Scontro in Sala del Tricolore: quando la presidente Caselli si inventò capogruppo del Pd

16/11/2016 – La mozione per disarcionare Emanuela Caselli dalla poltrona di presidente del consiglio comunale, sarà ripresentata dai dodici consiglieri firmatari del documento respinto lunedì, loro assenti, dalla maggioranza di Sala del Tricolore. I gruppi di opposizione contestano fra l’altro il voto palese, del tutto irrituale in un frangente in cui si deve decidere sulla persona. Quindi torneranno alla carica con la richiesta di voto segreto, confidando sull’insofferenza che serpeggia verso la presidente anche in alcuni banchi del Pd.emanuela-caselli

Ma questa volta  alla mozione  saranno allegati alcuni documenti dai quali, secondo gli oppositori, emergerebbe la partigianeria di Caselli a favore del Pd.
Uno di questi lo ha fatto circolare la consigliera Cinzia Rubertelli di Alleanza Civica: è il verbale di una seduta della conferenza dei capigruppo del 22 luglio 2015. Riunione cominciata in vistoso ritardo a causa dell’assenza del Pd, che provocò la protesta Bellentani lasciò la riunione per protesta. Nel verbale si legge testualmente che «non essendo presente il capogruppo del Pd, la Presidente del consiglio, in questo caso, rappresenta la maggioranza».

Cinzia Rubertelli

Cinzia Rubertelli

E’ ben strano chela presidente del consiglio, organo «terzo» per eccellenza, decida di rappresentare un partito, anzi il  partito. Ma così vanno le cose a Reggio Emilia.

(Pierluigi Ghiggini)

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