Referendum: Damiano e Antonella Incerti per il Sì al centro sociale Orologio

11/1/2016 – Cesare Damiano e la deputata Democratica Antonella Incerti il prossimo venerdi 11 novembre (ore 18,30) interverranno a un incontro per sostenere le ragioni del Si al referendum costituzionale del 4 dicembre. L’incontro promosso dal comitato Basta un si di Reggio e dall’Unione provinciale si terrà al Centro Sociale Orologio di via Massenet e sarà l’occasione per presentare l’Agenda Sociale del Partito Democratico. Si tratta di un insieme di proposte riformiste, realistiche e praticabili che i deputati Pd membri della commissione Lavoro della Camera hanno sviluppato in materia di lavoro, lotta alla povertà e pensioni.

Il superamento del bicameralismo paritario, l’approvazione delle leggi in tempi più rapidi, la riduzione dei costi della politica, garanzie maggiori per la partecipazione dei cittadini, nonché il chiarimento delle competenze di Stato e Regioni e un aumento della rappresentanza degli enti locali in Parlamento e in Europa sono questi i punti cardine che sostengono il Si nella campagna referendaria.

“Come ho fatto in aula – spiega Incerti – voterò a favore con l’idea che questo passaggio non risolverà tutti i problemi di questo Paese ma che può offrire opportunità di avanzamento su alcuni fronti e una possibile (non taumaturgica) risposta, a meccanismi inceppati.

Non credo che vi siano dubbi sul fatto che da più di 20 anni (almeno dal 1993) le istituzioni politiche si sono rivelate inadeguate a gestire le domande di rinnovamento dei cittadini sia sul fronte della governabilità che della adeguata rappresentanza.

Mai un governo di legislatura (chi ha fatto il sindaco sa bene cosa vuol dire avere o non avere un orizzonte di programmazione certa), “un sistema politico bloccato che ha finito per affidare 4 anni fa il governo ad un tecnico (Monti) e a chiedere ad un Presidente di quasi 90 anni di continuare a fare il presidente per l’impossibilità di trovare altra via d’uscita che mettesse insieme minimi consensi, che è stato costretto a fondare governabilità su larghe e piccole intese”. Aggiungo in due parole: le sfide difficilissime del momento storico, la crisi economica ancora da superare, il terrorismo, l’immigrazione, la credibilità del Paese ai minimi dopo 15 anni di berlusconismo, uno dei debiti pubblici più alti al mondo”.

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