Piazza Affari in forte ribasso: Banco Popolare maglia nera a -7,05%, male Bper a -5,62% e Unicredit a-4.95%

2/11/2016 – Chiusura in forte ribasso per Piazza Affari al termine di una giornata di generale calo dei mercati azionari. L’indice Ftse Mib ha segnato una perdita del 2,5%. La Borsa di Parigi è scesa dell’1,1%, Francoforte -1,4%, Madrid -1,8%.
In profondo rosso anche i titoli reggiani quotati a Piazza Affari con i bancari che guidano i ribassi: Banco Popolare (l’ex Banco dei Santi) maglia nera grazie a un crollo del 7.05% a quota 2.40 euro. Malissimo anche Bper, che ha lasciato sul terreno il 5,62% al prezzo di 4 euro ad azione.
In profondo rosso anche Unicredit (-4.95% a 2.11 euro) e Credem (-1.95% a 5.02 euro), Unipol (-4.25% a 2.66 euro), Unipol-Sai (-2.95% a 1.676),
Fra gli industriali, ribasso frazionale per Interpump (-0.63% a 14.25 euro), Servizi Italia (-2.36% a 3.56 euro),  e Iren (-1.18% a 1.593 euro) mentre Emak guadagna lo 0.06% al prezzo di 0.818 euro. Sensibile rialzo, invece, per Landi Renzo, che ha marcato un progresso dell’1.99% chiudendo al prezzo di 0.374 euro.
Le Borse sono condizionate dalle incertezze del quadro politico e dagli interrogativi connessi all’imminente rialzo dei tassi. Nell’ultima settimana Hillary Clinton ha perso 10 punti percentuali nei favori degli elettori americani, azzerando di fatto il vantaggio nei confronti del concorrente Donald Trump.
Addirittura, l’ultimo sondaggio di Abc mette Trump in testa nelle intenzioni di voto degli americani (46% contro il 45% a Clinton).
Il dollaro perde quota nei confronti dell’euro che sale a 1,111, da 1,105.
Petrolio in forte calo (per la quarta giornata consecutiva) dopo il dato sulle scorte strategiche di idrocarburi degli Stati Uniti, salite ben oltre le attese degli esperti. Il Brent scende del 3,3% a 46,5 dollari al barile. Nelle precedenti tre sedute ha perso il 5%.
I capitali cercano rifugio nell’oro, in rialzo dell’1,3% a 1.305 dollari l’oncia: è la quinta giornata consecutiva di rialzo.
C’è attesa per il comunicato che diffonderà la Fed  al termine della riunione di due giorni del Fomc, il comitato per la politica monetaria.
E’ convinzione diffusa che la Fed non interverrà sui tassi, vista l’imminenza del voto per il nuovo presidente. Il rialzo del costo del denaro sarà probabilmente deciso nella prossima riunione di dicembre.
In Europa il settore più colpito dalle vendite è quello delle banche (Stoxx -2,3%).
Nel listino italiano MontePaschi  ha perso il 4,2% mentre salgono i timori sulla buona riuscita dell’aumento di capitale da 5 miliardi in un mercato così volatile.
Con il petrolio in calo, Eni ha perso l’1,4%, Saipem  -0,7%, Tenaris -2,4%.
In calo Enel -1,8%, Terna -2,8% e Snam -2,7%.
Telecom Italia perde il 2%, Mediaset  -3,8%.
Netto ribasso di Fiat Chrysler  -6,2%: le vendite negli Usa sono diminuite del 10% in ottobre rispetto allo stesso mese del 2015. Brembo  -2,2%, Cnh Industrial  -1,6%.
In generale, l’intero settore Automotive è finito sotto pressione in Europa: Bmw  è scesa del 3,7%, Daimler -2,6%.
Fra le poche blue chip milanesi l’unico rialzo è di Recordati +1,5%.
Fra le mid cap, sono saliti TerniEnergia +2,6% e Reno de Medici +14%.
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