Preso a Reggio con sei etti e mezzo di cocaina
Colpo della Mobile al racket degli albanesi

11/11/2016 – Gli uomini del dirigente della squadra mobile, Guglielmo Battisti, lo stavano seguendo da tempo e giovedì pomeriggio è arrivato il blitz.
In manette è finito un albanese di 25 anni, Ismail Kurti, considerato pedina importante dello spaccio in città.
Nell’alloggio di San Maurizio, che lo straniero, in possesso del permesso di soggiorno, utilizzava come base operativa, secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli agenti della questura di Reggio hanno trovato ben 650 grammi di cocaina, 8 telefoni cellulari e 3.500 euro in contanti.
Come dicevamo, l’albanese, che abita in città, è stato fermato dagli agenti della mobile mentre stava uscendo dall’alloggio di San Maurizio. A seguito della perquisizione i poliziotti hanno trovato la cocaina già suddivisa “in sassi”, già numerati e pesati. Oltre alla droga e ai cellulari gli agenti della questura hanno trovato anche un’agenda, che probabilmente risulterà molto utile agli inquirenti che indagano sullo spaccio in città.

 

Il capo della Mobile di Reggio Guglielmo Battisti con la cocaina, il denaro e i cellulari sequestrati all'albanese

Il capo della Mobile di Reggio Guglielmo Battisti con la cocaina, il denaro e i cellulari sequestrati all’albanese

L’importante quantità di sostanza stupefacente ritrovata nell’alloggio dell’albanese fa presupporre agli inquirenti che Ismail Kurti possa rappresentare un anello intermedio della catena dello spaccio in città. A quanto pare, infatti, l’albanese sarebbe in grado di smerciare ai pusher “al dettaglio” un chilo di droga alla volta. E se consideriamo che per ciascun grammo la rete dello spaccio è in grado di raccogliere 150 euro, si evince come il quantitativo sequestrato all’albanese fosse relativamente importante.
Notevole dunque il “colpo” messo a segno degli uomini di Guglielmo Battisti.
Del resto il contrasto allo spaccio della droga è tra le priorità del questore Isabella Fusiello : quello di Kurti è il secondo arresto per spaccio, effettuato dalla questura reggiana in pochi giorni e secondo gli inquirenti i due arresti hanno già permesso di trarre alcune conclusioni relativamente alla piazza reggiana.
La prima è che la nostra città, si profila non solo come piazza per lo spaccio ma anche come zona per lo stoccaggio e il traffico verso altre province.
La seconda è che pare che siano gli albanesi a tirare le fila del mercato della coca e della marijuana a Reggio, utilizzando maghrebini per lo spaccio diretto, al dettaglio.

 

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