è sostenuta da una multinazionale, possa occupare gratis anche lo storico stadio cittadino, togliendolo ad altre società cittadine.

Noi reggiani sappiamo costruire progetti meravigliosi, ma troppo spesso non sappiamo difenderli: vedrete che di qui a non molto per rabbonire l’ottusità di una certa parte di opinione pubblica, costoro si proporranno per realizzare il campo in sintetico pur di restare anche in quello spazio pubblico.

A meno che il nostro Sindaco dimostri un moto di orgoglio e giustizia, perché il Mirabello è la casa del calcio e dello sport reggiano, non sassolese.

E la sua sorte è diventata un simbolo d’indipendenza, anche politicamente parlando.

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    08/11/2016 alle 21:55

    L’opinione pubblica ? I cittadini bisogna informarli correttamente. Su questa testata trovo verita’ scoperte, che se fosse la gazza non le troverei.

    Le verita’, l’informazione va fatta in maniera veritiera, senza bavagli.

    Non si sa mai nulla della gestione degli impianti cittadini, pero’ c’e’ di mezzo coopservice, roba politica.

    Per me e’ tutta una montatura, gli amministratori fanno il gioco delle tre carte e i soldi dei reggiani vengono rubati, nascosti, o meglio, “distratti”, termine poco chiaro: come si fa a “distrarre” tanti soldi ? I soldi mica pensano !! Cosi’ e’ stato per le fiere di Reggio, tanti milioni di euro “distratti”, con proprio un giochino delle tre carte tra amministratori Reggiani e Cavraghesi, e ora la “CRICCA” copre, distrae.

    La cricca. Mio padre quando vedeva la povere adagiata sopra un mobile diceva: “ghe dl’a crecca”.

    La cricca e’ un termine che trae origine dal mondo contadino.

    Ora la cricca e’ nelle istituzioni, e la citano spesso sui giornali.

    E c’e’ tanta cricca anche a Reggio Emilia, con le cooperative come Unieco, coopsette, coop concordia. Vi ricordate della CMC e di De Luca, mi piacerebbe leggere gli atti di quella questione di appalti.

    Pure coopservice sull’ospedale di Modena, magari con la regia del reggiano a capo della sanita’ regionale. Questa e’ cricca, soffocano le altre imprese, precheì’ con la cricca stanno in piedi solo alcune piccole aziende/coop che sono diventate corporazioni, mulini a vento che non puo’ fermare nessuno. La cricca nelle arterie, provoca infarti, ischemie, ictus, tumori. E cosi’ il bel paese, la nostra terra, e’ dilaniata dalla cricca. Ma Del Rio e’ un prodotto della cricca ?

    Ci sarebbe da farne una trasmissione, pero’ dalla Gabanelli.

    Queste vicende, a molti fanno rabbrividire, come a me.

    Ci sono regie dietro occulte. Magari tra un po al Mirabello faranno tanti palazzi, Unieco ????

    Che facciano, tanto non si ribella nessuno.

    Ditemi chif a opposizione, chi si oppone a tutto sto casino ? Nessuno.

    Sassuolo ? Squinzi non ha pagato pure i debiti del comune quando ha acquistato lo stadio ? O non lo ha acquistato, insomma vedete che l’informazione e’ drogata, ammanettata. I cittadini non hanno il diritto di sapere ?

    Una squadra di A di calcio fa solo bene per le attivita’ commerciali, ma se gli assessori della Reggio bene non sfruttano certe occasioni per sviluppare la cultura e proporre le mostre, le origini dei prodotti nati qui e famosi al mondo, chi lo dovrebbe fare ?

    Quando vai a vedere una partita di A, spesso gli organizzatori del pulman dei tifosi, di alcune squadre di A, propongono tour gastronomici, culturali e poi vanno alla partita. E’ un dos tu des, ma se non lo fanno gli amministratori ?

    A Parma c’e’ una cultura diversa, piu’ proposte culturali, destinano piu’ denari alle moanifestazioni, alle mostre, alle Joint venture tra cultre diverse. Cosa che si dovrebbe fare. E’ chiaro e tangibile, descritto in tanti libri e trattati, che gli scambi culurali portano anche business.

    Ma non e’ per Parma, ma anche per altre Citta’. Probabile che Squinzi abbia comprato il Giglio per fare un favore a Prodi che, insomma scambi di favori, ora il nipote di Prodi e’ consigleire a Sassuolo, vedi tu la galassia degli scambi di favori.

    Perché pure a Sassuolo non starebbe male uno Stadio da 40.000 , non Vi pare ?

    mi ricordo il Giglio quando tiravano i rubinetti. Ora ospitano partite di euro Lega.

    La Reggiana, coi Suoi tifosi potrebbe salire in A, ma chi investe ? Chi ci investe soldi, sapendo che magari ci potrebbero essere dirigenti stile Foglia ? Vi pare ?

    Certo, bravi manager avrebbero gia’ fatto fare il salto di qualita’ alla Reggiana, ma credo che poi di cosi’ bravi non ve ne siano.

    E dire che l’Entella e’ in B.

    A parte questo, lo sport porta soldi, business a profusione se saputo ben gestire.

    Guardate Udine o verona. Pero’ i Bravi manager di sport se li pigliano gli altri. Tosi, di Modena lavora per il Chievo, per esempio. Certo che ci vuol gente in gamba onesta e navigata.

    Tornando sulla questone dei chiodi al Mirabello, magari erano gia’ i chiodi per fare le case……. (scherzo).

    Credo, oltremodo, che sia solo una messinscena. Quello spazio non e’ sfruttato, e le coop di costruzione, questi ex colossi che vogliono tornare a crescere, non vedono l’ora di farci 5 grattacieli….

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