Mattia Bonetto presenta Venezia-Reggiana, ottavo di finale di Coppa Italia di Lega Pro.

di Carlo Codazzi – Martedì pomeriggio di coppa per la Reggiana che scende in campo (16.30) al “Penzo” per affrontare in un “dentro o fuori” il Venezia. In palio il pass per i quarti di finale della Coppa Italia di Lega Pro. Una sfida intrigante perché il Venezia sopravanza, da capolista, i granata di 2 punti nella classifica del girone B della terza serie nazionale. In campionato le due formazioni si sono già affrontate sul terreno veneziano e il match terminò 1-1. La partita è una ghiotta occasione per mettersi in mostra per i granata che, sinora, hanno giocato poco e tra questi vi è Mattia Bonetto che ieri ha introdotto il match.

“E’ una trasferta di coppa, ma  sarà una battaglia come lo sono tutte le partite che è quel che ci dice sempre il mister – l’introduzione di Bonetto -. Non so in che ruolo verrò schierato, io preferirei giocare mezzala“.

Dopo Bassano, dove lui fu autore di una buona prestazione, si aspettava di giocare di più?

“Comprendo le scelte del mister. Ci sono giocatori più esperti di me, ma sono soddisfatto perché in allenamento sto imparando cose nuove e cerco di apprendere soprattutto da Bovo, Angiulli e Calvano che giocano nel mio ruolo”.

Penserete più al Venezia o al match col Teramo di sabato? L’incrocio col Venezia lo avvertite anche come una sfida tra la prima e la seconda del girone di campionato?

“Ci concentriamo sul Venezia. Siamo consapevoli che incontreremo una squadra importante, ma non penseremo alla classifica del campionato. Il Venezia è forte, ma noi rispettiamo tutte le formazioni che affrontiamo”.

Quale differenza ha riscontrato tra il giocare con la primavera dell’Inter e il militare in una formazione di Lega Pro?

“La differenza è che ora gioco in un campionato vero. In Lega pro si gioca in un campionato più importante che si avvicina molto di più alla serie B e alla A rispetto al campionato primavera”.

Riguardo la sua esperienza all’Inter, ha fatto amicizia con qualcuno dei big nerazzurri? E nel derby milanese appena giocato per chi ha fatto il tifo?

“Nell’Inter i giocatori che mi hanno dato più consigli sono stati Palacio, D’Ambrosio, Medel e Miranda. Non ho tifato per nessuno nel derby. Mio papà era  milanista e da bimbo lo ero anch’io, poi la passione rossonera è scemata. Andando all’Inter l’ho presa un po’ in simpatia, ma speravo che il derby fosse divertente e lo è stato”.

Cosa si prova di diverso tra l’indossare la maglia dell’Inter e quella della Reggiana di Mike Piazza?

“Vestire la maglia dell’Inter è molto bello, ma la vera maglia interista è quella della prima squadra. L’arrivo nella primavera nerazzurra l’ho vissuta come un’opportunità per iniziare una carriera più che pensare all’avere indosso la maglia dell’Inter in sé. Indossare la maglia della Reggiana è più gratificante perché avverto il peso della responsabilità di far parte di un  club molto seguito e di esserne un vero rappresentante”.

L’ottavo di coppa col Venezia può essere l’ occasione per guarire dal mal di trasferta?

“Anche se è una gara di coppa si può dimostrare che anche in trasferta possiamo fare grandi prestazioni. E’ un match importante da dentro o fuori che vogliamo vincere”.

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