Richiedenti asilo nella parrocchia di Chiozza: alcune cose da chiarire

Di Elena Diacci*

La parrocchia di Chiozza si è dichiarata disponibile ad ospitare alcuni sedicenti profughi e organizza un incontro con gli abitanti per chiedere il loro parere. Segnalo che parteciperò all’incontro allo scopo di tutelare gli interessi degli scandianesi.
E’ mia intenzione chiarire alcuni punti importanti relativamente all’ospitalità, quali per esempio quanti saranno realmente i sedicenti profughi totali, se è stato verificato che provengano da paesi in guerra e soprattutto come si pensa di gestirli, sia in termini economici sia in termini logistici (dove dormiranno, dove mangeranno, cosa faranno durante il giorno, ecc..).
Sebbene il numero iniziale sia limitato, non vorrei che però si iniziasse con qualche unità per poi aumentarli senza richiedere nuovamente il parere dei cittadini, così come non vorrei che si utilizzasse strumentalmente il termine “profugo” per accogliere e mantenere gente che con le guerre non ha nulla a che fare e che spera solo di essere mantenuta a spese degli italiani e, nello specifico, degli scandianesi.
Invito inoltre tutta la popolazione a presenziare in massa per difendere i diritti degli abitanti, in modo da far sentire chiara la loro voce nei confronti di uno stato che continua ad importare clandestini mettendoli poi a carico degli enti locali.
*Capogruppo FI Scandiano, coordinatore provinciale giovani Forza Italia
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